Moto elettriche militari: i parà britannici scelgono una nuova "arma" silenziosa"
I parà britannici testano le moto elettriche Sur-Ron Sting in Canada: attacchi rapidi, zero rumore e massima mobilità per la nuova tattica stealth della NATO
Tra i boschi e il fango del Canada occidentale, i britannici del 2° Battaglione Paracadutisti si sono messi a testare le moto elettriche Sur-Ron Sting insieme ai colleghi canadesi. L’idea provata durante l’esercitazione “Rino Bizz” è abbastanza semplice. Capire se ci si può muovere dietro le linee nemiche senza farsi sentire, mandando in pensione i vecchi motori a benzina.
Tattica e mobilità sul campo
Il punto centrale è sempre quello. Alleggerire il carico del soldato. Chi va a piedi con 40 chili sulle spalle arrivato a destinazione è già stanco, c’è poco da fare. Con queste moto elettriche, affiancate da piccoli quad di supporto, i reparti d’élite riescono invece a muoversi in fretta per applicare la classica tattica del “shoot and scoot” (colpisci e scappa). Un militare del battaglione lo ha spiegato in modo molto diretto. Arrivi dietro le linee nemiche senza che nessuno ti senta arrivare, sferri l’attacco e sparisci nel nulla prima ancora che riescano a capire da dove sono arrivati i colpi.
Le caratteristiche operative della Sting
Sotto la carena le Sur-Ron Sting in versione militarizzata, sono pensate proprio per chi deve muoversi in scenari complessi. Con un peso contenuto entro i 60-65 chili, liberare la ruota dal fango o nascondere il mezzo tra le frasche è un lavoro che un soldato gestisce da solo. La spinta dell’elettrico garantisce uno scatto immediato fino a 75 km/h, utilissimo se c’è da ripiegare sotto il fuoco. Quanto al raggio d’azione, parliamo di una sessantina di chilometri su sterrato. Per fare il pieno di energia sul campo si sfruttano direttamente le prese dei quad di appoggio o dei moduli fotovoltaici portatili.
Logistica e aviorifornimento rapido
Anche la logistica del lancio dal cielo sembra ben collaudata. La Royal Air Force ha preparato bancali ammortizzati su cui fissare le moto nei cargo: vengono paracadutate con sistema vincolato e, una volta toccato il suolo, i sistemi di sgancio rapido permettono ai parà di liberarle dalle cinghie e partire in meno di due minuti.
Il valore strategico nell’ambito NATO
Al di là del mezzo in sé, è proprio il modo di combattere che sta cambiando. Azzerare il rumore e l’impronta termica significa diventare praticamente invisibili ai sensori della sorveglianza nemica. Non è un caso che un po’ tutta la NATO stia andando in questa direzione: gli americani della 82ª Aviotrasportata e i Berretti Verdi usano veicoli simili da un pezzo per le ricognizioni, mentre italiani e francesi stanno guardando con molta attenzione a queste soluzioni per le operazioni in montagna o nel deserto. Alla fine conviene anche alla catena di rifornimento: meno carburante fossile da portarsi dietro significa meno camion bersaglio per il nemico e meno rischi di incendi nei depositi avanzati.