Mercato auto Italia: +3,9% a luglio 2026, elettriche al 5,9% di quota
Le immatricolazioni segnano un +3,9% e le stime per il 2026 vengono riviste al rialzo a 1,61 milioni.
Il mercato auto in Italia continua a mostrare segnali positivi nel mese di luglio 2026, registrando 123.184 immatricolazioni, con un incremento del 3,9% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Questo andamento favorevole ha portato i volumi complessivi dei primi sette mesi a superare quota 1.060.000 unità (+8,9% sul 2025) e ha spinto l’UNRAE a rivedere al rialzo le stime per l’intero anno. Si prevede infatti che il 2026 si chiuderà con 1,61 milioni di immatricolazioni, con un +5,5% sul 2025. Tuttavia, il divario con la situazione del 2019, prima della pandemia, rimane significativo, registrando ancora dati inferiori del 14,3% nei primi sette mesi e circa 307.000 vetture in meno sull’anno.
Ibride leader, frenano le BEV
Per quanto riguarda le alimentazioni, le auto ibride dominano incontrastate il mercato, conquistando il 47,5% di quota a luglio. Spicca anche l’ottima performance delle ibride plug-in (PHEV) che salgono al 10,5%, trainate in larga parte (45%) dal noleggio a lungo termine. Subiscono invece una frenata le elettriche pure (BEV), che si riposizionano al 5,9% di quota, rispetto al 10,1% di giugno, a causa dell’esaurimento della spinta degli incentivi statali. Da questo punto di vista, l’Italia si conferma l’unico grande mercato europeo privo di risorse per incentivare l’acquisto di auto elettriche per i privati, un dato che contribuisce a mantenere il nostro Paese all’ultimo posto in Europa per quota di BEV rispetto alla media continentale.
Favorire il rinnovo del circolante
Di fronte a questi numeri, il Presidente dell’UNRAE Roberto Pietrantonio sottolinea che la vera priorità delle Istituzioni deve essere la creazione di condizioni stabili per accelerare il rinnovo dell’anziano parco circolante italiano. A tal fine, UNRAE chiede urgentemente il reintegro dei 251 milioni di euro del Fondo Automotive, dirottati dal Governo verso misure contro il caro carburanti. Inoltre, viene ribadita la necessità di una riforma strutturale della fiscalità delle auto aziendali: rivedere i tetti massimi di deducibilità dei costi è essenziale per allineare l’Italia ai Paesi europei, rilanciare la competitività delle imprese e immettere in circolazione, in tempi rapidi, vetture usate più sicure e moderne per le famiglie.