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Stellantis, 1,5 miliardi di euro per il 20% di Leapmotor

Il Gruppo diventerà uno dei più importanti azionisti del marchio cinese

Stellantis, 1,5 miliardi di euro per il 20% di Leapmotor
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 26 ott 2023

Stellantis ha annunciato un investimento di circa 1,5 miliardi di euro per andare ad acquisire circa il 20% del capitale azionario di Leapmotor, casa automobilistica cinese. Il Gruppo diventerà, così, uno dei più importanti azionisti della società cinese ed otterrà anche due posti nel Consiglio di Amministrazione.

Da tempo circolavano voci che Stellantis stesse discutendo proprio con Leapmotor per poter ottenere la tecnologia per le auto elettriche che la casa automobilistica cinese ha sviluppato. Come sappiamo, Leapmotor non ha mai nascosto la volontà di diventare anche un fornitore di tecnologie, per offrire alle altre case automobilistiche la sua piattaforma di ultima generazione dedicata espressamente alle auto a batteria.

IL PROGETTO

Entrando più nel dettaglio, Stellantis racconta che l'accordo raggiunto con l'azienda cinese prevede anche la costituzione di una joint venture.

L’accordo prevede anche la costituzione di Leapmotor International, una joint venture in quote 51:49 guidata da Stellantis, con i diritti esclusivi per l’esportazione e la vendita, nonché la fabbricazione dei prodotti Leapmotor al di fuori della regione cinese.

La partnership permetterà a Leapmotor di incrementare le sue vendite in Cina. Inoltre, altro aspetto molto interessante, sfruttando la presenza commerciale di Stellantis sul piano internazionale, il marchio cinese potrà incrementare la sua presenza e le sue vendita in altre regioni, a partire dall’Europa.

Stellantis, invece, potrà sfruttare la tecnologia che l'azienda cinese ha sviluppato per le auto elettriche, "per contribuire al raggiungimento degli obiettivi chiave di elettrificazione fissati nel Dare Forward 2030, rimanendo aperta a esplorare eventuali ulteriori sinergie reciprocamente vantaggiose". Le joint venture inizierà le sue attività nella seconda metà del 2024.

Leapmotor, ricordiamo, da poco ha presentato la nuova piattaforma Leap 3.0 che permette di realizzare pure vetture elettriche dotate di un range extender. Sarà quindi molto interessante capire nel corso dei prossimi mesi, come evolverà questa partnership e quali risultati darà.

Negli ultimi tempi abbiamo visto diverse case automobilistiche europee stringere accordi con marchi cinesi per sfruttare le loro tecnologie con l'obiettivo di lanciare modelli specifici per il mercato auto della Cina e non solo. Per esempio, non possiamo non ricordare gli accordi del Gruppo Volkswagen con XPENG e SAIC. Carlos Tavares, CEO di Stellantis, ha commentato:

Con il consolidamento delle start-up di veicoli elettrici in Cina, diventa sempre più evidente che i segmenti mainstream in Cina saranno dominati da una cerchia di player di nuova generazione nel settore degli EV efficienti e agili, come Leapmotor. Riteniamo che sia il momento giusto per assumere un ruolo di primo piano nel sostenere i piani di espansione globale di Leapmotor, uno dei nuovi operatori EV più interessanti sul mercato, con una mentalità imprenditoriale e tecnologica simile alla nostra. Grazie a questo investimento strategico, andiamo a rafforzare un nostro punto debole nel modello di business e a beneficiare della competitività di Leapmotor in Cina e all’estero. Voglio ringraziare il signor Zhu Jiangming e i team delle nostre grandi aziende, che con livelli eccezionali di leadership e collaborazione hanno reso possibile questa nuova opportunità di partnership preziosa per entrambi.

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Commenti Regolamento
e
eXcalibur🗡️ 01 Jan 1970 @ 00:00

Se il Governo italiano non acquisterà il 10% di Stellantis (come la Francia), Stellantis non ha nessuna intenzione di salvaguardare l'Italia.

