Volvo EX50 in arrivo: sostituirà la EX30 e la EX40 dal 2027
Volvo prepara la nuova EX50 per sfidare Tesla Model Y: la nuova entry level elettrica nascerà sulla piattaforma SPA3 e arriverà sul mercato entro il 2027.
Nella corsa all’elettrico c’è chi frena e chi, invece, ricalibra il tiro per non restare schiacciato. Volvo rientra decisamente nella seconda categoria e prepara la risposta al dominio della Tesla Model Y nel segmento dei SUV compatti a batteria: la nuova EX50. Il modello andrà a pensionare l’ormai datata EX40 e, secondo quanto appreso da Automotive News da fonti vicine ai piani aziendali, attraverserà l’Atlantico per sbarcare negli Stati Uniti entro la fine del 2027, con un prezzo di partenza posizionato nella fascia alta dei 40.000 dollari.
Un nuovo punto d’accesso (con addio alla EX30)
Il ruolo della EX50 nella scuderia svedese sarà centrale. Non si tratterà solo di avvicendare la EX40, ma di assumere l’eredità di modello d’ingresso alla spina per la Casa. La piccola EX30 ha infatti i mesi contati: uscirà dai listini subito dopo il model year 2026.
A livello di portafoglio, la EX50 costerà circa 10.000 dollari in meno rispetto alla sorella maggiore EX60, il crossover medio atteso nei saloni americani verso la fine di quest’anno. Bocche cucite, come da prassi, da parte dei vertici: un portavoce Volvo non ha voluto rilasciare commenti sui progetti futuri, limitandosi a rimarcare come l’elettrico resti, ad oggi, l’unico vero motore di crescita per il mercato.
I guai della EX90 e la svolta con la piattaforma SPA3
La vera scommessa sta sotto la carrozzeria. La EX50 nascerà sulla piattaforma software-defined SPA3, la medesima struttura adottata dalla EX60. Un passaggio determinante, soprattutto alla luce dell’ottima accoglienza riservata dalla critica alla EX60 che ha spinto il costruttore a ritoccare verso l’alto i volumi produttivi nello stabilimento svedese di Torslanda per soddisfare una domanda superiore alle attese.
Il salto da SPA2 a SPA3 era d’altra parte inevitabile. L’architettura precedente, quella su cui viaggia l’ammiraglia EX90, ha dato non pochi grattacapi a Göteborg: il SUV da prima classe è stato martoriato fin dal debutto da anomalie software e problemi al sistema di infotainment. In Volvo non nascondono il passato, ma assicurano che proprio quei grattacapi sono serviti da lezione per blindare lo sviluppo della nuova piattaforma.
I benefici non si limiteranno alla stabilità del codice. Pur in assenza di dati tecnici ufficiali, guardando la EX60 è lecito attendersi per la EX50 tempi di ricarica ben più veloci di EX30 ed EX40, una migliore abitabilità interna e un’efficienza generale di livello superiore.
Le spine dei dazi e la concorrenza di Pechino
Il lancio della EX50 si inserisce in un quadro di geopolitica industriale non semplice per il marchio di proprietà della cinese Geely. L’ultimo anno ha portato con sé diverse gatte da pelare: sul mercato statunitense pesano i dazi e le strette protezionistiche dell’amministrazione Trump, mentre sul fronte europeo e globale fa sempre più paura l’avanzata dei brand cinesi emergenti.
Questa stretta ha spinto Volvo a smussare i suoi toni più trionfalistici, compreso lo storico obiettivo di convertire l’intera produzione al 100% elettrico entro il 2030. A differenza di molti colossi d’oltreoceano che hanno inserito la retromarcia sulle batterie, il brand svedese continua comunque a ritenere i modelli a zero emissioni la spina dorsale del proprio futuro.
La produzione va in Slovacchia
Dimensioni alla mano, la EX50 si giocherà la partita nello stesso bacino d’utenza di modelli di grande serie come Hyundai Ioniq 5 e Ford Mustang Mach-E, andando al contempo a infastidire le proposte d’accesso del mondo premium, dalla Cadillac Optiq alla futura Mercedes-Benz GLA elettrica.
Per assemblarla, Göteborg non attingerà alle storiche linee svedesi: le catene di montaggio della EX50 si accenderanno all’interno del nuovo impianto europeo di Košice, in Slovacchia.