Peugeot E-208 GTi: la piccola hot hatch francese è tornata
La E-208 GTi porta la storica sigla sportiva nell'era elettrica, con un carattere tutto da scoprire e una promessa precisa: far divertire
C’era un tempo in cui per trasformare una Peugeot 208 in una vera GTi bastavano un 1.6 l turbo, un cambio manuale e poco più di 200 CV. Era il 2015 e la 208 GTi rappresentava uno degli ultimi esempi di quella scuola di hot hatch che aveva fatto della leggerezza, della semplicità e del rapporto diretto tra guidatore e macchina il proprio punto di forza.
Dieci anni dopo, la stessa sigla racconta un’automobile completamente diversa. Il motore non ha più quattro cilindri, non c’è più il cambio manuale e sotto il pianale non troviamo un serbatoio, ma una batteria. La nuova Peugeot E-208 GTi è infatti la prima GTi del Leone completamente elettrica e porta con sé 281 CV, 345 Nm e uno 0-100 km/h in 5,5 secondi. È forse questo il modo più immediato per capire quanto sia cambiato il mondo dell’auto nell’ultimo decennio. La vecchia GTi apparteneva a un’epoca in cui una piccola sportiva significava soprattutto un motore che saliva di giri, un cambio da usare continuamente e un peso contenuto. La E-208 GTi cerca invece di reinterpretare lo stesso concetto attraverso la risposta istantanea del motore elettrico, il controllo dell’elettronica e un telaio sviluppato da Peugeot Sport. Il risultato è una piccola elettrica da 281 CV che, almeno sulla carta, prova a dimostrare che il passaggio dal termico all’elettrico non significa necessariamente abbandonare il concetto di hot hatch. Cambia la tecnologia, cambia il modo in cui vengono erogate le prestazioni, ma l’idea di fondo rimane la stessa: una 208 compatta, cattiva e pensata prima di tutto per essere divertente da guidare.
Più larga, più bassa, decisamente più GTi
Dal punto di vista estetico, la E-208 GTi rimane molto vicina al concept presentato nel 2025. La base è quella della normale E-208, ma il trattamento GTi cambia decisamente l’aspetto della vettura, rendendolo più largo e aggressivo senza rinunciare all’eleganza tipica delle vetture del marchio francese.
La carrozzeria è più bassa e le carreggiate sono state allargate di 56 mm all’anteriore e di 28 mm al posteriore. A completare la trasformazione ci sono i cerchi da 18 pollici con pneumatici 215/40, disponibili con Hankook Ventus S1 Evo3 oppure, di serie, con Michelin Pilot Sport 4S. Non è quindi soltanto una questione estetica. L’allargamento delle carreggiate e l’assetto ribassato fanno parte di un intervento molto più ampio sul telaio, pensato per rendere la E-208 GTi più stabile e reattiva rispetto alla E-208 da cui deriva.
281 CV e un telaio sviluppato da Peugeot Sport
È qui che il lavoro di Peugeot Sport diventa particolarmente interessante. La E-208 GTi utilizza il motore elettrico M4+ (lo stesso della Ypsilon HF) da 281 CV e 345 Nm, prodotto in Francia nello stabilimento di Trémery. L’elettronica di controllo è stata sviluppata con un approccio derivato direttamente dal motorsport, con componenti e software affinati dagli ingegneri della divisione sportiva Peugeot.
I numeri sono quelli di una vera hot hatch: 0-100 km/h in 5,5 secondi, 1.000 metri con partenza da fermo in 25,8 secondi e ripresa da 80 a 120 km/h in appena 3,2 secondi. La velocità massima è invece limitata a 180 km/h.
Ma la parte più interessante non è necessariamente il dato dell’accelerazione. Peugeot Sport ha lavorato soprattutto sulla capacità della vettura di mantenere queste prestazioni anche nell’utilizzo più impegnativo. La batteria rimane quella da 54 kWh della E-208, con 51 kWh netti, ma la gestione termica è stata profondamente rivista.
Il sistema di raffreddamento del pacco batterie adatta il flusso del liquido refrigerante alle condizioni di utilizzo, con l’obiettivo di evitare il cosiddetto “derating", ovvero la riduzione della potenza quando le temperature diventano troppo elevate. Secondo Peugeot, anche in condizioni impegnative la E-208 GTi dovrebbe quindi riuscire a mantenere le proprie prestazioni senza limitazioni. Anche il telaio è stato completamente rivisto. C’è una nuova barra antirollio posteriore da 31 mm, che lavora insieme a quella anteriore da 17 mm, mentre molle e ammortizzatori sono specifici e utilizzano fine corsa idraulici, una soluzione già impiegata da Peugeot Sport nel programma WEC.
