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C'è un po' di Italia dietro al record della cinese CFMOTO

Dopo il record da 315,82 km/h, la nuova CFMOTO V4 SR-RR svela i suoi segreti aerodinamici sviluppati in Italia nella galleria del vento di Pininfarina.

C'è un po' di Italia dietro al record della cinese CFMOTO
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Riccardo Mantica
Riccardo Mantica
Pubblicato il 27 lug 2026

Portare una moto oltre il muro dei 315 km/h non è solo questione di cavalli. CFMOTO lo sa bene e, a distanza di qualche mese dal record toccato a giugno (315,82 km/h per l’esattezza, cifra che le è valsa il titolo di moto cinese più veloce di sempre), ha deciso di mostrare cosa c’è sotto la carena della sua futura V4 SR-RR. A partire dal lavoro fatto in Italia insieme a Pininfarina.

Il test nella galleria del vento di Pininfarina

Per sfidare davvero le maxi europee, comunque, la scheda tecnica non bastava. Serviva la galleria del vento. E CFMOTO è andata a prendersela in Italia, bussando direttamente alla porta di Pininfarina. Lì, sul prototipo a grandezza naturale, è iniziato un lavoro di cesello focalizzato su aspetti che spesso si pestano i piedi a vicenda: da un lato la caccia alla minima resistenza all’avanzamento per guadagnare km/h, dall’altro la necessità di schiacciare a terra la moto oltre i 300 all’ora, senza finire per affamare d’aria il radiatore o vanificare l’effetto delle ali.

Un manichino “in pelle” per studiare le turbolenze

In galleria non c’era solo la moto. Per replicare quello che succede davvero in pista, gli ingegneri hanno piazzato in sella un manichino in scala 1:1 vestito di tutto punto con tuta in pelle. Un dettaglio non da poco: ad alte velocità il corpo del pilota è la superficie più grande colpita dall’aria, e persino le pieghe della pelle sul dorso possono fare la differenza.

Le foto pubblicate da CFMOTO mostrano il prototipo ricoperto da decine di sensori di pressione e fili per il tracciamento dei flussi. Questa mappatura ha permesso di capire al millimetro come si muove l’aria tra cupolino, fiancate e codino, ma soprattutto di tarare le alette attive che avevamo già visto a EICMA 2025.

Cosa cambia per il modello di serie

Nessun dettaglio sui numeri del Cx, com’era prevedibile. CFMOTO ha comunque confermato che i dati raccolti hanno imposto una revisione della carena. L’obiettivo di questa seconda fase di design è schiacciare maggiormente l’avantreno ad alta velocità, stabilizzare il retrotreno sui rettilinei e dare più sostegno quando la moto si piega in curva.

Sulla carta la V4 SR-RR è ancora un prototipo, ma i lavori sembrano a un punto decisamente avanzato. Se la versione definitiva terrà a bordo le soluzioni sviluppate con Pininfarina, la sensazione è che da Hangzhou stia per arrivare una delle sportive più concrete e minacciose viste finora dal mercato cinese.

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