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Auto a fine vita, cambiano le regole UE: cosa succede dal 2026 al 2036

Nuove regole UE sulle auto a fine vita: più riciclo, passaporto digitale e stretta sulle esportazioni. Ecco cosa cambia e quando

Auto a fine vita, cambiano le regole UE: cosa succede dal 2026 al 2036
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Tommaso Giacomelli
Tommaso Giacomelli
Pubblicato il 13 ago 2026

Oggi, 13 agosto 2026, entra in vigore il nuovo Regolamento UE 2026/1738 destinato alla progettazione circolare dei veicoli e alla loro gestione quando arrivano a fine vita. Attenzione, però, gran parte delle novità verranno applicate progressivamente nel corso dei prossimi anni.

Il provvedimento punta a cambiare l’intero ciclo dell’automobile. I costruttori dovranno immaginare già dalla fase di progettazione a come componenti e materiali potranno essere rimossi, recuperati e riciclati. Parallelamente cresceranno gli obblighi per la filiera della demolizione e diventerà più complesso far uscire dall’Unione Europea veicoli ormai destinati alla rottamazione spacciandoli per normali auto usate. Per gli automobilisti nostrani, quindi, la domanda principale è una: cosa cambia davvero e soprattutto da quando?

Auto da rottamare, le nuove regole

Uno degli aspetti principali del nuovo regolamento è il principio dell’ecodesign. L’automobile non dovrà più essere progettata pensando soltanto alla produzione e all’utilizzo su strada, ma anche a ciò che accadrà alla fine della suo ciclo di vita. Questo vuol dire rendere più semplice smontare i componenti, sostituirli e successivamente recuperarli. Gli operatori autorizzati dovranno, inoltre, avere a disposizione più informazioni tecniche per comprendere quali materiali sono presenti e come trattarli.

In questa direzione va anche il futuro passaporto digitale di circolarità. Sarà uno strumento contenente informazioni sui materiali e sui componenti utilizzati per realizzare il veicolo, con l’obiettivo di rendere più efficiente il recupero quando l’auto arriverà alla demolizione.  Un’altra novità riguarda direttamente le materie prime utilizzate per fare le autovetture. Entro sei anni dall’entrata in vigore del regolamento almeno il 15% della plastica impiegata nei nuovi veicoli dovrà provenire dal riciclo. Entro dieci anni la percentuale salirà al 25%.

L’idea è creare un vero ciclo chiuso: una parte dei materiali provenienti dalle automobili demolite dovrà tornare all’interno delle vetture nuove. Restano inoltre i target europei sul trattamento dei veicoli fuori uso: l’85% del peso medio dovrà essere riutilizzato o riciclato, mentre il 95% dovrà essere riutilizzato o recuperato complessivamente.

Vendita dell’usato e rottamazione: cosa cambia

Una pagina particolarmente importante riguarda le auto usate. L’Unione Europea vuole contrastare il fenomeno dei veicoli che formalmente vengono esportati come usati, ma che in realtà sono già arrivati alla fine della propria vita.

Le nuove regole prevedono quindi maggiori controlli sullo stato dei mezzi destinati all’esportazione. Il divieto di esportare fuori dall’UE i veicoli dichiarati non più idonei alla circolazione diventerà applicabile cinque anni dopo l’entrata in vigore del regolamento, quindi nel 2031.

Ovviamente, ci saranno conseguenze anche per la vendita dell’usato. L’obiettivo è distinguere con più nitidezza un veicolo realmente utilizzabile da uno che dovrebbe invece essere avviato alla demolizione. Nel caso delle compravendite tra privati, la relativa documentazione sarà richiesta quando la transazione avviene tramite piattaforme online. Anche la rottamazione diventerà più tracciabile. Autodemolitori e impianti di trattamento saranno sottoposti a requisiti più duri per il recupero dei componenti e la gestione dei materiali.

Cosa deve fare oggi chi possiede un’auto

L’entrata in vigore del regolamento assegna maggiori responsabilità alle Case automobilistiche attraverso il principio della responsabilità estesa del produttore. I costruttori dovranno partecipare maggiormente alla gestione della fase finale della vita del veicolo, compresi i costi della raccolta e del trattamento.

Resta invece difficile stabilire se tutto questo avrà un effetto sui prezzi delle auto. Adeguare la progettazione, utilizzare percentuali crescenti di materiali riciclati e modificare i processi industriali comporterà dei costi, ma non è possibile sapere oggi quanto e se questi verranno trasferiti sui listini.

La parola chiave, quindi, è gradualità. Il nuovo regolamento entra in vigore nel 2026, ma le sue conseguenze si distribuiranno nel tempo: tre anni per alcuni obblighi legati alla responsabilità dei produttori, cinque per la stretta sulle esportazioni e sei e dieci anni per i target relativi alla plastica riciclata. La vera trasformazione dell’auto europea si vedrà dunque soprattutto nel corso del prossimo decennio. Questo, però, è il primo significativo tassello.

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