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Harley-Davidson fa sul serio: la RMCR va in produzione (e arriva anche la RMXR)

Harley-Davidson registra i marchi RMCR ed RMXR. In arrivo una nuova Cafe Racer e una Flat Tracker basate sul motore Revolution Max.

Harley-Davidson fa sul serio: la RMCR va in produzione (e arriva anche la RMXR)
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Riccardo Mantica
Riccardo Mantica
Pubblicato il 3 ago 2026

La notizia in casa Harley-Davidson era nell’aria, ma adesso ci sono le carte a confermarlo. La concept RMCR (Revolution Max Cafe Racer) diventerà una moto vera e propria. Non si tratta più soltanto di voci da corridoio, perché la Motor Company di Milwaukee sembra decisa a fare sul serio, affiancando alla Cafe Racer persino una seconda variante sportiva: la RMXR.

Dal debutto in sordina al fenomeno social

Tutto è iniziato qualche mese fa, quando Harley ha mostrato per la prima volta la RMCR. All’epoca la casa madre non ci aveva puntato particolarmente sopra, presentandola come un semplice studio di fattibilità senza troppi proclami.

La risposta del pubblico, però, ha ribaltato le aspettative. Nel giro di pochi giorni la moto è finita dappertutto online. Tra video su Instagram e TikTok del motore fatto salire di giri fino al limitatore, articoli di settore e discussioni sui forum, il parere era pressoché unanime: quella moto era esattamente la scossa che serviva al brand americano.

I primi indizi

A un mese circa dalla prima apparizione, hanno iniziato a circolare i primi rumor su un possibile cambio di rotta. Visto l’entusiasmo della piazza, la dirigenza Harley ha iniziato a valutare seriamente l’ipotesi della serie.

A stretto giro è arrivata una seconda mossa strategica che ha fatto ben sperare gli appassionati: la decisione di riportare la produzione del motore Revolution Max negli Stati Uniti. Un tassello fondamentale che ha reso la commercializzazione del modello decisamente più concreta.

La svolta dei brevetti

Ora si è arrivati al punto di svolta. Come ricostruito da Dennis Chung di Motorcycle.com, la casa di Milwaukee ha depositato ufficialmente le richieste di registrazione per due marchi: RMCR e RMXR. Entrambe le sigle rimandano ai prototipi mostrati da Harley al momento del lancio della piattaforma Revolution Max.

All’epoca, oltre alla Pan America e alla Bronx (poi accantonata), la casa aveva mostrato proprio due concept: una cafe racer e una moto da flat track. Mentre il nome RMCR identifica la Cafe Racer, la sigla RMXR riprende la storica lettera “XR”, usata da sempre a Milwaukee per identificare i modelli d’ispirazione flat track.

Una scelta finanziaria per dividere i costi di sviluppo

Proporre tre moto sulla stessa base meccanica, Pan America, RMCR e RMXR, ha molto senso a livello economico. In questo modo Harley riesce a spalmare i costi di ricerca, sviluppo e produzione su più modelli, evitando l’errore commesso da Indian con la FTR, rimasta una moto isolata e più difficile da ammortizzare. Inoltre, con la recente uscita di scena della Indian FTR, nel mercato si è aperto uno spazio vuoto. Pur trattandosi di una nicchia, per Harley rappresenta un’ottima occasione per inserirsi senza diretta concorrenza.

Quando la vedremo?

Se dovessimo fare una previsione, è molto probabile che le novità vengano svelate entro la fine dell’anno, magari proprio al salone EICMA 2026. Un lancio di questo tipo si sposa perfettamente con la strategia “Back to the Bricks” voluta dal nuovo CEO Artie Starrs. Non resta quindi che attendere le conferme ufficiali, ma ormai i dubbi sono rimasti ben pochi.

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