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Nissan Qashqai e-Power: SUV benzina che viaggia in elettrico - Video

Quattro milioni di unità vendute in vent'anni di produzione, di cui un decimo solo sul mercato italiano: cifre che confermano il successo della Nissan Qashqai nel segmento dei crossover. Un modello capace di evolversi costantemente nel tempo, senza mai perdere l'identità che ne ha decretato il trionfo.

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Cristiano Fortini
Cristiano Fortini
Pubblicato il 14 set 2026

Era il 2006 quando Nissan svelava in anteprima mondiale la Qashqai, un modello destinato a riscrivere le regole dei crossover e a dominare la scena per decenni. Linee morbide ma all’avanguardia, affidabilità nipponica e una spiccata praticità l’hanno consacrata fin da subito come la regina dei SUV compatti.

Oggi si contano tre generazioni e diversi restyling, capaci di rinfrescarne il design e migliorarne i contenuti al momento giusto. Rispetto al modello originale lungo circa 4,31 metri, l’ultima versione – nata con il restyling del 2024 – è cresciuta di appena 12 cm, fermando l’asticella a 4,43 metri di lunghezza, 1,84 m di larghezza e oltre 1,60 m di altezza. Dimensioni che ne confermano l’equilibrio vincente: spazio e abitabilità a bordo senza sacrificare la maneggevolezza nei centri urbani.

Il design: riconoscibile e innovativo

Una delle cose che mi ha colpito fin da subito è stato proprio il design. Riuscire a evolversi negli anni senza mai smarrire la propria identità è uno dei punti di forza della Nissan Qashqai. La nuova generazione sfoggia linee spigolose e per certi versi persino futuristiche, soprattutto nel frontale. Eppure, se potessimo usarla proprio come la DeLorean di “Ritorno al futuro" per viaggiare indietro nel tempo di vent’anni, sono certo che chiunque vedendola arrivare la assocerebbe subito al nome “Qashqai", riconoscendone l’impronta inconfondibile.

Entrando più nel concreto, il design di questa nuova Qashqai non è altro che un’evoluzione del modello lanciato nel 2021, rinnovato principalmente nel frontale. Qui troviamo una firma luminosa del tutto inedita e una griglia anteriore – o mascherina, se preferite – che esce dai classici schemi per andare a conquistare praticamente l’intero muso della vettura.

Guardandola di profilo, le differenze sono pressoché nulle, se non per l’introduzione di alcuni materiali di nuova fattura posizionati nella parte bassa della carrozzeria. Il posteriore, dal canto suo, già molto avanguardistico nella prima versione del 2021, si aggiorna con nuove cover trasparenti per i gruppi ottici che lasciano intravedere direttamente l’intensità del LED sottostante. Nella parte inferiore della coda, infine, cambia il disegno del bumper in plastica, ridisegnato per inglobare in modo diverso i catarifrangenti.

Gli interni: ben curati e con la tecnologia giusta

Se siete amanti degli schermi monumentali e dei comandi solo “touch", la Qashqai non è l’auto che fa per voi, vista l’estrema praticità di utilizzo che si respira nell’abitacolo. Qui la gran parte dei comandi – oserei dire quasi tutti – passa attraverso tasti fisici.

Troviamo scorciatoie tattili per qualsiasi funzione: dalla regolazione degli ADAS e la gestione del quadro strumenti digitale, fino al climatizzatore e ai classici tasti rapidi per il volume o il cambio traccia. Persino i sedili massaggianti si attivano con un pulsante dedicato, lasciando al display dell’infotainment solo il compito di farci scegliere la tipologia di massaggio desiderata.

La plancia si articola in un mix di forme sapientemente incastrate tra loro, che si vanno ad incontrare sul lato del passeggero, ed accoglie materiali soft touch perfino sulla sezione superiore, alzando in modo netto il livello di qualità percepita a bordo.

I due schermi, entrambi da 12 pollici, offrono una grafica semplice, pulita e sempre ben leggibile. Sul display centrale dell’infotainment troviamo la tecnologia “Hey Google", con cui è possibile interagire sfruttando l’assistente vocale sia per impartire comandi concreti legati alle funzioni e alle tecnologie della vettura, sia per chiedergli banalmente informazioni esterne, come ad esempio un classico “che tempo farà domani a Roma?".

Il tunnel centrale accoglie una piastra di ricarica wireless ventilata e una presa a 12V dedicata all’alimentazione dei dispositivi. Subito dopo troviamo la leva del cambio automatico, affiancata da due pulsanti specifici: il primo attiva la modalità “EV“, che consente di muoversi alle basse velocità mantenendo il motore termico spento, mentre il secondo aziona l’E-PEDAL.

