Cerca

NIO Power Swap Station di quarta generazione, cosa sono e come funzionano

NIO continua ad investire nel battery swap per migliorare questa tecnologia ed offrire un servizio sempre più completo

NIO Power Swap Station di quarta generazione, cosa sono e come funzionano
Vai ai commenti
Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 17 giu 2024

Durante il NIO Day 2023, la casa automobilistica aveva annunciato la nuova Power Swap Station di quarta generazione. Si tratta dell'ultima generazione delle sue stazioni per il battery swap. Come sappiamo, NIO crede molto in questa tecnologia che sta provando ad introdurre anche in Europa, nei Paesi dove ha iniziato a commercializzare le sue vetture. In Cina, la casa automobilistica ha pure costituito un consorzio a cui hanno aderito molti importanti marchi del Paese con l'obiettivo di accelerare lo sviluppo e la diffusione del battery swap.

Adesso, NIO ha lanciato ufficialmente le nuove Power Swap Station di quarta generazione. Le prime nuove stazioni sono state installate nel distretto di Liwan di Guangzhou e nell'area di servizio di Luoji sull'autostrada G40 Shanghai-Shaanxi.

SCAMBI BATTERIA ANCORA PIÙ RAPIDI

Stando a quanto racconta NIO, le nuove stazioni sono il 22% più veloci di quelle di terza generazione. L'intero processo di scambio delle batterie richiede appena 144 secondi, cioè poco più di 2 minuti.

Ogni stazione può adesso ospitare 23 batterie (21 nella stazioni di terza generazione). Giornalmente, sarà possibile effettuare fino a 480 sostituzioni delle batterie. L'intero processo è automatizzato e lo scambio dell'accumulatore può essere effettuato anche quando il conducente è fuori dalla vettura. Proprio per questo, le Power Swap Station 4.0 sono dotate di 6 LiDAR e di una piattaforma basata su 4 chip NVIDIA Orin X in grado di offrire una capacità di calcolo complessiva di 1.016 TOPS. Gli utenti possono avviare la sostituzione automatica della batteria con un semplice tocco sul display centrale dell'auto.

Grazie a queste nuove stazioni, NIO sarà in grado di offrire un'esperienza d'uso ancora migliore. Aspetto interessante, le Power Swap Station di quarta generazione sono già pronte per poter essere utilizzate con i modelli del nuovo marchio ONVO di NIO. Inoltre, la casa automobilistica fa sapere che queste stazioni possono servire una gamma più ampia di modelli di veicoli elettrici di più marchi.

NIO, ONVO e tutti i partner strategici per lo scambio di batterie possono accedere alle nuove stazioni per un'esperienza di scambio delle batterie completamente avanzata, più conveniente rispetto al rifornimento di carburante.

Infine, la casa automobilistica cinese fa sapere che al 13 giugno 2024, ha installato 2.432 stazioni per lo scambio delle batterie in Cina. Contestualmente, NIO ha introdotto nuove colonnine HPC da 640 kW.

Ti potrebbe interessare:
Commenti Regolamento
g
graffo 01 Jan 1970 @ 00:00

Se una station fa' 480 swap giornaliere e una vettura di media ne esegue uno ogni 5/6 giorni con 23 batterie si soddisfano circa 2500/3000 clienti quindi basta solo una batteria su 100 vetture in circolazione in teoria se gli swap giornalieri fossero la metà ce ne vorrebbero 2 su cento

B
Blinkin 01 Jan 1970 @ 00:00

và, và un commento sensato... son quasi commosso... Per sfruttare "seriamente" le rinnovabili, le soluzioni di accumulo sono indispensabili.

Con una tecnologia simile, il cielo non volesse, standardizzata, si potrebbero avere anche auto con autonomie di 200-250 km senza alcun problema.

Due minuti di cambio batteria onestamente chissenefrega ogni 2 ore di autostrada??

si ok, ci sarà sicuramente chi si fa la tirata Torino - Catanzaro senza uno stop...

Anche il cellulare 30 anni fa si caricava una volta la settimana e oggi lo carichi tutti i giorni.

ci si fermerà 6 volte e ci si metterà 13 ore e 30 invece di 13

TRAGEDIA !!!

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Con ecosistema intendevo la progettazione e costruzione di queste stazioni, la sostituzione di quelle non più aggiornate nonchè la necessità di avere da un 20 ad un 50% in più di batterie rispetto al numero di macchine che possono fare lo swap.

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Appunto...
Non credo che economicamente sia sostenibile per una singola società che opera in ambito mondiale un sistema del genere.
Potrebbe esserlo se tutti gli attori coinvolti sfruttino questo sistema.

Ed oltretutto credo realmente che inquini di più non nel confronto con EV che non hanno batteryswap, ma prorpio con il confronto con vetture termiche.

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Praticamente il bue che dice cornuto all’asino.
Il sistema di battery swap è enormemente più costoso della ricarica con le classiche colonnine, sia AC che DC ad alta potenza.

