Cerca

NIO punta ai 900 Volt: la nuova architettura elettrica che cambia ricarica e autonomia

Il costruttore cinese espande la collaborazione con Onsemi per portare i chip EliteSiC M3e su tutta la gamma.

NIO punta ai 900 Volt: la nuova architettura elettrica che cambia ricarica e autonomia
Vai ai commenti
Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Pubblicato il 5 mag 2026

Quando si parla di auto elettriche, uno degli elementi che più cattura l’attenzione è la potenza della batteria (e quindi la sua autonomia). Più che la potenza del motore si confrontano questi modelli su quanti kWh hanno le batterie, quanti chilometri garantiscono, quanto tempo ci vuole a ricaricarli. Ma c’è un parametro che condiziona tutto questo in modo più profondo, e che spesso passa in secondo piano. È la tensione dell’architettura elettrica, cioè il livello di voltaggio a cui opera l’intero sistema di gestione dell’energia a bordo.

Per anni il punto di riferimento del settore è stato il sistema a 400 Volt, ancora oggi lo standard sulla maggior parte delle auto elettriche in circolazione. Il salto all’800 Volt (introdotto su larga scala dal Gruppo Hyundai-Kia con la piattaforma E-GMP) ha già dimostrato cosa significhi nella pratica assicurando ricariche più veloci e powertrain più efficienti. NIO ha fatto un ulteriore passo in avanti, arrivando a 900 V sui suoi modelli di punta. La ET9 è stata la prima a montare il sistema Thunder EDS sviluppato internamente, con una potenza di ricarica fino a 600 kW.

Cos’è l’architettura di un’auto elettrica

L’architettura elettrica di un’auto definisce a quale tensione opera l’intero sistema (motore, batteria ed elettronica di controllo). Più alta è la tensione, minore è la corrente necessaria per erogare la stessa potenza. Questo significa meno calore disperso nei cavi e nei componenti, un powertrain più efficiente e, soprattutto, la possibilità di ricaricare a potenze molto più elevate senza stressare il sistema. Per chi guida i vantaggi sono sostanzialmente due. Da una parte la possibilità di percorrere più chilometri e, dall’altra, meno tempo per la sosta alle colonnine di ricarica.

L’architettura a 900 V di NIO

Adesso NIO vuole estendere questa architettura all’intera gamma. Per farlo ha ampliato la collaborazione con Onsemi, azienda statunitense specializzata in semiconduttori, annunciando l’adozione dei nuovi chip EliteSiC M3e su tutti i modelli in transizione verso i 900 V, inclusi quelli presentati al Salone di Pechino 2026. La tecnologia EliteSiC M3e si basa su una nuova generazione di MOSFET (transistor che regolano i flussi di corrente) al carburo di silicio. Rispetto alla generazione precedente, riducono le perdite di energia nella commutazione del 30% in conduzione e fino al 50% in fase di spegnimento. Meno energia persa in calore significa più energia disponibile per muovere l’auto e per ricaricarla.

La collaborazione tra NIO e Onsemi era partita anni fa sui sistemi a 400 V ed è evoluta progressivamente. Ma l’espansione attuale segna un salto qualitativo importante perché non più una fornitura limitata ai modelli di punta, ma un allineamento tecnologico che coinvolge tutta la gamma. È lo stesso approccio che Volkswagen ha scelto per la piattaforma SSP (quella che equipaggerà i futuri modelli Audi e Porsche elettrici) adottando anch’essa i chip EliteSiC M3e di Onsemi.

Ti potrebbe interessare:
Commenti Regolamento