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Troppe richieste: BMW avvia subito la produzione della i3

Al via a Monaco la produzione della nuova BMW i3 elettrica. Forte domanda, costi tagliati del 10% e cantiere da record senza fermare le linee di montaggio.

Troppe richieste: BMW avvia subito la produzione della i3
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Riccardo Mantica
Riccardo Mantica
Pubblicato il 7 ago 2026

Nello stabilimento centrale di Monaco di Baviera è iniziata ufficialmente la produzione in serie della nuova BMW i3 elettrica. Si tratta del secondo tassello della famiglia Neue Klasse e, benché gli ordini siano stati aperti solo a metà giugno, il volume di richieste arrivate ha spinto la casa tedesca ad accelerare subito sui ritmi di fabbricazione.

Del resto, come ha spiegato Jochen Goller, responsabile Sales e Brands nel CdA di BMW, la risposta del pubblico per questa nuova generazione di vetture si sta dimostrando altissima ancor prima di vederle su strada.

Riqualificazione da primato e taglio dei costi

Per lo stabilimento bavarese questo avvio chiude un cantiere lungo quattro anni, che ha visto nascere da zero un reparto di carrozzeria, un’area di assemblaggio e nuovi spazi logistici. Raymond Wittmann, a capo della produzione nel Board dell’azienda, lo considera l’inizio di un capitolo naturale: la Serie 3 e il sito di Monaco sono da sempre il simbolo del marchio, e oggi si fondono nel passaggio all’elettrico. Concentrare nello stesso posto sede centrale, centro di sviluppo e produzione servirà tra l’altro da modello per trasferire le competenze acquisite a tutti gli altri impianti del gruppo nel mondo.

La ristrutturazione porta con sé anche un vantaggio economico immediato. Il direttore del sito, Peter Weber, ha infatti dichiarato che l’ingresso della i3 consentirà di tagliare un ulteriore 10% dai costi di produzione dell’impianto.

Il risultato arriva da un lavoro d’incastro tra ingegneri, fornitori e nuove tecnologie, ma un contributo decisivo lo dà l’architettura stessa della Neue Klasse, studiata per essere montata con processi molto più automatizzati e digitalizzati.

Cantiere a pieno ritmo con mille auto al giorno

I piani per il futuro sono del resto già tracciati: dal 2027 Monaco sfornerà soltanto modelli al 100% elettrici, con l’arrivo progressivo degli altri veicoli della gamma che dovranno garantire la tenuta del sito per i decenni a venire. Per Weber, tuttavia, l’innovazione resta prima di tutto una questione umana. Saranno le persone a guidare la transizione giorno per giorno, usando automazione e digitalizzazione per rendere la fabbrica più efficiente senza sacrificare la qualità del prodotto.

La sfida più complessa risiedeva però nei vincoli operativi. Monaco produce la Serie 3 dal 1975, con oltre nove milioni di auto uscite dai suoi cancelli, e la trasformazione ha interessato circa un terzo della superficie totale. L’intero cantiere è stato portato avanti senza mai interrompere la produzione ordinaria, che ha viaggiato alla media costante di circa 1.000 vetture al giorno.

L’ultimo tassello aggiunto in ordine di tempo è la nuova area consegne, attualmente in fase di collaudo, dove le vetture finite svolgono gli ultimi controlli prima di passare alla rete di vendita. È un passaggio che rientra a pieno titolo nella strategia BMW iFACTORY, la visione aziendale basata su efficienza, digitalizzazione e sostenibilità per rendere la rete di forniture mondiale più flessibile e sicura.

La rete industriale tra Baviera e Austria

Per sostenere l’assemblaggio della i3, BMW ha messo a sistema una fitta rete industriale tra Germania e Austria. Le batterie ad alta tensione di sesta generazione arrivano dal nuovo sito di Irlbach-Straßkirchen, situato a circa un’ora e mezza da Monaco, seguendo la logica della produzione a chilometro zero. In questo impianto la qualità delle celle viene monitorata in tempo reale con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, modelli digitali e processi a tolleranza d’errore zero.

I motori elettrici Gen6 nascono invece in Austria, nello stabilimento di Steyr, che da quarant’anni produceva motori termici e che oggi ha allestito nuove camere bianche per costruire internamente ogni componente della propulsione, dal rotore al convertitore. A rifornire Steyr degli alloggiamenti in alluminio ci pensa infine la fonderia del gruppo a Landshut.

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