Nuovo brevetto Moto Guzzi: in arrivo le cruiser ibride?
I nuovi brevetti depositati a Mandello del Lario svelano un inedito schema meccanico: il futuro del marchio unisce il classico motore a V alla propulsione ibrida.
Sappiamo tutti che, prima o poi, motori elettrici e ibridi diventeranno parte integrante del mondo delle due ruote. Una transizione inevitabile che Moto Guzzi sembra non voler subire, ma guidare. A Mandello del Lario sono già al lavoro sul tema e l’indizio definitivo arriva dall’ultimo registro dei brevetti depositato dal marchio. Un documento che profuma di rivoluzione tecnologica per la gamma.
Emissioni e grandi ritorni: cosa bolle in pentola?
Tutto è iniziato circa cinque anni fa. Ovvero quando Moto Guzzi ha dovuto fermare la produzione di alcune delle sue cruiser più iconiche (come la gamma 1400). Una scelta dolorosa ma obbligata dalla morsa sempre più stretta delle normative anti-emissioni. Da allora, però, le voci su un possibile ritorno di questi modelli non si sono mai spente.
A marzo 2024, il Gruppo Piaggio ha riacceso le speranze degli appassionati blindando nuovamente i diritti su nomi storici come Eldorado e MGX-21 Flying Fortress. All’inizio si era pensato a un semplice trapianto di motore (ipotizzando il modernissimo propulsore della V100 Mandello). Ma ora i nuovi disegni tecnici svelano un piano decisamente più ambizioso. Una profonda evoluzione tecnologica basata sulla propulsione ibrida.
Sotto il vestito, un’architettura meccanica mai vista prima
Secondo i dettagli tecnici analizzati dal portale specializzato Cycle World, l’impatto visivo rimarrà fedele alla tradizione. Quindi l’intramontabile bicilindrico a V trasversale sarà ancora il cuore pulsante di tutto. Le vere novità sono sottopelle, a partire dalla trasmissione.
La frizione abbandona la sua classica posizione (tra motore e cambio) per traslocare dietro la scatola del cambio a sei marce, ricalcando lo schema introdotto sulla V100 Mandello. Un albero dedicato collega direttamente l’albero motore all’ingresso della frizione, lasciando aperta la porta sia a una classica trasmissione manuale, sia a un sistema semiautomatico con cambio elettronico.
Ma il vero colpo di scena è un altro. Proprio sopra la scatola del cambio spunta un motore elettrico compatto (indicato nei grafici con il numero “41") accoppiato direttamente all’asse d’ingresso della trasmissione.
Come funziona il sistema su strada e in città
Nei documenti di brevetto, i tecnici spiegano che questo motore elettrico ha un compito tutt’altro che passivo. Quando si viaggia normalmente, lavora come un assistente dinamico. Sincronizza i giri del motore durante le scalate per rendere le marce più rapide e fluide, e allo stesso tempo dà una spinta extra di potenza. In questo modo, motore termico ed elettrico spingono insieme, lavorando in perfetta sinergia.
Il bello arriva quando si entra in città, dove il veicolo può trasformarsi in una moto 100% elettrica. Tramite un meccanismo di disaccoppiamento, la frizione isola completamente il motore a combustione interna. A quel punto, il cambio si blocca in una sola marcia (i documenti parlano di seconda o terza) e non si può cambiare rapporto. Questa soluzione serve a muoversi nel traffico urbano con scatti rapidi e zero pensieri, con una logica molto simile a quella di una bici elettrica.
Energia e batterie sempre connesse
C’è però un limite tecnico chiaro. Dimenticate di poter usare la moto in modo convenzionale, sfruttando solo ed esclusivamente il motore a benzina. I due sistemi sono legati a doppio filo. L’unità elettrica, infatti, fa anche da generatore per ricaricare la batteria di trazione sia quando si chiude il gas e si decelera, sia quando il motore termico è acceso in marcia.
C’è infine un dettaglio curioso. Gli ingegneri hanno mantenuto un motorino di avviamento classico dedicato solo al motore a combustione. Funziona in modo indipendente, e questo significa che anche se si sta girando in città in modalità solo elettrica, il motore a benzina può accendersi da solo in qualsiasi momento. Una soluzione pensata per assicurare un passaggio immediato e senza il minimo strattone quando serve passare alla spinta ibrida. Rivedremo quindi la vecchia Audace o addirittura la California in salsa ibrida? Il tempo ce lo dirà…