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Tutti i marchi del gruppo Stellantis: ecco quali sono

Una panoramica completa sui 14 marchi che compongono l'universo Stellantis. Nella lista è incluso anche Leapmotor, marchio cinese anch'esso nell'orbita della multinazionale olandese.

Tutti i marchi del gruppo Stellantis: ecco quali sono
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Giuseppe Cutrone
Giuseppe Cutrone
Pubblicato il 15 ago 2024

Il gruppo Stellantis è uno dei principali costruttori automobilistici europei nonché uno dei primi a livello mondiale. Nato nel 2021 in seguito alla fusione tra l'italo-americana FCA (Fiat Crysler Automobiles) e la francese PSA (Peugeot – Citroen), Stellantis controlla ad oggi ben 14 marchi automobilistici (anzi, 14+1 e poi vedremo il perché), ciascuno con la propria storia e la propria identità.

Il gruppo ha sede nei Paesi Bassi e grazie ad un portafoglio di brand così diversificato riesce a coprire qualsiasi fascia di mercato. Stellantis propone infatti una gamma di veicoli che va dalle utilitarie compatte alle ammiraglie di rappresentanza, passando per SUV, crossover, sportive e, ovviamente, anche vetture ibride ed elettriche.

Vediamo insieme quali sono i 14 marchi di Stellantis ordinati in rigoroso ordine alfabetico.

ABARTH

Abarth è un marchio storico italiano che da oltre 75 anni offre il perfetto connubio tra tradizione e innovazione. I modelli Abarth sono personalizzazioni in chiave sportiva di modelli Fiat che si distinguono per le prestazioni e il divertimento di guida assicurato agli appassionati.

ALFA ROMEO

Altro marchio italiano, altra leggenda. Alfa Romeo è uno dei brand più iconici tra quelli controllati da Stellantis. Il Biscione, come viene affettuosamente soprannominato dagli Alfisti, vanta un DNA sportivo che affonda le radici nelle competizioni automobilistiche che storicamente l'hanno visto sempre tra i protagonisti. La produzione attuale ambisce ad essere la risposta ideale per chi cerca prestazioni al vertice della categoria, elegante stile italiano e tanta tecnologia finalizzata al piacere di guida.

CHRYSLER

Chrysler è uno dei brand americani di Stellantis e si caratterizza per l'offerta di modelli basati su innovazione e lusso, senza dimenticare la tecnologia e buone prestazioni. Partendo da questi punti fermi, Chrysler ambisce a soddisfare le esigenze di un pubblico diversificato che non disdegna valide soluzioni per la mobilità sostenibile.

CITROEN

Citroen è definito dalla stessa Stellantis "un marchio pop che punta a rendere la mobilità accessibile a tutti". Il proverbiale comfort di marcia assicurato dai veicoli del Double Chrevron è da sempre abbinato a soluzioni estetiche originali, innovative e funzionali. Valori che oggi sono accompagnati dall'obiettivo della sostenibilità che si traduce in soluzioni elettriche e ibride proposte in tutti i segmenti.

DODGE

Dodge è il marchio della tradizione, il brand che da oltre 100 anni cerca di mantenere intatta l’eredità dei fratelli John e Horace Dodge, fondatori della casa automobilistica americana. Dodge offre una gamma di veicoli con prestazioni di livello nelle diverse fasce di mercato, inclusa quella delle vetture elettrificate.

DS AUTOMOBILES

Nato da una costola di Citroen, il marchio DS Automobiles cerca di mantenere intatta l'eredità della Citroen DS del 1955, l'originale vettura francese da cui il marchio prende il nome. La gamma DS rappresenta il lusso automobilistico in salsa francese e prova a farlo tenendo in grande considerazione un certo spirito innovativo e la raffinatezza dello stile estetico.

FIAT

In Italia Fiat non ha certo bisogno di presentazioni. La Fabbrica Italiana Automobili Torino è nata nel 1899 e ha impresso il suo nome su alcune pietre miliari della motorizzazione del nostro Paese. In 125 anni di storia Fiat è diventato un marchio globale il cui obiettivo attuale è quello di rendere la mobilità accessibile a tutti. Tradotto in numeri, il brand torinese è il numero uno per volumi di vendita all'interno di Stellantis grazie alla leadership di mercato detenuta in Italia, Brasile, Turchia e Algeria.

JEEP

Jeep è uno dei marchi più iconici dell'universo Stellantis. Nato nel 1941, Jeep è diventato nel corso degli anni sinonimo di fuoristrada ed è presente oggi in oltre 140 mercati globali. La gamma attuale è composta da una linea completa di SUV e fuoristrada con spiccate doti off-road, dotazioni di qualità e tanta tecnologia. Non mancano inoltre le varianti elettrificate di tutti i modelli.

LANCIA

Lancia è il simbolo dell'auto di lusso italiana. Lo stile unico e inconfondibile dei modelli del marchio fondato da Vincenzo Lancia suscitano ammirazione ancora oggi, dopo una storia lunga 117 anni che ha visto Lancia arrivare anche sulle vette del motorsport, in particolare nel mondiale rally. Oggi il brand è impegnato in un piano di rilancio decennale che nei mesi scorsi ha visto un importante passo con il debutto della nuova Lancia Ypsilon.

