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Blocco Diesel Euro 5, la stangata sulle auto usate dal 1° ottobre

Dal 1° ottobre 2026 scatta lo stop ai diesel Euro 5 nel Nord Italia. Ecco come il blocco cambierà la routine di migliaia di automobilisti

Blocco Diesel Euro 5, la stangata sulle auto usate dal 1° ottobre
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Riccardo Mantica
Riccardo Mantica
Pubblicato il 24 giu 2026

Dal 1° ottobre 2026, il Nord Italia cambierà volto per migliaia di automobilisti. In Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna scatta lo stop definitivo per le vetture diesel Euro 5 (quelle immatricolate tra il 2011 e l’agosto del 2015). Niente più circolazione nei giorni feriali nei principali centri urbani, da Milano a Torino, passando per Bologna e Verona. Un blocco che promette di stravolgere non solo la routine quotidiana dei cittadini, ma anche e soprattutto il mercato dell’auto di seconda mano, dove questi veicoli giocano da sempre un ruolo da protagonisti.

Un’auto usata su sette è a rischio

Tra il 1° gennaio e il 3 maggio 2026, sulla piattaforma Carfax sono stati effettuati oltre 100mila controlli targa in Italia. Il dato interessante è che ben 14mila (il 14%, praticamente un’auto su sette) riguardavano proprio vetture diesel Euro 5.

È una fetta enorme del nostro mercato dell’usato che a breve si scontrerà con i nuovi divieti. Per chi cerca una macchina di seconda mano, l’approccio all’acquisto deve inevitabilmente cambiare. Oggi la verifica della classe ambientale conta quanto e forse più delle condizioni del motore. Il motivo è molto pratico. Ignorare questo dettaglio significa rischiare di mettersi in garage una vettura destinata a svalutarsi in fretta e, nel giro di poco, inutilizzabile per i normali tragitti quotidiani (come andare in ufficio o al supermercato) in gran parte del Nord Italia.

Oltre lo smog: l’identikit dell’Euro 5 usato

Ma in che stato si trovano le auto che stanno per essere escluse dai centri urbani? Mettendo a confronto i dati delle Euro 5 con la media generale delle auto controllate, emerge una fotografia piuttosto vissuta. Queste vetture hanno un’età media di 12 anni (contro i 9 del campione totale) e hanno macinato parecchia strada: in media segnano 146.000 chilometri, quasi 30.000 in più rispetto alla media generale di 117.000 km.

L’usura e il tempo, inevitabilmente, si fanno sentire anche sullo storico del veicolo. Ben il 64% delle Euro 5 verificate presenta almeno un fattore di rischio nascosto (contro il 52% della media totale). Ancora più emblematico è il dato sui sinistri: il 57% di queste auto ha alle spalle incidenti o danni documentati, una percentuale ben superiore al 43% rilevato sul totale delle auto analizzate. In poche parole, il parco circolante che sta per subire le restrizioni è mediamente più anziano, più “stanco" e con un passato più burrascoso.

Da Fiat ai SUV tedeschi: i modelli sotto la lente

Scavando nei registri di chi cerca un’auto usata, emerge la mappa dei marchi più controllati. A guidare la classifica è la Fiat (13% del totale), subito seguita da un compatto “blocco tedesco”: Audi (10%), BMW (9%), Mercedes e Volkswagen (entrambe all’8%). Da soli, questi cinque marchi rappresentano quasi la metà delle vetture Euro 5 passate al setaccio su Carfax.

Tuttavia, il marchio di prestigio non mette al riparo dalle brutte sorprese, anzi. La percentuale di auto con almeno un fattore di criticità varia molto: BMW e Audi guidano questa poco lusinghiera classifica (rispettivamente con il 78% e il 77% dei veicoli a rischio), seguite da Mercedes (74%) e Volkswagen (65%). Fiat si ferma a un più contenuto 60%. A pesare sui brand premium è anche l’utilizzo intensivo: il loro contachilometri supera agevolmente, in media, la soglia dei 160.000 km.

Se scendiamo nel dettaglio dei singoli modelli, la regina incontrastata dei controlli è la Fiat Panda (3% del totale e ben il 25% di tutte le Fiat), seguita a ruota dalla Fiat 500 (3%).

Un caso che fa riflettere è quello dell’Alfa Romeo Giulietta: il 59% di tutte le Giulietta controllate online appartiene proprio alla classe Euro 5. Chiudono la top 5 la Volkswagen Golf e i SUV della serie X di casa BMW (entrambi al 2%). Sebbene condividano un’età media di 12 anni, i vissuti sono molto diversi: si va dai 114.000 km della Fiat 500 (con “solo” il 53% di probabilità di avere criticità nascoste) ai ben 167.000 km dei SUV BMW, che presentano fattori di rischio nel 66% dei casi.

La bussola per un acquisto consapevole

In un mercato che si prepara a un cambiamento così profondo, l’informazione è l’unica vera arma a disposizione degli automobilisti. Marco Arban, Direttore del Business Development in Europa di Carfax, non ha dubbi: “Il blocco dei diesel Euro 5 rappresenta un passaggio importante e ormai inevitabile per il mercato italiano dell’usato“.

L’evoluzione della mobilità impone regole nuove e chi compra deve potersi tutelare. Conoscere il passato di un’auto tramite un semplice controllo targa permette di non fermarsi alla sola classe ambientale, ma di smascherare incongruenze sui chilometri reali o incidenti taciuti. “Sono fattori di rischio che non sempre vengono comunicati con chiarezza dal venditore, talvolta perché lui stesso non ne è a conoscenza, e che però possono incidere significativamente sulla qualità dell’acquisto“, conclude Arban. Solo giocando d’anticipo e pretendendo trasparenza prima della trattativa, l’acquisto di un’auto di seconda mano può rimanere un investimento sicuro e consapevole.

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