Mercato moto 2026: gli scooter spingono le immatricolazioni a luglio
C’è un’Italia che corre in scooter per evitare il traffico cittadino e un’altra che, sull’acquisto della moto nuova, tira momentaneamente il freno a mano. È questa la fotografia scattata da Confindustria ANCMA attraverso i dati sulle immatricolazioni di luglio. Un settore in salute, ma chiaramente spaccato in due velocità. Se da una parte i ciclomotori a ruote alte e le pedane piatte continuano la loro avanzata con un netto +11,41%, dall’altra le moto registrano la prima battuta d’arresto del 2026, lasciando sul campo un -6,51%.
Dietro questa flessione non c’è una crisi strutturale, ma la combinazione di più fattori. Sulle moto pesano infatti un clima economico e geopolitico incerto e la fisiologica battuta d’arresto che arriva dopo quattro anni di vendite da record. Gli scooter, invece, continuano a fare il pieno di consensi (scopri la città con più scooter in Italia) semplicemente perché rispondono a un bisogno immediato: muoversi in città spendendo il giusto e senza restare bloccati nel traffico.
Nonostante il passo falso di luglio, il quadro generale del Paese e del continente resta ampiamente positivo. I dati ACEM sul primo semestre dell’anno indicano che nei principali mercati europei sono stati immatricolati 636.000 veicoli a motore (+16,8%). In questo contesto l’Italia si conferma la locomotiva d’Europa, assorbendo da sola il 35% delle vendite totali.
Luglio sotto la lente: la frenata non rovina il totale
Analizzando le cifre del solo mese di luglio, si nota come l’espansione del mercato sia stata la più contenuta dall’inizio dell’anno, fermandosi a un +4,01% complessivo con 46.605 veicoli venduti.
Il merito del segno più va interamente agli scooter, che collezionano il quinto mese consecutivo di crescita a doppia cifra mettendo a referto ben 29.657 targhe. Giornata no, invece, per le moto e per i ciclomotori classici: le prime si fermano a 14.988 immatricolazioni, mentre i cinquantini arretrano del 9,22% fermandosi a 1.960 pezzi.
Guardando però al quadro complessivo dei primi sette mesi dell’anno, i numeri tornano a sorridere ampiamente. Da gennaio a luglio sono stati targati 274.788 mezzi, pari a un +11,60% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Curiosamente, già a luglio il mercato ha superato di oltre diecimila unità i volumi che nel 2025 s’erano raggiunti ad agosto (un periodo condizionato dalle ultime immatricolazioni legate alle normative Euro 5).
Nello specifico del dato cumulato, le moto restano ampiamente sopra la linea di galleggiamento con 103.354 unità (+5,57%), gli scooter volano a 162.010 veicoli (+15,97%) e i ciclomotori portano a casa un solido +9,21% con 9.424 pezzi.
Elettrico e quadricicli: segnali di ripresa
Un capitolo a parte merita la mobilità a zero emissioni… che sembra aver ritrovato lo slancio perduto. Luglio rappresenta il quinto mese consecutivo in positivo per l’elettrico (+20,07% con 1.340 veicoli). Portando il conteggio sui primi sette mesi, le immatricolazioni toccano quota 6.717 unità, facendo segnare un balzo del 20,59%.
In forte recupero anche il mondo dei quadricicli, che a luglio vede il proprio mercato crescere di un quarto (+25,03% e 1.963 unità immatricolate). Una boccata d’ossigeno importante che però, per il momento, non basta a cancellare il rosso accumulato nella prima parte dell’anno: il dato progressivo da inizio 2026 segna infatti ancora un calo del 6,46%, fermando il totale a 10.594 veicoli.