MASERATI

Come Lancia, anche Maserati rappresenta l'eleganza dell'auto 100% Made in Italy. Le vetture del Tridente puntano su uno stile unico ed esclusivo, immediatamente riconoscibili per la loro forte personalità che si accompagna ad una tecnologia raffinata e ad un'attenzione particolare per i dettagli.

OPEL

Opel vanta una lunga storia che gli consente a buon diritto di essere considerato uno dei principali brand europei. Insieme a Vauxhall, marchio gemello riservato al mercato britannico, Opel è presente in oltre 60 paesi in tutto il mondo e ha l'intenzione di espandersi ancora nei mercati emergenti. Il brand è al momento interessato da un grande programma di elettrificazione fortemente incentrato verso un futuro sostenibile e a zero emissioni.

PEUGEOT

Il marchio francese Peugeot è uno dei più popolari brand generalisti europei. Presente in più di 140 mercati, offre oggi la più ampia gamma elettrica di qualsiasi altro concorrente. La gamma include veicoli per tutte le fasce di clientela e va dalle citycar alle vetture di dimensioni più impegnative, fino ad arrivare ai veicoli commerciali.

RAM TRUCKS

Il lancio di Ram Trucks è più recente rispetto a quello di altri brand di Stellantis. Il suo debutto risale infatti al 2009, ma da allora il marchio è cresciuto fino ad imporsi tra i leader nel mercato dei pick-up. I prodotti Ram Trucks si fanno apprezzare per l'estetica moderna, gli interni raffinati, tecnologia all'avanguardia e per prestazioni di tutto rispetto.

VAUXHALL

Il percorso di Vauxhall procede dal 1980 di pari passo con quello Opel, di cui è di fatto il brand gemello per il Regno Unito. Oltre alle vetture sempre più elettrificate, Vauxhall offre alla propria clientela innovativi servizi di mobilità che puntano a rendere più efficiente il mondo del trasporto privato.

LEAPMOTOR

Sebbene non sia un vero e proprio marchio di Stellantis, Leapmotor entra di diritto nella nostra panoramica in quanto è già nell'orbita del gruppo guidato da Carlos Tavares dopo che questo ha investito 1,5 miliardi per acquisirne il 20% delle quote.

Leapmotor è un marchio cinese atteso al debutto sul mercato europeo con una serie di vetture elettriche. I primi modelli arriveranno nelle concessionarie italiane entro settembre e sembrano avere tutte le carte in regola per ritagliarsi le proprie quote in un mercato sempre più affollato e competitivo ma che ancora stenta a decollare.

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Commenti Regolamento
b
boosook 01 Jan 1970 @ 00:00

No, asp... PSA non fa capo a Exor! PSA non esiste più, era di proprietà di Famiglia Peugeot, Stato Francese e Dongfeng Motors (in parti uguali), poi è confluito in Stellantis proprio come ha fatto FCA.
I primi azionisti di Stellantis sono dunque quelli che erano gli azionisti di FCA e PSA: Exor con il 14,4%, Peugeot con il 7,2%, lo Stato Francese con il 6,6% e Dongfeng con il 3,3%.
Sebbene Exor sia il primo azionista, bisogna contare che Exor è una società olandese alla quale dell'Italia non frega assolutamente niente. Sbaglia chi continua a pensare che Exor sia una società italiana che ancora possa essere anche solo lontanamente associata alla vecchia FIAT, solo perché di proprietà della famiglia Agnelli. Basta andare a vedere quali sono le società controllate da Exor. E' un grande gruppo finanziario con molteplici interessi dei quali Stellantis è solo un pezzettino.
Invece, Peugeot e soprattutto lo Stato francese hanno forti interessi nel tutelare la produzione in Francia. A Exor bastava prendere i soldi. Infatti il presidente di Stellantis sarà anche Elkann (al quale, ribadisco, di fare auto in Italia ormai non interessa niente), ma il CEO, che è quello che conta, Tavares, è un ex-PSA. PSA e lo stato francese hanno sborsato un bel po' di soldi sotto forma di premi azionari a Exor per compensare il fatto che FCA aveva una capitalizzazione molto più grande di quella di PSA e portare il peso al momento della fusione sul 50-50, anzi, un po' di più visto che si sono presi il CEO e metà consiglio di amministrazione.
Risultato: Exor ci ha fatto un sacco di soldi, cedendo di fatto il controllo a Peugeot e stato francese.

U
Un Italiano 01 Jan 1970 @ 00:00

Leggi il mio precedente post ancora più sopra: FCA e PSA fanno capo alla società madre EXOR, di cui fa parte dal 2013 anche FERRARI; prima Ferrari era parte del Gruppo FIAT, e questo sin dal lontano 1969. Exor è di proprietà degli Agnelli.

b
boosook 01 Jan 1970 @ 00:00

Beh, il Puretech molto probabilmente è più economico da costruire, ed era già un 3 cilindri, che è quello che i costruttori europei usano adesso (purtroppo, ma è così). E poi sappiamo che non è stata proprio una fusione... il comando ce l'ha PSA quindi anche per quello probabilmente hanno scelto i loro motori.

