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Polestar 5: questa volta l’ammiraglia non è un SUV - Video

Abbiamo provato Polestar 5 sulle strade tra Como e Bellagio. 884 CV di potenza massima e autonomia fino a 670 km: ecco come si è comportata

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Alessandro Marchetti
Alessandro Marchetti
Pubblicato il 2 nov 2026

Quando un marchio sceglie di mettere in vetrina il proprio modello più importante, la scelta oggi ricade quasi sempre su un SUV. Una strategia ormai consolidata, che consente di contenere i rischi dell’investimento puntando su una tipologia di vettura in linea con le richieste del mercato. Non è però il caso del brand oggetto della nostra prova che ha deciso di andare controcorrente con la Polestar 5: la nuova ammiraglia del marchio svedese è infatti una granturismo a quattro porte, dalla silhouette lunga e filante, espressione di un segmento che molti consideravano ormai dimenticato. L’abbiamo guidata sulle strade che portano da Como a Bellagio, tra curve strette, traffico cittadino e tratti panoramici, per capire se dietro un’estetica così estrema ci sia davvero sostanza.

Granturismo sportiva elettrica

La Polestar 5 è una granturismo con tre facce: comfort, sportività e sostenibilità. Non punta a stupire solo con il numero dei cavalli, ma a far convivere in un’unica auto la voglia di viaggiare e quella di divertirsi quando la strada si apre. Una filosofia che basa le proprie fondamenta sulla storia di un marchio che nasce dal motorsport, e da cui in un modo o nell’altro rimane legato. Anche per questo la scelta di non proporre una vettura rialzata e disegnare una granturismo così esperienziale nella guida

Design da concept car

Basta un’occhiata per capire che la 5 è figlia del concept Precept, di cui ha ereditato quasi per intero l’impostazione. La linea è estremamente larga, lunga e bassa, con un profilo affilato che sembra tagliare l’aria. 5.087 mm di lunghezza per 2.063 mm di larghezza e un’altezza di appena 1.425 mm raccontano di un’auto che abbraccia l’asfalto. Al primo sguardo è evidente l’assenza del lunotto posteriore, sostituito da una telecamera ad alta risoluzione per una soluzione che dà alla coda un aspetto graffiante e deciso.

Il risultato è un coefficiente aerodinamico di appena 0,24, un valore da primato per un’auto di queste dimensioni. A ridare luminosità all’interno c’è però un ampio tetto panoramico, che arriva a circa due metri quadrati e riempie di luce l’abitacolo.

Dentro il minimalismo è estremo

Salendo a bordo, la filosofia cambia ma non il rigore. L’interno racconta di un lusso semplice e ricercato nelle soluzioni, senza orpelli, che non smette mai di parlare di sostenibilità, in linea con la filosofia del marchio svedese, attraverso un largo impiego di materiali leggeri e riciclati. I comandi sono ridotti all’osso: quasi tutto passa dal display centrale da 14,5 pollici, basato su Android Automotive con servizi Google integrati, affiancato da una strumentazione da 9 pollici e da un head-up display. Perfino la regolazione degli specchietti e del volante si gestisce dallo schermo, una scelta che per alcuni potrebbe spinge un po’ troppo in là il minimalismo, ma di certo non manca la coerenza con il marchio.

Sportività ma anche comfort per 4

Lo spazio non manca, ma è pensato per quattro persone, con il quinto posto sacrificato a favore di un abitacolo più curato e accogliente. Davanti la sensazione è quella di un vero salotto, nonostante la seduta sia molto vicina all’asfalto, come si addice a una sportiva. Dietro, i due passeggeri viaggiano comodi, e il lungo passo garantisce quel senso di respiro che si cerca in una granturismo. Il posto centrale rimane una scelta di emergenza, ben più appagante invece trasformarlo nel bracciolo centrale.

Dimensioni non per tutti

Nella prova da Como a Bellagio ci siamo cimentati con strade strette e svolte cittadine, un banco di prova che ha dimostrato l’efficacia dei mezzi tecnologici ma ha reso evidenti anche le dimensioni non per tutti. Con i suoi cinque metri di lunghezza, la 5 non è certo un’auto pensata per l’uso cittadino. Sensori, telecamere a 360 gradi e aiuti alla guida fanno il loro dovere, ma quando la carreggiata si restringe e le auto parcheggiate si fanno vicine, ogni manovra richiede attenzione. Questa è un’auto che vuole viaggiare, e lo dice chiaramente: dà il meglio quando davanti ci sono chilometri da divorare, non vicoli del centro storico, quando la strada si apre infatti si scopre l’habitat ideale di questa vettura.

Prestazioni da supercar

Sul fronte delle prestazioni, i numeri parlano chiaro. La gamma prevede due versioni, entrambe a trazione integrale. La Dual Motor sviluppa 748 CV e 812 Nm e copre lo 0-100 km/h in 3,9 secondi. La Performance sale a 884 CV e 1.015 Nm, con uno scatto da 0 a 100 in appena 3,2 secondi. Entrambe hanno una velocità massima limitata elettronicamente a 250 km/h. Talmente tanta potenza che, anche con la Dual Motor, sulle strade di tutti i giorni è praticamente impossibile affondare del tutto il pedale dell’acceleratore, e questo rende la sensazione di forza costante con il pieno controllo.

Piattaforma dedicata e architettura 800 V

Tutto questo si regge su una base completamente nuova, battezzata PPA, ovvero Polestar Performance Architecture. Il telaio è costruito tutto in alluminio, pensato per essere leggero e rigida allo stesso tempo, e inaugura l’architettura a 800 Volt. Il vantaggio principale è la ricarica rapida: in corrente continua si arriva fino a 350 kW, e in condizioni ideali bastano 22 minuti per passare dal 10 all’80%. La batteria ha una capacità di 112 kWh lordi, circa 103 utilizzabili, e garantisce un’autonomia WLTP fino a 670 chilometri per la Dual Motor e di 565 per la Performance. Numeri che confermano la vocazione di un’auto che non teme le lunghe distanze.

Prezzo da ammiraglia

Su fronte economico la Polestar 5 Dual Motor parte da 119.800 euro, mentre la Performance arriva a 144.800 euro. Cifre da ammiraglia, che la posizionano nello stesso territorio delle rivali più prestigiose del segmento. Un prezzo che racconta bene il tipo di cliente a cui si rivolge: chi cerca un’elettrica diversa dal solito SUV, che offra un modo sportivo e sostenibile di intendere il lusso nei lunghi viaggi.

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