Usare lo smartphone come navigatore in moto può costare fino a 1000 euro di multa
Usi lo smartphone come navigatore su moto e scooter? Potrebbe costarti caro: ecco regole, sanzioni e la posizione corretta per evitare multe.
Mettere lo smartphone sul manubrio di moto, scooter o bici per usarlo come navigatore è una scelta pratica, certo. Pochi poi però riflettono sul fatto che un posizionamento errato del supporto, la copertura del cruscotto o perfino il gesto istintivo di toccare il display mentre si attende il verde al semaforo violano articoli ben precisi del Codice della Strada.
E no, non si parla soltanto del famoso divieto di guida col telefono in mano. La materia è più complessa e riguarda direttamente la visibilità e il controllo del veicolo.
Toccare lo schermo: perché la sosta al semaforo non salva
Toccare lo schermo per cambiare strada o ignorare una notifica mentre si aspetta che scatti il verde è un gesto d’impulso che costerà caro a molti. Poco importa che il veicolo sia fermo in coda: la Cassazione ha stabilito che la sosta temporanea nel flusso del traffico va considerata a tutti gli effetti come marcia attiva.
Sotto il profilo normativo, l’interazione con il display viene punita dall’articolo 173 del Codice della Strada (commi 2 e 3-bis) con un verbale che va da 250 a 1.000 euro già al primo fermo. A questo si sommano il taglio di 5 punti e la sospensione della patente per un periodo compreso tra 15 giorni e 2 mesi. Per chi ricasca nello stesso errore nell’arco di un biennio, la sanzione economica oscilla tra 350 e 1.400 euro, mentre i punti decurtati salgono a 10.
Posizione del supporto
Anche senza toccare lo schermo, il punto in cui si fissa il supporto può far scattare la contestazione. Montare il telefono troppo in alto, per esempio, rischia di ostruire la traiettoria visiva tra gli occhi di chi guida e l’asfalto. In questo caso l’articolo 169 (commi 1 e 10) prevede dai 87 ai 345 euro di verbale, il taglio di 1 punto dalla patente e il blocco del veicolo finché l’accessorio non viene riposizionato.
I problemi cambiano se l’asta viene posizionata più in basso ma va a coprire il tachimetro o le spie del cruscotto. Nascondere la strumentazione significa non avere il pieno controllo del mezzo, infrazione punita dall’articolo 141 (commi 2 e 11) con una sanzione tra 42 e 173 euro, stavolta senza decurtazione di punti. Infine va considerata la staffa agganciata allo specchietto retrovisore: ridurne il campo visivo altera i requisiti di sicurezza del veicolo e fa scattare l’articolo 72 (comma 13), che comporta una sanzione compresa tra 87 e 344 euro.
Supporto che cade ed errori nell’uso degli auricolari
Bisogna poi fare attenzione al rischio che il telefono o il supporto si stacchino durante la guida. L’eventuale caduta dell’accessorio in carreggiata viene infatti sanzionata dall’articolo 161 (commi 2 e 4) per omessa custodia del carico e intralcio alla circolazione, con una somma da versare che va da 87 a 344 euro. Stessa cautela serve per l’audio del navigatore.
Guidare con le classiche cuffiette a cavo o gli auricolari in-ear infilati in entrambe le orecchie viola l’articolo 173, comma 2: la multa oscilla tra 250 e 1.000 euro e comporta il taglio di 5 punti dalla patente. Per ascoltare le indicazioni in modo legale occorre usare un auricolare singolo oppure un interfono integrato nel casco.
Come restare nei limiti della legge
Usare lo smartphone sul manubrio è legale, a patto di guardare la mappa senza toccare lo schermo durante la strada. La posizione corretta del supporto deve essere ribassata o laterale, così da non coprire cruscotto, specchietti o visuale sulla carreggiata.