U
Un Italiano 01 Jan 1970 @ 00:00

Ha detto FireFly, ovvero il propulsore 1.5 T4 (cilindri) GSE (Global Small Engine) da 130 CV, che equipaggia Alfa Romeo Tonale, Fiat Tipo e 500X, dal 2022, e che è stato messo a punto dagli ingegneri del Gruppo FCA prima della fusione con PSA. Il Multi-Air, di cui parli, è un'altra cosa; riguarda le valvole ed era abbinato ai motori 1.4 Fire di Fiat a partire dal 2002. Il 1.5 T4 FireFly è quello che stato ribattezzato "mini full-hybrid" perché consente alle vetture di camminare in modalità EV quando sono in coda nel traffico o durante le manovre di parcheggio o ancora dopo l'accensione per brevi tragitti al di sotto dei 30 km/h. Quello che non si comprende è il perché, tale propulsore 100% italiano a 4 cilindri e più prestazionale essendo un 1.5, sia stato accantonato nel post-fusione FCA con PSA, per poi essere riadattato sui motori PureTech francesi da 1.2 cc a 3 cilindri, ed installato in tutti i modelli dei vari brand del Gruppo Stellantis. A quanto sembra la vision è che: gli unici propulsori Fiat che continueranno ad essere utilizzati in Stellantis, saranno solo quelli a diesel; vedi i MultiJet II 1.6 130 CV della nuova Fiat Tipo 4 porte my 2025, appena (ri)presentata e di Alfa Romeo Tonale, già dal 2022, oltre ai MultiJet III da 2.2 litri a gasolio (di terza generazione) che equipaggiano Alfa Romeo Stelvio e Giulia da un qualche anno, nonché i nuovi veicoli commerciali della gamma Fiat Professional.

U
Un Italiano 01 Jan 1970 @ 00:00

Per la verità, anche dopo la fusione di Fiat con Chrysler in FCA - Fiat Chrysler Automobiles (che ha consentito l'acquisizione di marchi come Chrysler, Ram e Dodge, vedasi nuovo Alfa Romeo Tonale venduto in Canada e USA come Dodge Hornet e Fiat Tipo come Dodge Neon a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti), e di FCA con PSA (Peugeot - Citroen) in Stellantis, a dispetto di quello che potrebbe sembrare, a prevalere non sono le quote azionarie francesi, in quanto entrambe le società (FCA e PSA) fanno capo a EXOR, di proprietà della famiglia Agnelli. Per cui Stellantis, ancorché Gruppo franco-italo-americano, rappresenta pur sempre l'Italia e l'italianità essendo, inoltre, il brand FIAT quello che vende di più rispetto agli altri 14 marchi, in giro per il mondo. Ciò è dimostrato anche dal fatto che la Fiat 500, nel 2023, è stata venduta nella sola Germania in numero di 50.000 esemplari, di cui la metà elettriche e le restanti 25.000 col motore mild hybrid 1.0 da 70 CV (comune a Panda), messo a punto dagli ingegneri italiani di FCA. La 500 è stata l'unica auto straniera venduta in Germania ad entrare nella Top ten di quel paese; le restanti 9 vetture in classifica sono tutte tedesche. Per tale motivo, fra 18 mesi, dovrebbe ritornare a listino la nuova versione (con la scocca della 500e) con motore hybrid, prodotta a Torino (non più in Polonia), denominata appunto Fiat nuova 500 hybrid "Torino" (in onore al BelPaese e ai 125 anni di Fiat, celebrati lo scorso 11 luglio), A questo punto, però, il condizionale è d'obbligo, e si devono attendere gli ultimi sviluppi della situazione in Casa Stellantis, sopratutto delle questioni in NordAmerica. Il punto è che un manager comeTavares non può essere pagato 36,5 milioni per un solo anno di lavoro, a discapito degli operai in cassa integrazione. Resiste solo Pomigliano, forse, perché sforna 120.000 vetture all'anno da oltre una decade (la Fiat Panda, ora Pandina, dopo il lancio della Grande Panda dell'11 luglio 2024).

l
lviss 01 Jan 1970 @ 00:00

si infatti parlavo del mercato americano

m
max76 01 Jan 1970 @ 00:00

Ti svelo un segreto: è una cinesata!
E nelle classifiche di soddisfazione dei clienti in merito ai guasti che era sta pubblicata da HDblog qualche mese fa, era ultima.

F
Francesco Renato 01 Jan 1970 @ 00:00

Si, ma è solo in America che fanno i soldini, se falliscono sul mercato americano possono chiudere bottega!

l
lviss 01 Jan 1970 @ 00:00

Dodge è stata portata sull'orlo del fallimento e Chrysler è considerata uno dei marchi più inaffidabili e da cui stare alla larga

l
lviss 01 Jan 1970 @ 00:00

oppure FART

S
Sagitt 01 Jan 1970 @ 00:00

E jaguar è un’indianata? Ti svelo un segreto… seppure la proprietá diventa cinese con ideologie cinesi, sempre volvo è

D
Donaldo Gei 01 Jan 1970 @ 00:00

Qualcuno sa perchè in UK e Irlanda (e forse Australia) Opel diventa Vauxall? Che sia per la guida dalla parte sbagliata? 🤔

F
Fabrizio 01 Jan 1970 @ 00:00

In realtà quello che va meglio è RAM, i pick-up in America vendono sempre tantissimo e hanno una buona reputazione.
Fiat in Brasile è sempre prima o seconda come market share.
Il vero peccato è vedere come hanno ridotto Alfa, 2 capolavori di Giulia e Stelvio poi il nulla

m
max76 01 Jan 1970 @ 00:00

Si ma Volvo è una cinesata da anni

T
Tizio 01 Jan 1970 @ 00:00

Esattamente, la penso come te.

