Crisi dei chip, il Gruppo Renault taglia le stime di produzione

22 Ottobre 2021 2

La crisi dei chip continua ad impattare sulle case automobilistiche in maniera evidente e molto pesante. Del resto, oggi i semiconduttori sono utilizzati largamente sulle auto moderne che sono "infarcite" di elettronica. I problemi di fornitura di questi componenti stanno portando i costruttori a rivedere i piani di produzione. Nei casi più gravi si arriva addirittura alla chiusura per giorni/settimane degli impianti produttivi.

Un problema che costerà molto alle case automobilistiche. Il Gruppo Renault, per esempio, presentando i dati economici relativi al terzo trimestre del 2021, ha evidenziato che ha dovuto rivedere pesantemente al ribasso le stime di produzione per il 2021. Il Gruppo francese, infatti, ha stimato una perdita complessiva di circa 500.000 vetture. A pesare molto su questa stima le 170.000 vetture prodotte in meno nel corso del terzo trimestre del 2021.

Nonostante l’aumento delle perdite di produzione stimate per l’anno, il Gruppo Renault conferma le previsioni di raggiungere un tasso di margine operativo del Gruppo nell’anno dello stesso ordine di quello del primo semestre.

MOLTO BENE DACIA

Il Gruppo Renault, in uno scenario molto complesso tra problemi di fornitura e stop produttivi, ha chiuso il trimestre con 599.027 veicoli venduti, con un calo del 22,3% rispetto al 2020. Le vendite del Gruppo a livello europeo (peso sul totale del 53%) solo calate del 26,3%. Quelle sui mercati internazionali, invece, sono in flessione del 17,3%. Il fatturato del Gruppo ammonta a 9 miliardi di euro (8.987 milioni di euro per la precisione) nel trimestre, in calo del 13,4%.

Questa flessione "contenuta" del fatturato, visto il difficile contesto del settore automotive, è stata possibile grazie all'impatto positivo della politica commerciale del Gruppo, orientata verso una migliore valorizzazione delle vendite, puntando sui canali di vendita maggiormente redditizi.

Entrando un po' più nello specifico, il marchio Renault ha venduto 365.934 vetture nel mondo, con un calo del 24,4% rispetto al terzo trimestre 2020. In Francia, Germania, Spagna, Italia e Regno Unito (i principali mercati europei), il costruttore cresce nei canali di vendita più redditizi. In particolare, nel Vecchio Continente, le vendite di autovetture E-TECH sono in aumento del 29% e rappresentano il 31,3% del totale nel trimestre. Le vendite della ZOE sono calate dalle oltre 64.000 del 2020 alle circa 47.000 per via della presenza di maggiori concorrenti. Molto bene il nuovo Arkana con oltre 40.000 ordini in 9 mesi.

Ottima la prestazione di Dacia che ha limitato le perdite ad un calo dell'11,4%. Un risultato possibile grazie al successo della nuova Sandero e della nuova Duster. L'elettrica Dacia Spring (qui la nostra prova) ha già ottenuto oltre 30.000 ordini in Europa. Il marchio Lada mette a segno un calo del 27,8% ma continua a mantenere la leadership sul mercato russo.

Alla fine di settembre, lo stock complessivo del Gruppo ammontava a 340.000 veicoli contro 470.000 di fine settembre 2020. Il Gruppo, infine, ha fatto sapere di essere sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi più rigorosi per le emissioni di CO2 in Europa per il 2021.


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Commenti

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megalomaniaq

Ho un deposito Renault vicino casa, attualmente ad occhio direi che ci sono un decimo delle vetture che c'erano normalmente fino a qualche mese fa. La cosa particolare è che adesso la maggior parte delle vetture presenti sono Zoe (un tempo erano quasi tutte Clio e Captur). La crisi c'è sicuramente.

ACTARUS

Quindi da adesso in poi si riattivera la catena di montaggio per la produzione della R4 modello Nochip

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