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Suzuki eVitara, la prova su strada: l'elettrica che non dimentica il fuoristrada

La prima EV Suzuki punta tutto su concretezza, versatilità e trazione integrale AllGrip-e. Convince su strada e sorprende in off-road, anche se non manca qualche margine di miglioramento.

Suzuki eVitara, la prova su strada: l'elettrica che non dimentica il fuoristrada
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Redazione
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Pubblicato il 31 lug 2026

Entrare nel mondo dell’elettrico è una sfida per qualsiasi costruttore, ma lo è ancora di più per un marchio come Suzuki, che ha costruito la propria reputazione su automobili semplici, robuste e capaci di affrontare qualsiasi terreno. La nuova eVitara rappresenta quindi un passaggio fondamentale nella storia della Casa giapponese: non è soltanto il primo modello 100% elettrico del marchio, ma anche l’interpretazione moderna di uno dei nomi più iconici della gamma.

Il legame con la Vitara tradizionale, però, si ferma praticamente al nome. La Suzuki eVitara nasce infatti su una piattaforma inedita, sviluppata specificamente per i veicoli elettrici, condivisa con Toyota per la Urban Cruiser, e propone un progetto profondamente diverso sotto ogni punto di vista.

Design moderno senza rinunciare al carattere

Dal vivo la eVitara trasmette immediatamente una sensazione diversa rispetto alla sorella ibrida. È più lunga, più larga e decisamente più moderna nelle proporzioni. Con i suoi 4,28 metri di lunghezza, un passo di 2,70 metri e un’altezza da terra di 18 centimetri, mantiene quell’impostazione da SUV compatto capace di affrontare anche percorsi sterrati, ma lo fa con un linguaggio stilistico decisamente più contemporaneo.

Il frontale chiuso, tipico delle vetture elettriche, è dominato da gruppi ottici dal disegno geometrico e da superfici pulite che conferiscono personalità senza risultare eccessive. Le carreggiate larghe, i passaruota marcati e le spalle muscolose restituiscono quell’immagine di robustezza che da sempre accompagna il marchio Suzuki. È un design che riesce a trovare un buon equilibrio tra eleganza urbana e spirito avventuroso, senza scadere nell’eccesso di aggressività che caratterizza molti SUV elettrici di ultima generazione.

Abitacolo: qualità in crescita e tanta praticità

La crescita dimensionale si percepisce immediatamente una volta aperta la porta. L’abitacolo rappresenta probabilmente uno dei maggiori passi avanti compiuti da Suzuki negli ultimi anni. La plancia adotta un’impostazione completamente nuova, con due schermi integrati in un’elemento unico trapezoidale: il quadro strumenti digitale da 10,25 pollici e il display centrale dell’infotainment da 10,1 pollici. L’interfaccia è moderna, intuitiva e ben organizzata, mentre la presenza di numerosi tasti fisici dedicati alla climatizzazione rappresenta una scelta sempre molto apprezzabile sotto il profilo dell’ergonomia.

Anche la console centrale è ben studiata, con il selettore della trasmissione, i comandi dedicati alle modalità di guida, alla trazione integrale e numerosi vani portaoggetti, compresa la ricarica wireless per lo smartphone. Le finiture risultano di buon livello, con materiali gradevoli al tatto e un assemblaggio curato.

Il sedile scorrevole: la carta vincente

Uno degli elementi più interessanti della nuova eVitara è senza dubbio il divano posteriore scorrevole. I sedili possono infatti avanzare o arretrare di ben 16 centimetri, consentendo di privilegiare, a seconda delle esigenze, lo spazio per i passeggeri oppure la capacità del bagagliaio. Con il divano completamente arretrato, chi siede dietro dispone di uno spazio per le gambe sorprendente per la categoria. Al contrario, facendo avanzare i sedili posteriori si recuperano litri preziosi nel vano bagagli. La capacità del bagagliaio varia da circa 240 a oltre 310 litri, a seconda dell’avanzamento del sedile posteriore. Un valore che sebbene non consenta di primeggiare nella categoria, propone in compenso una forma molto regolare e un pratico doppio fondo per ospitare i cavi di ricarica. Abbattendo gli schienali posteriori si superano comunque i 1.000 litri, rendendo la vettura decisamente più versatile.