Se proprio vogliamo, prendiamo la MC20 e come 33 Stradale, si fa una versione numerata e speciale che richiami Stratos o 037 e chiudiamo così Lancia.

V
Vince 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi sembra evidente che questa somma di prodotti non abbia portato ad una sinergia ma soltanto alla duplicazione di auto uguali oltre al fatto che il management, che è quello che dovrebbe effettuare scelte strategiche ,non riesce a controllare da vicino il prodotto ,lasciando parecchi buchi qua e là

S
Sagitt 01 Jan 1970 @ 00:00

La ex30 è un progetto vincente. Guarda le stellantis invece..

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Li stanno buttando nel cesso da soli con i prodotti che stanno proponendo, uno peggiore dell'altro.

m
max76 01 Jan 1970 @ 00:00

Come rovinare tutti i marchi non-francesi in un colpo solo!
maledetti Elkann!

m
max76 01 Jan 1970 @ 00:00

Volvo è na' cinesata da anni, direi che la lascerei fuori dal paragone...

F
Francesco Renato 01 Jan 1970 @ 00:00

No, i marchi europei non rendono nulla, a tenere in piedi la baracca sono i marchi americani, la fortuna di Fiat è stata quella di mettere le mani sulla Chrysler, è il ricco mercato americano ad assicurare profitti al gruppo!

M
MichelePudduPizzorno 01 Jan 1970 @ 00:00

Bel marchettone

A
Android The best 01 Jan 1970 @ 00:00

E che fai con gli altri marchi li butti nel cesso?

S
Sagitt 01 Jan 1970 @ 00:00

E stellantis con 20 marchi di ogni segmento e più possibilitá di profitti, no?

F
Francesco Renato 01 Jan 1970 @ 00:00

Capisco, però devi considerare che per Renault è più facile fare ricerca grazie al sostegno statale, lo stesso si dica per BMW che può contare su margini di profitto superiori sulle sue vetture.

S
Sagitt 01 Jan 1970 @ 00:00

Ti sfugge cosa sto dicendo, parlo sulle nuove tecnologie come EV, dove questi produttori hanno tutti la stessa esperienza in fattore tempo.

F
Francesco Renato 01 Jan 1970 @ 00:00

Come non ha nulla a che vedere con il know how, l'esperienza è know how!

ꀷꏂꌚ  01 Jan 1970 @ 00:00

Lo fanno tutti i grandi gruppi Polo, ibiza, a1, fabia ecc a furia di sparare nel mucchio un f3sso lo trovano

L
Luca_87 01 Jan 1970 @ 00:00

Dopo la causa che hanno fatto gli azionisti a stellantis negli USA io starei alla larga da questo gruppo.. A quanto pare sono stati nascosti una serie di dati come profitti in negativo e margini di guadagno falsati… 👏

M
Masashi Obata 01 Jan 1970 @ 00:00

Ok, ma scartare tutti i prodotti del gruppo a priori è superficiale. Ripeto, ci sono buoni prodotti che non sto a elencare perché poi si conoscono. Che poi l’operato della dirigenza sia discutibile, pressapochista e sempre (stato) poco lungimirante è un altro discorso. A me dispiace per gli ingegneri italiani bravi che vi lavorano dentro.

A
Alex Li 01 Jan 1970 @ 00:00

Che cosa?
Quante aziende straniere sono rimaste in Russia?

S
Sistox v2 01 Jan 1970 @ 00:00

Però i motori Ford di derivazione psa usano non solo circa 1.5l in più d’olio ma anche un tipo diverso. I francesi hanno avuto probabilmente una buona idea ma l’hanno realizzata un po’ male. Sicuramente l’incuria dei proprietari non ha aiutato

S
Sistox v2 01 Jan 1970 @ 00:00

Ha dato problemi solo alla prima generazione, poi i guasti sono stati ridotti sensibilmente.

r
roby 01 Jan 1970 @ 00:00

Il pickup ram elettrico è davvero bello si deve dire, forse meglio della Ford f150

S
Sagitt 01 Jan 1970 @ 00:00

What?

A
Alex Li 01 Jan 1970 @ 00:00

Ha.....
Aveva buona presenza perché lo zar lì ha presi e mandati a casa.

m
moichain 01 Jan 1970 @ 00:00

FIAT dovrebbe cambiare nome in FAFR fabbriche automobili francesi di italiano e tornino ora non c'è nulla

S
Sagitt 01 Jan 1970 @ 00:00

Tutto questo non ha nulla a che vedere con il know how

F
Francesco Renato 01 Jan 1970 @ 00:00

Renault è mantenuta dallo stato, Volvo e BMW hanno una lunga esperienza nel settore delle auto di categoria superiore, già negli anni 70 producevano solo vetture di classe elevata.

F
Fede 01 Jan 1970 @ 00:00

La DS4, esternamente, mi piace anche, però non riesce proprio a piacermi il tema a diamante degli interni.

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Si.. però invece che fare male tot modelli potevano farne uno solo ma buono, e i ricambi sarebbero stati pure reperibili in pochissimo tempo.

T
Tizio 01 Jan 1970 @ 00:00

La nuova Y, fra prezzi e posizionamento di mercato più la mancanza di altri modelli per qualche anno, mi sa tanto di contentino prima di chiudere definitivamente Lancia.

