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In Russia continuano a produrre BMW senza il consenso dei bavaresi

A Kaliningrad vengono prodotte localmente BMW X5, X6 e X7 con le caratteristiche pre-2022. Ciò avviene senza il consenso della casa madre

In Russia continuano a produrre BMW senza il consenso dei bavaresi
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Tommaso Giacomelli
Tommaso Giacomelli
Pubblicato il 4 lug 2026

Sembra un corto circuito in piena regola, un paradosso bello e buono, ma in Russia vengono ancora prodotte e vendute BMW anche senza il consenso della casa madre, che ha interrotto i rapporti con Mosca nel 2022 appena dopo lo scoppio del conflitto in Ucraina. Ma tutto ciò come è possibile? Beh, la colpa – se così si può dire – è di Avtotor l’ex partner dei bavaresi che continua ad assemblare X5, X6 e X7 nella fabbrica di Kaliningrad. In questo sito il lavoro va avanti grazie ai kit e alle scorte residue rimaste nello stabilimento dopo l’uscita di scena dei tedeschi. Secondo quanto riportato dal quotidiano economico russo Kommersant, nel 2025 sono state immatricolate complessivamente 145 BMW prodotte localmente, quasi il triplo rispetto all’anno precedente.

Auto nuove ma “datate”

L’ulteriore stranezza di questa storia è che Avtotor ha iniziato ad assemblare nuove BMW a partire dall’anno scorso, sfruttando i kit CKD (Completely Knocked Down) rimasti a prendere la polvere nel magazzino di Kaliningrad dal 2022. Quindi, queste auto immatricolate nel 2025 e 2026 sono di nuova fabbricazione, ma di fatto corrispondono – specie a livello estetico – alle X5, X6 e X7 antecedenti al 2022. Inoltre, con l’esaurimento delle scorte di ricambi originali, vengono ora adoperati componenti di provenienza locale come cablaggi, tubi flessibili, parti in gomma e pannelli della carrozzeria verniciati.

BMW ha preso le distanze

Come anticipato nell’introduzione, BMW ha tenuto a ribadire che le vetture assemblate a Kaliningrad sono realizzate senza il loro consenso. E seppur il numero sia abbastanza esiguo, da Monaco di Baviera non possono più esercitare alcun controllo. Inoltre, la Casa bavarese sottolinea che non sono stati effettuati controlli di qualità dalla fine della collaborazione. Questo vuol dire che non si può escludere che siano stati impiegati pezzi di ricambio non autorizzati o che singoli componenti non soddisfino più le specifiche originali a causa del lungo periodo di stoccaggio nei magazzini.

Un altro punto dolente è quello riguardante i software. Poiché i veicoli non sono più connessi ai sistemi ufficiali della casa madre, è probabile che numerose funzioni digitali operino solo in misura limitata o con software modificato. Le centraline di controllo, pertanto, potrebbero restare su versioni obsolete o essere state riprogrammate per l’utilizzo locale. Alcuni rivenditori pubblicizzano addirittura l’impossibilità di gestire o aggiornare i veicoli da remoto tramite i servizi BMW.

I prezzi restano alti

Nonostante quanto detto finora, le BMW di Avtotor si presentano sul mercato russo con prezzi di altissima fascia. Si spazia dagli 11,9 milioni di rubli per la X5 fino a raggiungere i 13,6 milioni per la X7. Per intenderci, parliamo di costi che si aggirano all’incirca tra i 135.000 e i 155.000 euro. Ciononostante, questi prezzi sono spesso inferiori a quelli legati alle importazioni parallele che sono gravate dal peso economico delle sanzioni pendenti sulla Russia. Dunque, per molti acquirenti le BMW di Kaliningrad sembrano essere sufficientemente allettanti, anche al netto delle incertezze tecniche.

La domanda non manca

Secondo Avtostat, l’agenzia di analisi del mercato automobilistico russo, le vendite di BMW sotto il cappello di Mosca sono aumentate di circa il 42% nel 2025, raggiungendo la cifra di 16.700 veicoli. La maggior parte di questi esemplari sono giunti in Russia tramite le importazioni parallele, ma a quanto pare anche i modelli assemblati a Kaliningrad trovano facilmente acquirenti.

Per quanto riguarda le sorti di Avtotor e della sua produzione locale, molto dipenderà da quante sono ancora le scorte da cui attingere. Si può ipotizzare che le componenti disponibili siano più che sufficienti per coprire tutto il 2026, dopodiché l’attività potrebbe cessare. BMW stessa, secondo quanto dichiarato, continua a monitorare la situazione e sta cercando di limitare qualsiasi potenziale impatto negativo su clienti e concessionari.

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