Cerca

Stellantis Canada: niente più auto, la Roshel lo vuole per veicoli blindati

Lo stabilimento Stellantis di Brampton potrebbe passare a Roshel: in arrivo un maxi-appalto da 6 miliardi per la produzione di veicoli blindati destinati alla NATO.

Stellantis Canada: niente più auto, la Roshel lo vuole per veicoli blindati
Vai ai commenti
Riccardo Mantica
Riccardo Mantica
Pubblicato il 3 ago 2026

Lo stabilimento Stellantis di Brampton (Canada) si trova a un bivio storico. Addio alle auto per tutti i giorni, o almeno così sembra per il momento, spazio alla produzione di mezzi blindati per le forze armate. L’interesse per l’impianto canadese? Arriva dalla Roshel, una realtà dinamica nata appena dieci anni fa che sta crescendo a ritmi così sostenuti da aver letteralmente finito lo spazio.

I numeri di Roshel e la spinta dai mercati esteri

Al momento le attività dell’azienda, suddivise tra catene di montaggio e laboratori di ricerca e sviluppo, occupano all’incirca 400.000 piedi quadrati (circa 37.000 metri quadri). Una metratura importante, che però si sta rivelando un collo di bottiglia per i piani futuri. Per sostenere la prossima fase di espansione serve un salto di qualità: una struttura vicina ai due milioni di piedi quadrati (quasi 185.000 metri quadri), vale a dire cinque volte la superficie attuale.

Questa corsa all’ampliamento è alimentata dagli impegni internazionali della società, che si è affermata come fornitore strategico di veicoli blindati per l’Ucraina e per diversi Paesi NATO, inclusi Stati Uniti, Germania, Francia e Regno Unito.

L’imponente bando di gara da 6 miliardi di dollari

A fare da innesco definitivo per questa espansione c’è una maxi-gara d’appalto promossa dal governo di Ottawa. In palio c’è la fornitura di un contingente di veicoli utilitari leggeri, tra le 1.600 e le 2.100 unità, affiancati da 400-500 rimorchi, per un valore totale stimato che sfiora i 6 miliardi di dollari.

La scelta delle istituzioni è stata chiara. Aprire la gara esclusivamente alle realtà industriali canadesi. Con la selezione ormai ristretta a un testa a testa finale tra due soli concorrenti, Roshel resta pienamente in corsa. Un’eventuale vittoria cambierebbe le carte in tavola per l’azienda, imponendo un piano straordinario di assunzioni: centinaia di ingressi immediati entro la fine dell’anno e migliaia di nuovi posti di lavoro a regime.

“Molte aziende automobilistiche si sono ritirate dal Canada. Il settore della difesa può diventare un’alternativa concreta e riportare al lavoro migliaia di persone.”

— Roman Shimonov, AD di Roshel

Il nodo Jeep e le proteste del territorio

Per accaparrarsi e gestire una commessa di questa portata, Roshel non può permettersi lunghi tempi di attesa. Serve un complesso industriale già pronto. Ed è proprio qui che il destino incrocia la fabbrica Stellantis di Brampton. Il sito è piombato nel silenzio dal 2023. La produzione si è arrestata, la quasi totalità dei 3.000 lavoratori è finita a casa e la speranza di un rilancio legata alla nuova Jeep Compass è sfumata quando la produzione è stata dirottata in Illinois.

Mentre il gruppo automobilistico continua a rassicurare sulla ricerca di un “futuro sostenibile" per la struttura, la pazienza del territorio si è ormai esaurita. Il sindacato dell’auto Unifor pretende garanzie rapide, mentre il sindaco di Brampton, Patrick Brown, considera priva di senso l’ipotesi di congelare l’impianto fino al 2031 nella speranza di una futura ripartenza.

Verdetto atteso a breve

Le manovre per sbloccare la situazione sembrano comunque già avviate. Lo stesso Shimonov ha fatto capire che i primi contatti per rilevare nuovi spazi produttivi sono cominciati. La risposta decisiva sul maxi-appalto è attesa nel giro di poche settimane: un verdetto da cui dipenderanno sia le prospettive di Roshel sia il futuro industriale di Brampton

Ti potrebbe interessare:
Commenti Regolamento