Per la serie ci abbiamo provata ed è andata male, quindi marchio non più sostenibile.

E su questo parliamoci chiaro, qui PSA non c'entra, Fiat ha iniziato a distruggere Lancia tempo fa.

Prima viene chiusa Lancia meglio è.

T
Tiwi 01 Jan 1970 @ 00:00

la cosa è voluta, fanno 1 telaio, e poi cambiano scocche e marchio

l
losteagle 01 Jan 1970 @ 00:00

Come rovinare in un colpo solo 14 brand! Andassero aff... io sono passato alle coreane molto più convenienti nel rapporto prezzo/qualità!

T
Tiwi 01 Jan 1970 @ 00:00

in pratica tutti i marchi italiani più qualcuno estero, cmq se possibile meglio starne alla larga, negli anni hanno perso qualità, aumentando i prezzi, specializzandosi nel far apparire premium qualcosa che non lo è affatto

Z
Zero 01 Jan 1970 @ 00:00

Come farsi concorrenza da soli: 208-corsa-c3-ypsilon-grande panda, dei geni.

B
Blobay 01 Jan 1970 @ 00:00

Era sarcasmo

D
DjMarvel 01 Jan 1970 @ 00:00

praticamente tutta robaccia, o meglio auto costose entry level.
Le più belle , alfa (con pianale giorgio), lancia (il passato) e maserati, sono alla frutta....

S
Simone Arico' 01 Jan 1970 @ 00:00

Tecnicamente parlando Stellantis possiede ancora Innocenti e Autobianchi che però non vengo utilizzati da decenni ...

M
Masashi Obata 01 Jan 1970 @ 00:00

Risposta puerile.

S
Sagitt 01 Jan 1970 @ 00:00

Renault in russia ha sempre avuto buona presenza con anche dedicati tipo captur 4x4 ecc..

S
Sagitt 01 Jan 1970 @ 00:00

Cupra è seat.

S
Sagitt 01 Jan 1970 @ 00:00

Mille marchi, tanto know how poi fanno peggio di altri come renault o volvo o bmw che sono quasi “singoli”.

R
Robbie 01 Jan 1970 @ 00:00

Cupra sta a Seat se non sbaglio

u
uncletoma 01 Jan 1970 @ 00:00

la rover dei poveri :)
https://ruoteclassiche.quat...
(la Matra ora fa biciclette: https://matra.com/)

M
MassiMax 01 Jan 1970 @ 00:00

La DS sta a Citroen come Cupra sta a Seat o Polestar sta a Volvo. Più operazione commerciale che di sostanza… Evidentemente una Citroen-DS come “immagine” appariva più povera di una “lussuosa” DS (e lo dico evidenziando comunque che ho avuto una DS7 come auto aziendale e come comfort e finiture interne è la macchina migliore che abbia mai avuto, e ho avuto roba come A6 e Serie 5)

J
Jhon Fred O'Caan 01 Jan 1970 @ 00:00

Si, Talbot Ranch per il mercato italiano, per il resto Europa era Rancho :)

L
Luke 01 Jan 1970 @ 00:00

Che polpettone

A
Alex Li 01 Jan 1970 @ 00:00

Renault aveva programmato di portare LADA sul mercato europeo utilizzandola come low cost al posto di DACIA.....che ovviamente doveva salire di livello.
Poi lo zar si è svegliato male....
Ma il progetto era già partito quindi Renault ha lasciato che DACIA salisse al livello superiore diventando per Stellantis un serio competitore per Citroen e Fiat.
C3 sarà la nemica in Francia e nella Europa orientale.
Panda.... o come si chiamerà lì... in Sudamerica e Italia

M
Mefistofele 01 Jan 1970 @ 00:00

Panda & co. Sono sempre stati loro antagonisti nel mercato dei grandi numeri in Italia ed Europa. Gli italiani, che a differenza dei francesi non sono per nulla patriottici, compravano fiat solo ed esclusivamente per convenienza tant'è vero al posto delle solite varianti di 500x/L siamo tappezzati di duster e minisuv giapponesi.
PsA con tutto l'interesse di smantellare tutta la roba nostra per piazzare il loro made in France ci hanno guadagnato tutto, addio fabbriche dai costi emorragici, lavoratori che scioperano per andare allo stadio, brevetti paloeologici e soprattutto addio fisco italiano

O
Otacon 01 Jan 1970 @ 00:00

14 marchi e poi sono tutti uguali

u
uncletoma 01 Jan 1970 @ 00:00

Ranch, caso mai? :)
Da adoratore dei mini camper, voto l'Express :)

R
Rick Deckard® 01 Jan 1970 @ 00:00

Bidone in italiano

B
Black_Codec 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma quanti sanno che fiat = stellantis = Peugeot? Seriamente

B
Black_Codec 01 Jan 1970 @ 00:00

Mah, veramente meno del 10% sa che sono dello stesso gruppo, qualcuno sa che Peugeot e Citroen sono lo stesso gruppo solo perché i rivenditori vendono entrambi, per il resto neanche sa un quarto di quello che hai detto.