Quest’ultimo, sistema ormai distintivo delle motorizzazioni ibride ed elettriche firmate Nissan, permette al conducente di gestire l’andatura del veicolo – sia in accelerazione sia in decelerazione – utilizzando esclusivamente il pedale del gas. A completare il blocco spicca il selettore delle modalità di guida, che conferma i tre programmi classici: ECO, STANDARD e SPORT.

Per rintracciare le ultime due prese di ricarica, entrambe in formato USB-C, occorre dare un’occhiata all’interno del vano portaoggetti centrale. Un pozzetto davvero intelligente, progettato con un fondo sdoppiabile che riserva la sezione superiore ai piccoli oggetti e lascia un generoso spazio contenitivo in quella inferiore. La vera chicca, tuttavia, risiede nel sistema di apertura a maniglie separate: si può scegliere in totale comodità se sollevare soltanto lo scompartimento superiore o se aprire l’intero vano.

Sull’allestimento in prova, nonché il top di gamma “Tekna +", la selleria sfoggia un mix di materiali pregiati come pelle e alcantara – elementi sapientemente ripresi anche sulla plancia –  impreziositi da un gioco di cuciture dal sapore decisamente “raffinato". I sedili anteriori, riscaldabili proprio come il volante, offrono anche la funzione di massaggio (sebbene su questo fronte alcune concorrenti cinesi riescano a fare di meglio), mentre rinunciano alla ventilazione.

Per quanto riguarda il bagagliaio, la capacità di carico parte da una base di 504 litri in configurazione standard, per poi estendersi fino a un massimo di 1447 litri abbattendo i sedili posteriori con il classico schema frazionato 60/40.

Il vano, inoltre, fa della modularità un suo punto di forza: la superficie di carico può essere posizionata su due livelli di altezza oppure organizzata per dividere lo spazio in due comparti quasi “stagni", sfruttando una solida base d’appoggio sdoppiabile a sua volta in due sezioni indipendenti.

La meccanica, il punto forte

La vera chiave di volta della Nissan Qashqai e-Power risiede proprio nel suo powertrain che, grazie a un funzionamento del tutto atipico, la rende un crossover fuori dagli schemi. Spesso catalogato come una semplice ibridazione full hybrid, il sistema e-Power è in realtà molto di più. È una tecnologia capace di non accodarsi ai soliti trend – come del resto l’intera vettura – ma di reinventarli da zero.

A differenza di una classica full hybrid, che si sposta principalmente grazie al propulsore termico e solo in parte con l’ausilio del motore elettrico, la Qashqai sfrutta una logica di funzionamento paragonabile a quella di un range extender. La differenza fondamentale sta nel fatto che ogni noia legata alle prese di corrente viene azzerata alla radice: vista la presenza di una piccola batteria da 2,1 kWh, non c’è alcun bisogno di attaccarsi alle colonnine di ricarica. L’auto fa tutto da sola, lasciando a chi guida solo il compito di fare benzina mentre il sistema gestisce l’energia in totale autonomia.

Per spiegarlo in parole semplici, sotto il cofano troviamo un motore termico a tre cilindri da 158 CV che, lavorando in sinergia con la parte elettrica, sviluppa un picco massimo di 205 CV – circa 15 CV in più rispetto al Model Year 2021. Il bello, però, sta nel fatto che la Qashqai non ha alcuna possibilità di muoversi sfruttando direttamente la spinta del motore a benzina. Il propulsore termico è infatti completamente scollegato dalle ruote: gira a regimi contenuti con il solo scopo di fare da generatore per la batteria da 2,1 kWh, la quale invia poi l’elettricità al motore elettrico posizionato sull’asse anteriore e inglobato nella meccanica.

Tutto questo si traduce in una guida incredibilmente silenziosa e priva dei tipici rumori di un’auto a combustione, proprio come se si fosse al volante di un’elettrica pura. Per la stessa ragione, la risposta al gas è immediata e scattante, offrendo subito tutta la coppia in basso che ai motori termici tradizionali spesso manca. E poi c’è l’aspetto fondamentale: con un’efficienza cresciuta del 12% rispetto alla generazione precedente, il nuovo sistema e-Power garantisce consumi davvero contenuti. Ma su questo aspetto entreremo nel dettaglio tra poco.

La prova su strada

Dopo circa mille chilometri percorsi in poco più di dieci giorni, le sensazioni emerse da questo long test sono ampiamente positive. La dinamica di guida, aspetto che oggi rappresenta il vero biglietto da visita delle vetture europee per staccare la concorrenza cinese, brilla per concretezza senza mai strafare, rimanendo perfettamente in linea con la natura da crossover della Qashqai.

