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Gli italiani prediligono l'usato e le motivazioni sono tante, non solo il risparmio

Nel 2025 vendute 2,1 auto usate per ogni auto nuova: il risparmio e la convenienza guidano un mercato da 11,1 miliardi di euro

Gli italiani prediligono l'usato e le motivazioni sono tante, non solo il risparmio
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Tommaso Giacomelli
Tommaso Giacomelli
Pubblicato il 21 mag 2026

In Italia, l’acquisto di un’auto usata non è più considerato un ripiego, ma una decisione frutto di scelte consapevoli. Nel 2025 il mercato di seconda mano ha raggiunto un valore totale di 27,2 miliardi di euro. All’interno di questo grande contenitore, il comparto dei veicoli si conferma il traino portante, generando da solo 11,1 miliardi di euro. I dati dell’Osservatorio Second Hand Economy 2025 di IPSOS Doxa per Subito rivelano che nell’ultimo anno sono state vendute 2,1 auto usate per ogni auto nuova, con un incremento del 2,9% rispetto al 2024.

Le motivazioni del successo

Il motivo trainante che ha mosso il 21% degli italiani verso l’acquisto di un’auto usata negli ultimi tre anni coincide nell’effettivo risparmio. Questa è voce è ritenuta fondamentale per il 68% degli intervistati, che ritengono il mercato di seconda mano l’unico modo per abbattere i costi di fronte a listini del nuovo sempre più elevati (e come dar loro torto).

Tuttavia, oltre al puro risparmio, emerge anche il concetto di convenienza (28%): a parità di budget, la l’usato permette di accedere a modelli di categoria superiore o meglio accessoriati rispetto a quanto offrirebbe il mercato del nuovo. Non va neppure trascurata la crescente sensibilità ambientale, definita come circolarità (12%), che vede nel riutilizzo di un bene già esistente un modo per ridurre l’impatto ecologico.

Il diesel ancora al comando

Un altro dato significativo emerso dal report riguarda il cambiamento nelle preferenze delle motorizzazioni. Per la prima volta, la somma di ibrido (16%) ed elettrico (14%) ha raggiunto il 30%, scavalcando quello della benzina, scesa al 22%. L’elettrico, in particolare, ha mostrato una crescita imponente di 10 punti percentuali in un solo anno.

Questa transizione sarebbe guidata soprattutto da fattori pragmatici, come:

  • costi di utilizzo: il 61% di chi sceglie motorizzazioni alternative lo fa per contenere le spese quotidiane di gestione;
  • contesto geopolitico: l’instabilità internazionale e i picchi del prezzo dei carburanti (come quelli verificatisi in corrispondenza delle tensioni nello Stretto di Hormuz) hanno fatto esplodere le ricerche online di auto elettriche e ibride a tripla cifra;
  • accessibilità: il 42% ritiene il prezzo dell’usato elettrico più adeguato rispetto al nuovo, mentre il 31% vede in questa tecnologia la mobilità del futuro.

Fra i tre appena elencati, specialmente il terzo sembra il più convincente. Anche a fronte di una svalutazione molto rapida dei veicoli EV, fattore che li rende ancora più appetibili nel mercato di seconda mano. Infine, nonostante questo balzo in avanti delle alternative, il diesel resta ancora la motorizzazione più diffusa con il 32% delle preferenze. Questo, forse, potrebbe essere addirittura il dato più sorprendente. Nonostante tutto, il gasolio continua ad avere poche alternative, specialmente per coloro che all’anno macinano tanti chilometri lungo le strade.

I criteri di scelta

Il percorso d’acquisto degli italiani è estremamente razionale. Il primo criterio di selezione è il budget (25%): gli acquirenti partono da una cifra massima e cercano la migliore soluzione possibile in quell’intervallo. Seguono le esigenze d’uso (16%), come la necessità di un’auto da città, familiare o per neopatentati, e la cosiddetta “freschezza” del veicolo (15%), ovvero la ricerca di immatricolazioni recenti e bassi chilometraggi per avvicinare l’esperienza a quella del nuovo.

Sebbene la fiducia nel mercato stia crescendo, rimangono alcune preoccupazioni: l’affidabilità del mezzo impensierisce il 55% degli utenti, mentre i possibili costi imprevisti di manutenzione frenano il 36%, sebbene entrambi i dati siano in calo rispetto al passato.

La Generazione Z scopre l’auto

Un fenomeno inaspettato riguarda i giovani tra i 18 e i 24 anni. La Gen Z è più attiva della media nazionale: il 27% ha acquistato un’auto usata negli ultimi tre anni (contro il 21% della media totale). Per loro, l’auto rappresenta ancora un simbolo di libertà e autonomia.

Il loro approccio è unico: iniziano la ricerca sui social media, ma preferiscono concludere l’acquisto in concessionaria per ricevere una consulenza professionale, non sentendosi ancora esperti del prodotto. Le loro motivazioni includono il risparmio (51%), l’esigenza della prima auto (34%) e una spiccata attenzione alla circolarità (16%). Sebbene siano i più convinti che l’elettrico rappresenti il futuro (35%), le loro possibilità d’acquisto attuali e un certo senso di pragmatismo, li spingono ancora prevalentemente verso diesel (34%) e benzina (32%).

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