J
Jhon Fred O'Caan 01 Jan 1970 @ 00:00

Macchina stupenda. Immagino la difficoltà nella reperibilità dei ricambi tra Stellantis (Talbot - Simca) e Renault (Matra)

b
boosook 01 Jan 1970 @ 00:00

Gliene frega nel momento in cui quelli che prima compravano Fiat, e dunque gli davano dei soldi e gli avrebbero dato i soldi della loro prossima auto (termica o elettrica che fosse) decidono di non comprare più Fiat e comprano un'auto fuori dal gruppo Stellantis. A quel punto, di aver distrutto il marchio e essersi persa la clientela affezionata, quella che comprava Fiat perché italiana, perché la Panda è un mito eccetera, gliene frega.

b
boosook 01 Jan 1970 @ 00:00

Anche Citroen va bene. Gli hanno dato il suo segmento di mercato, la low cost del gruppo, e stanno lavorando bene. Jeep attenzione che in Italia va molto bene, ha quasi sostituito Fiat perché la gente ha trovato in prodotti come Renegade e ora Avenger le auto di fascia media che una volta la Fiat faceva e ora non più. Ma negli USA è in declino (una cosa paradossale) e in Europa non va così bene, pensa che nella prima metà 2024 la quota di mercato di Jeep a livello italiano è stata 4,59%, ma a livello europeo solo 1,2%, con 66.000 auto uno dei marchi che vendono meno.

S
Sheldon Cooper 01 Jan 1970 @ 00:00

Basta auto, la mia deve resistere fino a quando potrò comprarmi un furgone elettrico con guida autonoma per farmi il giro dell'Europa.

M
Mefistofele 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma quando mai. La cassa continua di denaro contante per fiat/fca è stata la vendita delle varie panda, punto, 500, tipo, 600, vecchia Y, mito, Giulietta, etc... Automobili a basso costo, bidoni tecnologicamente vetusti ed obsoleti, vendute a stravagonate e top seller per decenni a doppio ricavo con mark-up dei finanziamenti truffa fca bank. Ma i veri numeri che tendenzialmente restano occulti ai meno competenti del settore erano i ricavi provenienti dal mondo ricambi e royalty centri assistenza autorizzati, ad esempio una panda 1.1 fire venduta nuova nel 2010 fruttava altri 2/3k euro in manutenzione negli anni a venire. Era chiaro che in funzione della transizione verso l'elettrico tutto questo prima o poi sarebbe venuto a mancare e per un'azienda deliberatamente mantenuta in perdita per godere apposta di susstenzialismo statale perenne, il triste e scontato epilogo non poteva essere che la svendita ai francesi. Ed a questi sai quanto glie ne frega di elargire un patrimonio per reinventare delle linee di vendita dalle ceneri e tenere alto il brand italiano? Ovviamente ZERO, tanto che glie ne frega a loro? Ormai hanno già delocalizzato

G
Giacomo 01 Jan 1970 @ 00:00

Ne sosteniamo tante con i nostri soldi degli ecoincentivi.

b
boosook 01 Jan 1970 @ 00:00

Scusa, cosa c'entra con il mio messaggio? Forse hai sbagliato a rispondere, nel mio post non menziono né Stellantis, né Ford né qualsiasi altro marchio abbia usato cinghia in bagno d'olio, dato che il mio ragionamento si applica a tutti quelli che l'hanno fatto, e parlo piuttosto di chi NON l'ha fatto. Comunque, visto che hai tirato tu in ballo l'argomento... fra tutti i produttori che hanno sperimentato la cinghia in bagno d'olio, Stellantis è stato quello che ha continuato a farlo imperterrita anche quando stava diventando evidente l'inaffidabilità. Poco importa se l'abbia sviluppato Ford per prima. Il mio ragionamento vale per chiunque l'abbia usato, e Stellantis è quella che l'ha usato, e continua a usarlo, in maniera più indiscriminata, e ha continuato a farlo anche dopo le class action e le critiche degli utenti.

J
Jhon Fred O'Caan 01 Jan 1970 @ 00:00

Così catorci che quasi fanno il giro e diventano interessati:) Ho un forte debole per le Talbot, specialmente la Rancho

P
Pooh Teen 01 Jan 1970 @ 00:00

Quella marca è un vero salto nel buio.

P
Pooh Teen 01 Jan 1970 @ 00:00

E ti ringrazio.

P
Pooh Teen 01 Jan 1970 @ 00:00

Quando penso alla Talbot mi viene sempre in mente un parallelepipedo.

P
Pooh Teen 01 Jan 1970 @ 00:00

Molti me li ricordo pure!

u
uncletoma 01 Jan 1970 @ 00:00

le mitiche peugeot talbot sumbeam e samba: che inarrivabili catorci :D
per tacere di simca 1000 e la matra simca bagheera

B
Blobay 01 Jan 1970 @ 00:00

La Leap motor?

u
uncletoma 01 Jan 1970 @ 00:00

la gente vuole i suv, mezzi totalmente inutili ed esteticamente orrendi, perché lo hanno deciso gli uffici marketing, non per una reale necessità
se gli uffici marketing dicessero che ti serve la cabrio, domani vai a prenotarne una
mai pensare con la testa degli uffici marketing

F
Fede 01 Jan 1970 @ 00:00

Non so come siano riusciti a portare la DS a marchio, forse perchè la DS4 aveva venduto tanto?
In ogni caso, penso che questi siano i primi modelli che escono su basi PSA, vorrei dare fiducia che nei prossimi, con nuove piattaforme etc, tutti marchi riescano/possano avere la libertà di creare mezzi più personalizzati. Forse potevano anche lasciarsi due linee di forniture (plafoniere, plastiche, pulsanti etc) per differenziarsi, ma sono quei dettagli che poi portano risparmio.

