Incentivi solo alle auto elettriche “Made in EU”: ecco i requisiti
È ufficiale: Bruxelles introduce stringenti requisiti su componenti e batterie affinché un modello possa accedere ai nuovi incentivi sulle auto elettriche.
La Commissione Europea ha ufficialmente presentato la proposta per l’Industrial Accelerator Act, un regolamento strategico finalizzato a rafforzare l’autonomia industriale europea e dare impulso alla domanda di prodotti a basso impatto ambientale realizzati nel territorio continentale. L’obiettivo è quello di portare la quota dell’industria manifatturiera dal 14,3% del 2024 al 20% del PIL europeo entro il 2035.
Bruxelles ha definito degli stringenti requisiti per poter considerare un veicolo “Made in EU” con l’obiettivo di proteggere la filiera europea dalla concorrenza asiatica e nordamericana. Queste normative non riguarderanno esclusivamente le elettriche, ma coinvolgeranno anche le ibride plug-in e i veicoli a celle di combustibile, condizionando l’accesso a sussidi, bonus e bandi di gara pubblici.
Quando un veicolo è “Made in Europe”
Il fulcro della nuova disciplina in materia di incentivi auto europei risiede nella definizione di “Made in UE”. Affinché possa essere considerato comunitario, un veicolo dovrà soddisfare dei requisiti ben definiti. I requisiti fondamentali riguardano in particolare i seguenti aspetti della progettazione e della produzione:
- Assemblaggio finale: il veicolo deve essere obbligatoriamente assemblato all’interno dei confini dell’Unione Europea.
- Soglia del 70%: il rapporto tra il prezzo dei componenti prodotti nell’UE (esclusa la batteria) e il prezzo totale di tutti i componenti del veicolo deve essere uguale o superiore al 70%.
- 50% di motore e tecnologia: almeno il 50% dei componenti del motore elettrico e dei sistemi tecnologici avanzati (come Lidar, radar, sensori, centraline elettroniche e infotainment) deve essere prodotto in Europa.
- Componenti delle batterie: la batteria deve contenere almeno tre componenti principali di origine UE (nella bozza del provvedimento erano quattro), tra cui devono esserci obbligatoriamente le celle, e almeno cinque componenti principali specifici di catodo e anodo, includendo il materiale attivo del catodo e il sistema di gestione (BMS).
Supercrediti per i costruttori
Per incentivare la produzione di veicoli elettrici di piccole dimensioni (E-Car), il provvedimento prevede dei cosiddetti supercrediti: ogni vettura conforme ai requisiti avrà un coefficiente 1,3 anziché 1 nel calcolo delle emissioni della flotta. Per ottenere questo beneficio, il produttore deve garantire l’assemblaggio in UE e rispettare la soglia del 70% sui componenti oppure i requisiti specifici sulla batteria.
Flessibilità con la regola dell’85%
La nuova disciplina introduce anche la clausola di flessibilità (la cosiddetta “regola dell’85%”) in base alla quale un produttore può richiedere che i propri veicoli siano considerati conformi per 12 mesi se è in grado di dimostrare che almeno l’85% delle auto immatricolate l’anno precedente è stato assemblato nell’UE.
Reciprocità oppure protezionismo?
Dopo la presentazione dell’Industrial Accelerator Act con le nuove regole di accesso agli incentivi per auto elettriche, non sono mancate le accuse di protezionismo. In ogni caso, la Commissione evidenzia come la nuova proposta sia allineata con le raccomandazioni del rapporto Draghi. Un punto fondamentale è la reciprocità: saranno infatti considerati di “origine UE" anche i contenuti provenienti da partner esteri con i quali l’UE ha stabilito accordi di libero scambio o unione doganale. Infine, per i nuovi investimenti esteri superiori a 100 milioni di euro, viene richiesto un livello minimo di occupazione europea del 50%.