L’assetto, elemento fondamentale per il comfort e la precisione su strada, risulta ben calibrato ed equilibrato. Mostra il fianco soltanto sui fondi particolarmente sconnessi, dove, incontrando buche o dossi in contemporanea con entrambi gli assi, l’auto tende a coricarsi brevemente prima a sinistra e poi a destra, innescando una sorta di rapido oscillamento.

Lo sterzo si dimostra molto preciso e affilato nell’atto pratico. Basta un solo comando ben impostato e la vettura segue fedelmente la traiettoria desiderata, anche se bisogna fare i conti con la sua spiccata leggerezza. Un’impostazione che si rivela un ottimo alleato in manovra, ma che prolungandosi in ogni scenario di guida – dalle basse alle alte velocità – rischia in alcuni contesti di rendere fin troppo sensibile la risposta del veicolo a ogni minima correzione sul volante.

I consumi

In termini di consumi, la motorizzazione e-Power permette alla Qashqai di sorprendere in positivo, assestandosi sui livelli di un’utilitaria ibrida. Tra le altre cose, durante lo scorso mese di luglio la Nissan Qashqai e-Power ha persino conquistato un primato, figurando come il SUV elettrificato non plug-in capace di percorrere la distanza maggiore con un singolo pieno di benzina da 55 litri.

Nel primato riconosciuto dal Guinness World Record, il crossover nipponico è stato in grado di percorrere 1.980 km con un solo pieno, registrando un dato clamoroso di 36 km/l.

Numeri chiaramente impensabili in un contesto reale come quello tra Roma e i Castelli Romani, dove il traffico e i continui saliscendi mettono a dura prova qualsiasi vettura. Per valutarne le reali capacità l’ho messa alla prova su un percorso di circa 60 km ripetuti su più giorni, composto per un terzo da centro urbano e per i restanti due terzi da strade extraurbane e autostrade.

Impostando la modalità ECO e considerando la pendenza a favore, all’andata da Albano Laziale verso Roma EUR ho registrato un valore di 3,2-3,3 l/100 km, mentre al ritorno il consumo si è assestato sui 5,1-5,2 l/100 km. Sommando questi dati e tenendo conto del traffico incontrato, si ottiene un ottimo consumo medio di circa 4,4 l/100 km, vale a dire quasi 23 km/l.

Selezionando le modalità STANDARD o SPORT, complice una risposta dell’acceleratore più reattiva, ci vuole poco ad alzare i ritmi e far salire i consumi. La stessa tratta percorsa in STANDARD ha richiesto circa 5,8 l/100 km, l’equivalente di 17 km/l.

I dati del Guinness World Record restano un traguardo lontano nell’uso quotidiano, ma sfruttando i tratti di strada a favore e senza badare troppo a schiacciare sull’acceleratore, dal canto mio sono comunque riuscito a toccare l’ottimo traguardo dei 26 km con un litro.

Considerazioni finali e listino prezzi

Ho apprezzato davvero molto questa Qashqai, forse perfino più di quanto mi sarei aspettato. Ritrovare un SUV autentico e pratico nel quotidiano è stata una sensazione estremamente piacevole. La buona dinamica di guida, la concretezza dell’abitacolo affidata ai tasti fisici e materiali di alto livello – ricordando sempre che si tratta dell’allestimento top di gamma ricevuto in prova – sono solo alcuni degli elementi vincenti nella ricetta di questo modello.

Sebbene in gamma sia presente anche la versione Mild Hybrid con cambio manuale o trazione integrale, non sostituirei mai l’e-Power. La silenziosità di marcia, la risposta del motore sempre pronta e i consumi contenuti per la categoria rendono questo powertrain un vero “must", anche se il prezzo di listino più elevato rispetto alla variante MHEV si fa sentire.

La Qashqai viene proposta in quattro allestimenti: Acenta come versione d’ingresso, N-Connecta, Tekna e la top di gamma Tekna+. La casa propone una promozione non vincolata al finanziamento ma legata alla permuta o rottamazione, garantendo uno sconto di quasi 6.000 euro su tutte le versioni.

Grazie a questa offerta, la Qashqai e-Power parte da un prezzo d’attacco di 32.200 euro (che salirebbero a circa 39.000 euro senza rottamazione) per arrivare ai poco più di 41.000 euro necessari per la Tekna+ (circa 47.000 euro a listino pieno).

Chi preferisce la Qashqai ma desidera contenere la spesa può orientarsi sulla versione a ibridazione leggera, che parte da una base di poco inferiore ai 27.000 euro. La Mild Hybrid non va comunque considerata un semplice ripiego, dato che rappresenta l’unica scelta per chi desidera il cambio manuale o la trazione 4WD, opzioni non disponibili con la tecnologia e-Power.

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