J
Jhon Fred O'Caan 01 Jan 1970 @ 00:00

Era stata fatta una domanda ed ho risposto alla curiosità.

T
Trhistan 01 Jan 1970 @ 00:00

Adesso capisco perché fanno tutte c@g@re!!!
Via gli Elkann dall’ automobilismo!!!

L
Luca_87 01 Jan 1970 @ 00:00

Meglio di così non si poteva scrivere!👏

M
Masashi Obata 01 Jan 1970 @ 00:00

Mah, io qualche eccezione la farei

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fire_RS 01 Jan 1970 @ 00:00

Peccato che buona parte di questi marchi hanno un futuro alquanto oscuro (chrysler, Dodge, Lancia, DS, ci metto anche Opel, Maserati e Alfa), e altri hanno numeri accettabili solo in alcuni mercati (Fiat), Citroen vogliono farla diventare una concorrente della Dacia (che tristezza)….

Praticamente gli unici marchi che vanno bene sono Peugeot e Jeep.

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fire_RS 01 Jan 1970 @ 00:00

Grazie al kaiser, lì lo utilizzano perché i firefly sono ottimizzati per andare a bio etanolo

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fire_RS 01 Jan 1970 @ 00:00

Sono marchi morti e sepolti che senso ha parlarne? È un articolo/spot non Wikipedia

T
TheAlabek 01 Jan 1970 @ 00:00

Esattamente

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boosook 01 Jan 1970 @ 00:00

No, e ti spiego perché... Fiat in Italia ha una quota di mercato grossomodo del 10%. L'anno scorso è stata del 12%, a Luglio dell'8%, in declino da anni, ma poco importa.
Ora, chiaramente, tu stai assumendo che per un cliente Fiat comprare Grande Panda o C3, comprare Fiat o Citroen, così come per un italiano comprare Alfa/Lancia o Peugeot sia la stessa cosa, ma non è così assolutamente.
Di quelli che abbandonano Fiat anno dopo anno a causa di tutti i problemi del marchio che ho descritto, solo una parte prenderà altri modelli Stellantis, altri andranno su Renault, Dacia, gruppo VW, Toyota... È chiaro che per Stellantis il bilancio non può che essere matematicamente negativo.

B
Black_Codec 01 Jan 1970 @ 00:00

Se invece che vendere una panda vendessero una c3 a loro cambierebbe meno di nulla, se invece vendono una panda che è una c3 con fanali diversi ma costo superiore di fatto è tutto guadagno... Sinceramente non la vedo una mossa di mercato così folle... Mal che vada venderanno più c3.

R
Rieducational Channel 01 Jan 1970 @ 00:00

Sappiamo ora quali 14+1 marchi non comprare.

S
Sesoki Maspinto 01 Jan 1970 @ 00:00

L esperienza di mia moglie con c3 del 2015 82cv, avendo letto peste e corna del puretech ed avendo fatto soli 50k km ma con 9 anni sulle spalle olio cambiato ogni 10 12k ma spesso rabbocco causa consumo, ho fatto fare distribuzione 1 mese fa dal mio meccanico che ha provveduto a verificare anche il filtrino di pescaggio olio, ritirata l auto,ha constatato che la cinghia era ancora in uno stato ottimale, residui in coppa e sul filtro quasi zero, l unica cinghia messa non bene era quella dei servizi che presentava diverse crepe all interno

C
Cacciapuoti Mario 01 Jan 1970 @ 00:00

È incredibile come nell'articolo ogni singola descrizione dei marchi italiani abbia colto l'essenza del marchio stesso, ed è altrettanto incredibile come ogni singolo modello dei suddetti marchi uscito dopo la fusione/acquisizione di stellantis sia esattamente l'opposto dell'essenza stessa del marchio, io credo che abbiano troppi marchi da gestire poche competenze rispetto ZERO per la storicità di marchi e che lo stanno facendo di proposito ad uccidere i marchi Italiani in favore di quelli Francesi

J
Jhon Fred O'Caan 01 Jan 1970 @ 00:00

Tra i marchi dormienti abbiamo Innocenti, Autobianchi, Simca, Talbot, Rooters, Plymouth, American Motors, DeSoto, Eagle, Imperial, Valiant, Hillman, Sunbeam, Hudson, Nash, Rambler e almeno altri 10 provenienti da Chrysler.

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

"offre oggi la più ampia gamma elettrica di qualsiasi altro concorrente."

Ora, posseggo una 308, e prima anche una 207, per cui di certo sono stato estimatore del marchio.

Ma ad oggi eccetto VW non comprerei nulla di elettrico made in EU. Con la 5° versione del software MEB non è male.
La e3008 da 73KWh ha un buon rapporto qualità/prezzo ed un buona efficienza (consuma come una Model Y all'incirca).

Ma ha una velocità di ricarica deludente.

A
Alex 01 Jan 1970 @ 00:00

Il
Marchio più bello: F A L L I T E

b
boosook 01 Jan 1970 @ 00:00

Perché la gente vuole i suv, quindi se vuoi vendere devi fare suv, e lo scopo di qualsiasi azienda è vendere, altrimenti falliscono, quindi fanno suv.

