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BYD è pronta a diventare europea, la mossa per il dominio globale

La Cina si avvicina con strategie commerciali senza precedenti storici. Scopriamo gli obiettivi di BYD nel Vecchio Continente

BYD è pronta a diventare europea, la mossa per il dominio globale
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Davide Russo
Davide Russo
Pubblicato il 23 giu 2026

L’ultimo grande ostacolo per i costruttori cinesi potrebbe presto essere evitato con investimenti mirati in Europa. La distanza dall’Occidente non rappresenterà più un patema per BYD che mira a costruire la sua gamma elettrificata direttamente nel Vecchio Continente. L’obiettivo mai nascosto del major di Shenzen è quello di diventare nei prossimi anni il più grande costruttore al mondo di automobili e per ora la missione sta proseguendo per il verso giusto orizzonte.

Gli sforzi di ampliare il listino a vetture ibride ed elettriche di qualità è stato centrato da anni, ma un ultimo passo fondamentale per invadere il mercato europeo passa attraverso la creazione o l’acquisizione di stabilimenti. In base a quanto riportato da Automotive News, come raccontato da Lars Bialkowski, vicepresidente per l’Europa, in occasione del lancio a Berlino della Dolphin G DMi, il piano della Casa cinese è quello di essere riconosciuti come produttori europei.

All’arrembaggio in Europa

La Commissione europea, dopo aver capito di aver steso un tappeto rosso alla crescita nel Vecchio Continente dei marchi cinesi, ha cercato di inasprire le restrizioni sulle importazioni di auto. A Bruxelles hanno iniziato a parlare del lancio di E-car alla portata di tutti, create in Europa, ma oramai appare già troppo tardi per fermare l’ascesa di colossi come BYD.

“Il nostro obiettivo strategico è quello di essere riconosciuti come produttori europei entro cinque anni", ha annunciato Bialkowski, anticipando l’apertura di nuovi stabilimenti produttivi in Europa. Dopo l’inaugurazione di un primo stabilimento in Ungheria, c’è un secondo impianto, probabilmente nell’area meridionale, forse in Spagna dove BYD vuole eccellere per consolidare la sua presenza nel Vecchio Continente. Per ora il Gruppo di Shenzen è presente in 37 mercati europei e punta a sbarcare in 40 Paesi entro fine 2026, arrivando a 400 punti vendita nella sola Germania.

Piano di crescita

A giudicare dal ritmo di produzione e dai prezzi BYD non impiegherà tanto a diventare il marchio numero 1 al mondo per vendite, scalzando persino i giapponesi di Toyota. L’idea di proporre auto elettriche e ibride al giusto prezzo ha già sradicato il marchio full electric Tesla dall’olimpo green. La BYD Dolphin G, ibrida plug-in con prezzo inferiore a 25.000 euro, è stata svelata di recente e c’è grande trepidazione intorno alla Denza Z9 GT, shooting brake elettrica o plug-in premium, che punta a mettere fuorigioco Audi, Mercedes e Porsche.

L’idea è quella di garantire un listino ampio e variegato con tantissime proposte che strizzano l’occhio agli esigenti clienti europei. La Dolphin G risponde all’esigenza di chi cerca affidabilità, bassi consumi e un look moderno. “Non stiamo chiedendo ai nostri clienti di apportare cambiamenti radicali”, ha affermato Fabian Ulbrich, responsabile prodotto di BYD in Germania, che sottintende come coerenza e continuità rappresentino i due punti di forza del successo commerciale del Gruppo cinese.

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