Stop ai diesel Euro 5 nel Nord Italia: chi rischia di fermarsi dal 1° ottobre
Dal 1° ottobre 2026 tornano i divieti per i diesel Euro 5 nel Bacino Padano. Guida a regole, deroghe e misure alternative in Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia
Mancano poche settimane al 1° ottobre 2026 e per migliaia di automobilisti del Nord Italia si riapre una partita che sembrava chiusa. Dopo la proroga incassata l’anno scorso, torna la scure sui veicoli diesel Euro 5, vale a dire i modelli immatricolati all’incirca tra il 2011 e l’estate del 2015. La misura nasce per abbattere le polveri sottili nei centri con più di 100mila abitanti. Sul piano pratico, però, rischia di lasciare a piedi lavoratori e famiglie che non possono permettersi di cambiare macchina dall’oggi al domani.
Il risultato? Le Regioni si stanno muovendo in ordine sparso. C’è chi ha già approvato un piano per disinnescare i divieti e chi invece si prepara ad applicarli alla lettera.
Piemonte e Veneto scelgono la linea morbida
Il Piemonte ha deciso di muoversi per tempo per tutelare i proprietari di oltre 300mila veicoli. La giunta regionale ha aggiornato il Piano per la qualità dell’aria inserendo una serie di contromisure utili a evitare lo stop forzato. In sostanza: invece di fermare i motori, la Regione punta ad abbattere lo smog agendo su altri fronti.
Tra gli interventi previsti figurano 14 milioni di euro destinati ai biocarburanti Hvo (con bonus in scheda carburante tra i 50 e i 100 euro per i privati) e altri 14,4 milioni dedicati all’adeguamento degli impianti di riscaldamento obsoleti.
Anche il Veneto sta cercando di bloccare le restrizioni, che altrimenti lascerebbero “ai box” circa 150mila automobili. La priorità dichiarata dalla giunta è difendere la tenuta economica dei nuclei familiari. Tra le opzioni al vaglio ci sono i contributi per la conversione dei motori a metano-gasolio (il sistema Dual Fuel) e il ricorso allo smart working per i dipendenti pubblici durante i giorni di allerta meteo per il PM10.
Emilia-Romagna incerta, la Lombardia non fa sconti
In Emilia-Romagna la scadenza del 1° ottobre riguarda circa 250mila mezzi. La Regione sta provando a definire pacchetti compensativi all’ultimo minuto; se non dovesse farcela, la limitazione scatterà automaticamente. Niente circolazione dal lunedì al venerdì, tra le 8:30 e le 18:30, nei principali capoluoghi (tra cui Bologna, Modena, Parma e Reggio Emilia) fino a marzo 2027.
Chi mostra la linea più rigida è la Lombardia. A Milano, Brescia, Monza e Bergamo il blocco dei diesel Euro 5 partirà regolarmente la prima mattina di ottobre. A differenza delle altre zone del Bacino Padano, i lombardi non avranno tregua nemmeno in estate: il divieto resterà valido tutto l’anno, dal lunedì al venerdì, dalle 7:30 alle 19:30.
La scappatoia del dispositivo MoVe-In
L’unica alternativa per chi guida in Lombardia e non intende rottamare l’auto si chiama MoVe-In. Chi aderisce al servizio fa installare sulla propria vettura una scatola nera satellitare che tiene conto dei chilometri percorsi. In questo modo si aggirano i blocchi orari tradizionali: la macchina può circolare sempre, ma solo fino al raggiungimento di un tetto chilometrico annuo calcolato in base al livello di inquinamento del veicolo.