A completare il pacchetto c’è un differenziale autobloccante a slittamento limitato integrato nel riduttore, pensato per gestire meglio i 345 Nm sulle ruote anteriori anche quando l’aderenza non è ideale. E poi ci sono i freni: davanti troviamo dischi da 355 mm con pinze a quattro pistoncini, sviluppati per garantire una frenata costante anche sotto stress. Le pinze sono rosse e riportano il marchio Peugeot Sport. Al posteriore, invece, rimane l’impianto della E-208 standard.
Dentro resta una 208, ma il carattere cambia
All’interno Peugeot non ha trasformato la E-208 GTi in qualcosa di completamente diverso rispetto alla E-208 da cui deriva. Il carattere sportivo viene sottolineato attraverso dettagli e finiture specifiche, mantenendo però quella doppia anima tra utilizzo quotidiano e impostazione sportiva che è sempre stata parte della ricetta GTi. Ed è un aspetto importante anche nel passaggio dal termico all’elettrico. Se prima il coinvolgimento arrivava soprattutto dal motore, dal cambio e dalla meccanica, qui Peugeot deve costruire il carattere della vettura attraverso telaio, sterzo, freni e gestione dell’elettronica.
Batteria e ricarica
La batteria è da 54 kWh e consente un’autonomia massima dichiarata di 375 km nel ciclo WLTP con gli pneumatici Hankook. Con i Michelin Pilot Sport 4S di serie il valore scende invece a 352 km. Sul fronte della ricarica, la E-208 GTi può passare dal 20 all’80% in 27 minuti utilizzando una colonnina DC da 100 kW, mentre in corrente alternata il caricatore di bordo arriva a 11 kW. Peugeot indica inoltre circa 4 ore e 40 minuti per una ricarica completa utilizzando una wallbox da 7,4 kW.
Il prezzo da pagare…
Il prezzo di partenza è fissato a 44.900 euro. Una cifra che, messa accanto alla 208 GTi di dieci anni fa, rende ancora più evidente la distanza tra le due generazioni.
La prova su strada
Con 281 CV e 345 Nm di coppia, la nuova Peugeot 208 GTi è una piccola sportiva davvero scattante. Lo 0-100 km/h in 5,5 secondi si sente tutto, soprattutto quando si affonda sull’acceleratore. Nonostante la capacità di un’auto elettrica di scaricare subito tutta la potenza e, spesso, di mettere in difficoltà la trazione, il differenziale autobloccante Torsen fa un ottimo lavoro: limita gli slittamenti sia nelle partenze più decise sia quando si riapre il gas in uscita di curva, permettendo di sfruttare i 345 Nm senza compromettere la motricità.
Uno degli aspetti che mi ha colpito maggiormente è lo sterzo, molto preciso e soprattutto direttissimo. Bastano pochi millimetri di angolo al volante per cambiare traiettoria o correggere rapidamente la linea in ingresso di curva. Anche l’acceleratore risponde in maniera precisa a ogni input, rendendo facile dosare la spinta.
Meno convincente, invece, il sistema frenante: considerando le prestazioni della 208 GTi, avrei preferito una risposta più decisa. Per ottenere una frenata davvero efficace bisogna esercitare parecchia pressione sul pedale e, anche così, la sensazione è che lo spazio di arresto possa allungarsi più di quanto ci si aspetterebbe. Un impianto leggermente più potente avrebbe completato meglio il pacchetto.
Un assetto rigido, ma non troppo
L’assetto è rigido, come ci si aspetta da una vettura con questo carattere, ma non diventa mai eccessivamente secco. Anche con i cerchi da 18 pollici e una spalla molto bassa, le sospensioni riescono ad assorbire abbastanza bene buche e imperfezioni, soprattutto considerando l’impostazione sportiva della vettura. Allo stesso tempo, quando si alza il ritmo, la 208 GTi rimane estremamente composta e piantata a terra: non tende a scomporsi e non trasmette mai la sensazione di poter perdere facilmente l’assetto.
Gran parte del merito va anche al lavoro svolto da Peugeot Sport sul telaio. A questo si aggiunge una caratteristica tipica delle elettriche: la batteria, posizionata nella parte centrale della vettura, contribuisce ad abbassare il baricentro e a distribuire meglio le masse, ma anche ad aumentare la rigidità complessiva della struttura. Il risultato è una 208 GTi molto equilibrata, che in curva rimane piatta e precisa e restituisce un ottimo livello di controllo.
Il coinvolgimento alla guida è quindi uno dei punti forti della vettura. I nuovi sedili più avvolgenti contribuiscono a creare una posizione più raccolta, mentre plancia, volante e buona visibilità erano già tra gli elementi meglio riusciti della 208. Il risultato è una sensazione quasi da piccola auto da rally: si è seduti bassi, ben inseriti nell’abitacolo e sempre molto vicini a quello che succede davanti alle ruote.