𝔍
𝔍𝔬𝔫 𝔎𝔫𝔬𝔴𝔰 01 Jan 1970 @ 00:00

Sulla destra si può notare Diabolik camuffato con uno dei suoi mille travestimenti, entrare in stealth mode e scattare foto per progettare il suo prossimo furto
https://uploads.disquscdn.c...

u
uncletoma 01 Jan 1970 @ 00:00

ma da un'icona come la DS (e, nelle versioni s i suoi mitici fari che giravano con il volante com'è possibile che sia nato un marchio che vende orridi suv?
l'auto di Ginko ridotta a mero suv catorcico :(
https://uploads.disquscdn.c...

b
boosook 01 Jan 1970 @ 00:00

Non è vero che ci dono cascato tutti i produttori, ci sono cascati quelli che hanno voluto spendere poco a scapito della qualità. Perché i giapponesi ad esempio non ci sono cascati, e per ridurre consumi e emissioni hanno usato l'ibrido a vari livelli, certo è una soluzione più costosa, ma non hanno avuto i problemi di affidabilità di chi è andato sulla cinghia in bagno d'olio, e non solo, l'ibrido gli ha anche permesso di mantenere degli ottimi motori 4 cilindri senza dover fare downsizing eccessivo. Quindi le soluzioni ci sono, dipende se le soluzioni che trovi sono a vantaggio del cliente o del costruttore.

C
Ciccillo73 01 Jan 1970 @ 00:00

Quindi devi sbavare di fronte all' incredibile potenza di questi magnati che guadagnano quanto milioni di famiglie. Li devi invidiare sui loro Yatch di 30 metri ed accettare il tuo ruolo di essere inferiore ed essere felice di lavorare per loro in cambio della sopravvivenza.

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boosook 01 Jan 1970 @ 00:00

Non lo è... Almeno quelli con modulo Multiair, che è piuttosto fragile.

Z
Zeddicus Zu'l Zorander 01 Jan 1970 @ 00:00

ha pero omesso di dire, solo in Brasile e sud America.

C
Ciccillo73 01 Jan 1970 @ 00:00

Quando si parla di "equa distribuzione della ricchezza" , oggi fa' ridere questa frase.

b
boosook 01 Jan 1970 @ 00:00

Tutti marchi storici e ancora con enorme potenziale, che però Stellantis proprio non sta riuscendo a valorizzare. Infatti i marchi reali sono due: Peugeot e Citroen. E questi vanno bene. Poi le auto progettate da Peugeot e Citroen vengono ristilizzate per gli altri marchi, al limite con il minimo sindacale di modifiche, per farne delle Fiat, Opel, Lancia, Alfa e Jeep. Non hanno capito che questa strategia non va bene e porterà alla morte di tutti gli altri marchi, fra l'altro ormai sempre più delocalizzati dai loro paesi di origine così noi ci dobbiamo comprare l'Alfa polacca, ma anche gli americani si devono comprare la Jeep fatta a Pomigliano... E come hanno pensato di sostituire l'identità, l'originalità e il luogo si produzione di ogni brand? Con il marketing. Il marketing del brand, che definisce come un prodotto dovrebbe essere percepito (indipendentemente da dove sia fatto e su quale auto di base) dovrebbe risolvere tutto, per cui basta mettere il riferimento al Lingotto sulla grande panda, accompagnato da un po' di pubblicità volutamente ambigue sull'italianità di Fiat, e secondo loro siamo a posto, il pubblico la percepirà come una vera Fiat italiana anche se è una C3 e anche se è fatta in Polonia. Discorsi analoghi per Ypsilon e Junior, ma io penso che questa strategia sia profondamente sbagliata, Lancia e Alfa non sopravviveranno a questa spersonalizzazione, per Fiat vedremo ma sul lungo termine temo anche per quella, almeno in Europa. Non hanno veramente capito che rendendo tutto una succursale di PSA/Citroen hanno sicuramente risparmiato tantissimi soldi, ma hanno anche decretato la fine di marchi che invece avevano un valore enorme.

S
Sistox v2 01 Jan 1970 @ 00:00

Davvero? Non lo sapevo. Mi fa piacere, il firefly non ha un bellissimo suono ma sembra essere affidabile

J
Jotaro 01 Jan 1970 @ 00:00

Io aspetto la mia bella auto elettrica, la BYD One.

P
Pooh Teen 01 Jan 1970 @ 00:00

Ce ne stanno altri nel calderone??

A
Alex Li 01 Jan 1970 @ 00:00

Tutte anche no!
La minchiat@ puretech esiste solo per l'Europa e l'India visto che in Sudamerica nei cofani e piattaforme francesi girano i Firefly.
Le piattaforme STLA non derivano tutte da quelle ex PSA.

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GianlucaA 01 Jan 1970 @ 00:00

Neanche la fatica di mettere in elenco i marchi dormienti

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Zeddicus Zu'l Zorander 01 Jan 1970 @ 00:00

alla fine saranno tutte Peugeot rimarchiate. dopo il motore che si autodistrugge, infilato su quasi tutti i modelli.

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il | CerchioCiano 01 Jan 1970 @ 00:00

Quindi ti stanno dicendo da quali auto stare alla larghissima xD