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Il Pentagono chiede a GM e Ford di ridurre le auto e produrre più armi

Secondo il Wall Street Journal, funzionari della difesa USA hanno avviato colloqui con i vertici dei costruttori americani per integrare le loro capacità produttive nell'industria bellica

Il Pentagono chiede a GM e Ford di ridurre le auto e produrre più armi
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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Pubblicato il 17 apr 2026

Le tensioni internazionali continuano. Ma l’aspetto probabilmente più preoccupante è che non sembrano volersi fermare. Tanto che il Pentagono avrebbe avviato colloqui preliminari con i vertici di General Motors e Ford per valutare se i due costruttori possano contribuire alla produzione di armamenti e forniture militari. La notizia, riportata dal Wall Street Journal, ha ripercussioni non indifferenti. Il fatto, se confermato, riporterebbe il mondo a decenni fa, agli anni prima della Seconda Guerra Mondiale, quando le grandi case automobilistiche americane convertirono le proprie fabbriche per sostenere lo sforzo bellico.

Uno scenario inquietante

Secondo fonti anonime citate dal Wall Street Journal, i colloqui (ancora in fase preliminare) hanno coinvolto anche GE Aerospace e il produttore di macchinari Oshkosh. I funzionari della difesa avrebbero definito la questione come una priorità di sicurezza nazionale, chiedendo alle aziende se fossero in grado di spostare rapidamente parte della propria capacità produttiva verso la difesa.

Il Pentagono si starebbe muovendo in questa direzione per uno stock di munizioni e attrezzature militari che i conflitti in Ucraina e Iran avrebbero consumato più rapidamente del previsto. Il segretario alla difesa Pete Hegseth aveva già parlato di portare la produzione manifatturiera su un “piano di guerra”. Un portavoce del Pentagono ha confermato che il dipartimento “è impegnato ad espandere rapidamente la base industriale della difesa sfruttando tutte le soluzioni commerciali disponibili”.

GM ha già la sua divisione militare

GM è già presente nel settore con GM Defense, una divisione che produce un veicolo leggero da fanteria basato sul Chevy Colorado ed è tra i principali candidati alla fornitura di un nuovo mezzo che sostituirà l’Humvee nell’esercito americano. Per il resto dell’industria automotive, invece, si tratterebbe di un cambio di missione radicale con tutte le complessità che comporta, dai requisiti contrattuali alle procedure di gara del Dipartimento della Difesa.

Ma al di là di questo resta la preoccupazione per una situazione internazionale che, invece di provare a trovare soluzioni, sembra intenzionata a continuare a percorrere solo e soltanto la strada della guerra militare.

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