P
PIxVU 01 Jan 1970 @ 00:00
L’accordo prevede anche la costituzione di Leapmotor International, una joint venture in quote 51:49 guidata da Stellantis, con i diritti esclusivi per l’esportazione e la vendita, nonché la fabbricazione dei prodotti Leapmotor al di fuori della regione cinese.

La " partnership " permetterà a " Leapmotor " di incrementare le sue vendite in Cina e il molto interessante aspetto rivela che sfruttando quel marchio di Stellantis anche internazionalmente riconosciuto commerciale, la cinese " Leapmotor " potrà incrementare la presenza di quest'ultima e allora anche le vendite dei suoi veicoli e in altre regioni, iniziando dall’Europa.
A
Alex Li 01 Jan 1970 @ 00:00

Hai mai guardato quanto costa una auto d'importazione in Cina?
Sono anni che investono in Cina facendo buchi nell'acqua.
Sperare che questa volta sia la volta buona no?

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

Un pò .

Ho aggiunto "anche" per dire che i centri stile europei non sono così unici e quasi sempre le aziende hanno 3 o 4 centri stile in giro per il pianeta . Uno in far east, uno in europa e uno in california , almeno.

A
Alex Li 01 Jan 1970 @ 00:00

Sono già.... anche.....
Cambia qualcosa?

G
Ginomoscerino 01 Jan 1970 @ 00:00

poteva prendere Paluani in sconto (quand'era fallita) e dava 1 panettone con ogni auto venduta.
così stonks

A
Alex Li 01 Jan 1970 @ 00:00

Considerando che cosa?
Le due STLA non sono ancora uscite sul mercato!
Forse ti riferisci alle due EMP attuali.

e
eXcalibur🗡️ 01 Jan 1970 @ 00:00

Ecco, Stellantis si potrebbe comprare il 20% di Maina 😂

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

Anche in Europa .

A
Alex Li 01 Jan 1970 @ 00:00

I centro stile dei cinesi in buona parte.... sono già in Europa.

G
Ginomoscerino 01 Jan 1970 @ 00:00

i panettoni!

e
eXcalibur🗡️ 01 Jan 1970 @ 00:00

😂Appunto

M
Manu 01 Jan 1970 @ 00:00

potevano venire in vacanza o mangiare

M
Manu 01 Jan 1970 @ 00:00

i cinesi e tesla sono quelli che sanno fare le EV. Gli altri sono dietro anni luce

e
eXcalibur🗡️ 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma in italiano cosa avrebbero potuto acquistare?

S
Sistox v2 01 Jan 1970 @ 00:00

Certo che si fa, basta rimanere in 2-3 milioni

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

Ormai non hanno più bisogno di prendere il know-how da nessuno, le auto ormai sono tecnologia a basso livello alla portata di qualunque Paese tecnologicamente sviluppato, anzi per parecchie cose stanno già all'avanguardia. Non hanno bisogno né interesse di dare il benservito a nessuno, il mercato automobilistico si trasformerà sempre di più da spaccio di scatolette usa e getta in fornitura di servizi: Leasing, assistenza, noleggio, assicurazioni... Tra qualche anno, quando la guida autonoma sarà disponibile, magari le auto non saranno più vendute ai privati, ma gestite come robotaxi dagli stessi costruttori o da società a loro collegate. Per far queste cose è importante essere ben radicati sul territorio e conoscere a fondo la realtà locale

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

Ripeto: "Fine dei giochi" perché? Cosa gliene importerebbe mai a Geely di vendere auto a marchio Geely anziché Volvo? La stessa cosa per Volskwagen con Seat o Stellantis con Opel! Quanto al luogo di produzione ci pensiamo già da soli a far costruire le auto chissàdove, non abbiamo certo bisogno dei cinesi

g
gioboni 01 Jan 1970 @ 00:00

Mah, con l'aria che tira non potevano scegliere una realtà di natura occidentale o almeno filo-occidentale? Proprio con i cinesi dovevano andarci ad impelagare? Capisco che potessero essere i più "convenienti", ma i rischi strategici mi sembra troppo elevati ora come ora...
Vabbeh, saranno sicuramente più studiati di me.