J
Janvaljan 01 Jan 1970 @ 00:00

Quello di cui nessuno parla è che il battery swap si integra perfettamente con le rinnovabili e l'elettrificazione in quanto la stazione diventa un vero e proprio pacco batterie da qualche MWh da dislocare in punti strategici per aiutare le reti di distribuzione.
In teoria qualcosa di simile si potrebbe fare con il V2G ma si scontra col fatto che l'auto resterà collegata il meno possibile, tutti succhieranno dalla rete a potenze spropositate e negli stessi momenti delle giornata rendendo difficilissima la gestione.
Altro che tecnologia vecchia, è il vero futuro e in Europa non l'abbiamo capito

S
Surak 2.05 01 Jan 1970 @ 00:00

Ora immaginatevi dei robotaxi con questo sistema, praticamente non si fermerebbero mai e se le batterie migliorano, basta farle comunque delle stesse dimensioni e semplicemente avrai meno mezzi a ricaricare ogni volta
Purtroppo l'Occidente ha troppi settori da campare e quindi spinge per un sistema che cambi tutto per non cambiare niente, tanto mettono tutto in conto alle casse pubbliche cioè a chi paga le tasse

B
BlackLagoon 01 Jan 1970 @ 00:00

Il mercato va dove ci sono i soldi, non dove ci sono le ideologie.

B
BlackLagoon 01 Jan 1970 @ 00:00

Sono investimenti. Lo stato Cinese sta lanciando praticamente di tutto contro il muro per vedere cosa rimane attaccato e cosa "cade".
NIO è solo una delle tante strade che stanno tentando, per vedere se si afferma. Se si affermasse, sarebbe egemonia totale, visto che devi adottare necessariamente pianali cinesi, rendendo le auto compatibili di fatto cinesi. Buttare qualche decina di miliardi, per quel tipo di risultato, non sarebbe un brutto investimento.

T
TorettoMilano 01 Jan 1970 @ 00:00

vanno avanti di swap e a fornire auto da 1000km, ci vedo un profondo controsenso in tutto ciò ma magari mi sbaglio

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi chiedo che fine faranno questi sistemi se si andrà verso il "cell to chassis" o "cell to body" ...

B
Bruno 01 Jan 1970 @ 00:00

Perde molti soldi, ma ci è passata anche Tesla. Il tempo dirà se il battery swap sia un'idea vincente (io lo spero perché in generale le auto di NIO mi piacciono un sacco) o no.

T
TorettoMilano 01 Jan 1970 @ 00:00

la stessa NIO fornisce alle proprie auto una batteria da 1000km, difficile immaginarsi come con tale autonomia si abbia bisogno di uno swap

K
Kib 01 Jan 1970 @ 00:00

Nio tra tutte le case cinesi credo sia quella che ha ricevuto meno sovvenzioni dallo Stato.
Il battery swap è semplicemente un modo di differenziarsi dal resto dei produttori, utile o migliore lo dirà solo il tempo. Intanto è l'unico sistema che in 2 minuti ti permette di ripartire.
Esattamente per ecosistema cosa intendi?

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Costruire (e tentare di rendere diffusa) questa tecnologia con queste stazioni (già la quarta generazione in quanti anni?!?) sarà sotto qualche piccola forma utile al contenimento delle emissioni di CO2?

Così, proprio a sentore, credo che se vendessero un F450 al posto di ogni veicolo dotato di batteryswap, considerato pure l'ecosistema che deve andarci dietro, avremmo così ottenuto un miglioramento lato emissioni. E neppure piccolo.
Purtroppo oggigiorno se è elettrico è green e non ci si sofferma molto a rifletterci, e se si sollevano dubbi arriverà qualcuno ad attaccare con le frasi da b1mb0m1nch1@: ti piace respirare il gas della tua bruuum bruuum!

Senza considerare che vedo estremamente probabile che NIO sti ancora in piedi grazie al sostegno del partito comunista cinese, alla faccia del libero mercato e della lamentela sui dazi...

K
Kib 01 Jan 1970 @ 00:00

Con il battery swap potenze da 200+ kW non sarebbero necessarie, aumentano solo il costo di realizzazione delle colonnine e di conseguenza il prezzo kW.

Ad oggi, visto il numero basso di EV il numero di colonnine fast sono sufficienti ma se mai si fossero diffuse le EV i casi di attesa in fila sarebbero stati un problema.

In Cina si vedrà se sarà una tecnologia morta o una tecnologia che aveva senso continuare a sviluppare

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Caz**ata.
Con le attuali elettriche con ricariche da 200 kW e oltre si viaggia senza problemi.
Il battery swap è una tecnologia morta.
Le potenze di ricarica aumentano col tempo e il battery swap diventa sempre più obsoleto.
il battery swap aggiunge costi e complessità

K
Kib 01 Jan 1970 @ 00:00

Anche se a guardare i prezzi dopo 6 anni di rate noleggio hai speso quanto un auto con pacco batteria.

A
Austrian school 01 Jan 1970 @ 00:00

Nio ha intrapreso la strada giusta per le ricariche elettriche. Solo il battery swap con una rete molto diffusa può consentire di effettuare viaggi senza problemi con le auto elettrche

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Molto bene, tra l'altro Il presidente di Nio ha invitato altri produttori, tra cui Dongfeng, BAIC e HIMA di Huawei, ad adottare il loro sistema di battery swap, vedremo se gli daranno l'ok o meno