Ferrari ha salvato il cambio manuale: ecco come ha riacceso la magia sulla 12Cilindri
Ferrari ha creato un sistema manuale by-wire che converte i movimenti di leva e frizione in segnali elettronici, lasciando invariati motore e trasmissione DCT
Per gran parte della sua gloriosa storia Ferrari è stata sinonimo di piacere di guida con cambio manuale. La 12Cilindri Manuale, svelata il 3 luglio 2026, ha integrato un sistema che si chiama Manuale by-wire ed è stato sviluppato interamente dai tecnici di Maranello. Non manca la leva ed è presente il pedale della frizione che, con un meccanismo diretto tradizionale, fa rivivere le antiche emozioni. Il sistema si converte in segnali elettronici, che a loro volta comandano il DCT a otto rapporti già montato sulla 12Cilindri classica.
Il DCT (Dual Clutch Transmission o Trasmissione a Doppia Frizione) è un tipo di cambio automatizzato che utilizza due frizioni separate. Oggi è quello più usato sulle vetture sportive, non solo quelle di Maranello. Sotto al cofano la supercar presenta un V12 aspirato da 6,5 litri e 830 CV. Vent’anni dopo la leggendaria 599 GTB Fiorano con cambio manuale, la magia della trasmissione con la leva è tornata.
Il funzionamento del cambio manuale
I tecnici di Maranello si sono superati e per questa soluzione hanno coinvolto anche il team che ha lavorato a HyperSail, il progetto di imbarcazione a vela del Cavallino. La 12Cilindri manuale offre al pilota due distinte modalità di guida: in modalità manuale, la trasmissione gestisce le prime sei marce e la retromarcia tramite una leva e un pedale della frizione. La tecnica punta-tacco è percorribile, oltre alla possibilità di ritrovarsi con il motore spento in partenza o in scalata se la gestione della frizione non è giusta, proprio come un cambio tradizionale.
Il lavoro di ingegneria è stato maniacale con una leva che pesa meno di 3,5 kg. La struttura centrale è caratterizzata da un blocco rotante in acciaio ad alta resistenza ricavato dal pieno, lavorato con tolleranze ridotte. Il meccanismo funziona su due rotazioni distinte, una seleziona la marcia, l’altra la innesta, e il ritorno automatico in folle è gestito da un sistema di rulli eccentrici. Quando la marcia viene innestata un tamburo rotante con profilo sagomato, accoppiato a un sistema precaricato, crea prima una resistenza e poi la rilascia di colpo.
Tanta elettronica per sensazioni fisiche
Il sistema integra due sensori a effetto Hall che mostrano la posizione della leva in tempo reale, mentre un piccolo solenoide elettromagnetico interviene come blocco fisico quando un innesto non è garantito, impedendo direttamente il completamento del movimento. Il feedback acustico è sviluppato per trasmettere delle sensazioni old school, mentre la retromarcia si innesta con una pressione verso il basso della leva.
Inedita anche la pedaliera, completamente ridisegnata, e siamo sicuri che sia stato fatto un lavoro impeccabile in termini di piacere di guida. Un purista non potrà lamentarsi perché è prevista una cambiata corretta, un innesto fluido e, come anticipato, lo stallo del motore o il classico strappo in caso di tempistica sbagliata. La Casa modenese è tornata a far sognare la vecchia guardia.