Due motori e la trazione integrale elettrica AllGrip-e

La protagonista della nostra prova è la versione Dual Motor AllGrip-e. Il sistema abbina – ad una batteria LFP (litio-ferro-fosfato) da 61 kWh – un motore anteriore da 174 CV e uno al retrotreno da 65 CV, raggiungendo una potenza complessiva di 184 CV e una coppia di 307 Nm, disponibile praticamente da fermo.

Alla guida emerge immediatamente il carattere della e Vitara. L’accelerazione è pronta, come ci si aspetta da un’elettrica, ma senza risultare brusca. L’erogazione è progressiva e facilmente gestibile anche nella modalità di guida più sportiva. Le sospensioni lavorano bene, filtrando efficacemente le irregolarità dell’asfalto senza compromettere la precisione nei cambi di direzione. Pur sfiorando i 1.850 kg, la vettura mantiene un comportamento equilibrato, con inserimenti precisi anche se lo sterzo privilegia il comfort piuttosto che la sportività. Il comando è leggero e progressivo, qualità che torna particolarmente utile anche nelle manovre in fuoristrada, pur risultando meno diretto rispetto ad alcuni concorrenti.

Manca purtroppo la modalità di guida “one pedal" che potrebbe risultare particolarmente vantaggiosa nella guida urbana, anche in virtù del fatto che il recupero dell’energia può essere modificato soltanto attraverso il display centrale. Nonostante tutto, con una guida accorta, l’autonomia reale si è rivelata anche superiore alle aspettative con circa 420 km di percorrenza utile.

Su strade non asfaltate sorprende davvero

È proprio quando si abbandona l’asfalto però che la eVitara dimostra di voler restare fedele alla tradizione Suzuki. Il sistema AllGrip-e rappresenta uno dei punti di forza del progetto. Grazie al secondo motore posteriore e alla modalità Trail, capace di frenare automaticamente la ruota che perde aderenza trasferendo coppia a quella con maggiore grip, la vettura affronta con sorprendente disinvoltura salite ripide e passaggi a scarsa aderenza. Naturalmente non si tratta di un fuoristrada come Jimny, ma nel panorama dei SUV elettrici compatti poche concorrenti possono vantare capacità analoghe. Per chi frequenta spesso strade sterrati o percorsi di montagna, la soluzione proposta da Suzuki rappresenta davvero un valore aggiunto concreto.

Per quanto riguarda la ricarica in corrente continua (90 kW) si passa dal 10 all’80% in circa 45 minuti, un dato nella media del segmento, mentre in corrente alternata si arriva a 11 kW.

Allestimento tutto compreso

La gamma per l’Italia della eVitara è volutamente semplice. L’offerta ruota attorno a due allestimenti, Cool e Top, con prezzi che partono da 36.900 euro per le versioni Cool AWD e TOP 2WD. La vettura della nostra prova (allestimento Top a trazione integrale) richiede un sovrapprezzo di circa 2.000 euro, ma porta in dote un equipaggiamento completo che include anche tetto panoramico e cerchi da 19 pollici.

Suzuki affronta il delicato passaggio verso la mobilità elettrica senza tradire la propria identità con un SUV concreto, pratico e capace di distinguersi per caratteristiche sempre più rare nel panorama attuale: versatilità, facilità di utilizzo e autentiche capacità off-road. L’abitacolo spazioso, il divano posteriore scorrevole, la qualità percepita in netta crescita – e soprattutto l’efficace sistema AllGrip-e – rendono la eVitara una proposta originale in un segmento sempre più affollato.

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