Guida la moto senza mani e gambe: un'incredibile storia di resilienza
Senza mani e senza gambe percorre le strade da 15 anni su una moto unica al mondo: l'incredibile storia di determinazione e ingegno di Fulvio Marotto.
Guardandolo sfrecciare sulla strada con sicurezza e disinvoltura, nessuno direbbe che questo centauro sessantenne non ha più né mani né gambe. Non possiede le dita per stringere la leva del freno, né i piedi per azionare la pedalina delle marce. Eppure, da ormai quindici anni, Fulvio Marotto continua a guidare la sua motocicletta grazie a un prototipo unico al mondo, nato interamente dalla sua inventiva dopo un evento che avrebbe segnato per sempre la sua vita. Una storia di resilienza che dimostra come anche gli ostacoli più grandi possono essere superati.
Un’invenzione nata in ospedale e approvata dal Ministero
La svolta drammatica risale al 2003, quando una broncopolmonite trascurata portò a complicazioni gravissime, causandogli l’amputazione delle dita delle mani e la riduzione degli arti inferiori in monconi. Durante un intero anno di degenza ospedaliera, bloccato a letto ma guidato da una grande forza di volontà, Fulvio ha iniziato a progettare mentalmente una soluzione per ritornare in sella.
In una video intervista realizzata dall’emittente A3 News Treviso, Marotto spiega il principio meccanico da lui ideato. Di fatto sostituisce la presa manuale con un movimento di torsione del braccio sinistro. Basta una leggera rotazione, impercettibile dall’esterno, per far sì che l’arto si blocchi sui comandi e azioni in totale autonomia il freno, la frizione e il cambio. “Funziona come avere le dita“, spiega il protagonista. “Nel senso, invece di stringere come fate voi con le dita, io faccio una leggera torsione che ovviamente non si vede, però basta che faccia torsione e l’arto si blocca“.
Se la progettazione meccanica è stata rapida, l’iter amministrativo ha richiesto una complessa trafila burocratica. Per consentire il rilascio della patente speciale e l’omologazione del mezzo, il Ministero dei Trasporti di Roma ha dovuto valutare rigorosamente ogni aspetto tecnico.
Il fattore più critico ha riguardato il meccanismo di sgancio rapido di sicurezza, fondamentale per garantire che il pilota possa staccarsi dal veicolo in qualsiasi situazione di emergenza. “È stato un miracolo fare i documenti di questa moto“, ricorda Marotto. “È stato più il lavoro di documenti che il fare la moto“.
Quindici anni senza incidenti e una lezione per i giovani
Nel corso di quindici anni di guida condotta in queste condizioni eccezionali, Fulvio Marotto non è mai rimasto coinvolto in alcun incidente stradale. Un dato significativo che dimostra come la vera prevenzione non dipenda dalle abilità fisiche tradizionali, ma parta prima di tutto dalla concentrazione, dalla prudenza e dalla responsabilizzazione di chi si trova alla guida.
Oggi la sua storia ha un grande seguito sui social network, dove viene condivisa da molti giovani che vedono in lui un esempio di determinazione di fronte alle avversità. Dietro la sua fermezza e il suo contagioso ottimismo si cela una visione dell’esistenza essenziale e pragmatica. “Devi avere uno scopo, fino alla fine della vita“, afferma il motociclista. “Se non hai uno scopo, qualcosa, un impegno, un hobby… è la morte“.