Mercato due ruote Italia: scooter al top nel primo semestre, frenano le moto
Oltre 228 mila immatricolazioni nei primi sei mesi del 2026. Gli scooter trascinano il mercato delle due ruote, frenano le moto, timida ripresa delle microcar.
I primi sei mesi dell’anno si chiudono con un segno “+” che fa respirare il mercato delle due ruote in Italia. C’è però un dettaglio che salta subito all’occhio. A trainare la crescita sono quasi interamente gli scooter. Le moto restano indietro, penalizzate da un passo decisamente più pigro.
Cosa c’è dietro questa forbice? Semplice. Si fanno i conti con un’economia ancora troppo incerta. Quando il portafoglio stringe, si rimandano gli acquisti importanti, come una moto di grossa cilindrata, e si preferisce investire sulla mobilità urbana di tutti i giorni. Finita la grande fiammata del post-pandemia, le moto stanno semplicemente tornando a volumi di vendita più fisiologici e normali.
Giugno col turbo: volano le immatricolazioni in città
L’inizio dell’estate ha portato un’ottima spinta. A giugno sono stati messi su strada 50.512 veicoli, il che significa un balzo in avanti del 14,28% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso.
Se guardiamo dentro i singoli segmenti, gli scooter si confermano i veri campioni del mese, chiudendo a 31.074 unità immatricolate (+18,56%). Molto più timido il comparto moto, che si ferma a 17.541 pezzi venduti (+8,06%). Una sorpresa arriva invece dai ciclomotori: i vecchi “cinquantini” rialzano la testa e incassano un +8,03% con 1.897 unità consegnate.
Il bilancio di metà anno supera quota 228 mila
Il trend dei primi sei mesi fotografa una crescita solida, a doppia cifra. Da gennaio a giugno, gli italiani hanno targato complessivamente 228.181 mezzi, mettendo a segno un +13,29%.
Anche nel bilancio semestrale, il divario tra i due segmenti principali resta evidente: Gli scooter sfondano il tetto delle 132 mila unità (132.351 per l’esattezza), crescendo del 17,04%. Le moto tengono la posizione con 88.366 immatricolazioni, ma la crescita si ferma a un più modesto 7,94%.
La scossa dell’elettrico e i fondi blindati fino al 2030
Capitolo a zero emissioni: giugno è stato un mese eccezionale per i motori elettrici, che hanno registrato una vera e propria fiammata del 63,55% con 1.485 mezzi venduti. Va detto che il confronto avveniva con un giugno dell’anno scorso decisamente debole, e che a spingere i numeri sono state le consegne dei veicoli prenotati mesi fa con l’Ecobonus. Grazie a questa accelerata, il primo semestre dell’elettrico archivia un solido +20,70% (5.376 unità totali).
Le buone notizie per chi scommette sulla batteria arrivano anche da Roma. Con l’approvazione definitiva del DPCM Automotive, il governo ha blindato 90 milioni di euro per il periodo 2027-2030, garantendo che gli incentivi non si esauriranno a breve. Si tratta della prosecuzione di un piano iniziato nel 2021 che, finora, ha già portato sulle nostre strade circa 140 mila veicoli elettrici tra moto, scooter e quadricicli.
Microcar, il semestre resta pesante
C’è infine un piccolo segnale di ripresa per i quadricicli, le cosiddette microcar da città. Dopo due mesi consecutivi di pesanti cali, a giugno il settore ha registrato un timido +1,21% con 1.927 veicoli messi in strada. Una boccata d’aria fresca che purtroppo non basta a raddrizzare l’andamento della prima metà dell’anno. Il bilancio dei sei mesi per le microcar resta infatti in profondo rosso, con una flessione dell’11,53% e appena 8.631 unità vendute.