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

Vedi ( vediamo , in genere , noi occidentali ) le cose su un orizzonte temporale diverso da quello con cui lo guardano loro.

Non hanno fretta . Hanno tutto il tempo ed il denaro per aspettare di aver prelevato tutto il know-how, prima di dare il benservito.

Se rimangono dei centri stile , è ancora tanto ...

F
Firebrand81 01 Jan 1970 @ 00:00

L'unica cosa che la potrà tenere sicuramente lontana saranno i soldi dei contribuenti (americani od europei che siano), come è già successo qualche anno fa per General Motors.

W
Walter 01 Jan 1970 @ 00:00

"nonché la fabbricazione dei prodotti Leapmotor al di fuori della regione cinese."

W
Walter 01 Jan 1970 @ 00:00

buoni motivi per investire in Italia?

J
Jhon Fred O'Caan 01 Jan 1970 @ 00:00

Stellantis in bancarotta è alquanto remota come possibilità. FCA prima della fusione era l'unico gruppo automobilistico senza debiti (opera gigantesca senza precedenti compiuta da SM) e PSA era ben più che risollevata con Tavares.

g
giovanni 01 Jan 1970 @ 00:00

Invece di investire in Italia investe in Cina....

J
Jotaro 01 Jan 1970 @ 00:00

Diciamo un completamento.

e
ermete74 01 Jan 1970 @ 00:00

Quest'accordo spiega il motivo di questa dichiarazione:

"Stellantis, Tavares critico sull'indagine dell'UE sulle auto elettriche cinesi"

Peccato che prima aveva detto di essere contro le auto elettriche e che la transizione doveva essere più lenta.

p
pinoc 01 Jan 1970 @ 00:00

Mantenere il brand premium, per la storia e richiamo che ha è diverso da mantenere la produzione. Tata non potrebbe vendere auto attorno ai 100.000$ o più, al momento. Devono chiamarsi Range Rover/Jaguar. Quando non servirà più il nome o il luogo di produzione, fine dei giochi.
Sempre a mio modesto parere e ben felice che le cose vadano diversamente.

p
pinoc 01 Jan 1970 @ 00:00

Condivido la visione. Ma siamo troppo stupidi per farlo. Non vogliamo imporlo a chi ci governa, lasciando loro fare sfaceli inimmaginabili (o permettendo di farlo fare agli amici degli amici). Basta vedere la folle ed inarrestabile cementificazione ancora in atto, per esempio.

p
pinoc 01 Jan 1970 @ 00:00

In che senso? Bugiardo? Di legno? O cosa?

M
Maurob 01 Jan 1970 @ 00:00

Sisi, come no. Non hai minimamente idea di quale si la struttura economica di un paese industrializzato. La Francia è il paese con più turismo estero al mondo eppure basa l'economia sull'industria, chissà come mai...

F
Firebrand81 01 Jan 1970 @ 00:00

Nel breve hanno tamponato la situazione facendo schizzare verso l'altro i prezzi dei loro prodotti, ma nel medio-lungo periodo non hanno un piano tecnologico presentabile. Le loro piattaforme mostrate finora sono obsolete e costose. Se continuano in questo modo, più si avanza verso la migrazione all'elettrico e più si troveranno con le spalle al muro.
Almeno ai piani alti qualcuno è conscio che sono il Titanic che va verso l'iceberg con scritto 2035, e hanno sparato un bel po' di soldi in Cina, puntando su uno dei cavalli rimasti, facendo esattamente come ha fatto 6 mesi fa Volkswagen con XPeng e SAIC.
Se questa strategia, scimmiottata da Volkswagen ("abbiamo lo stesso problema, facciamo anche noi così"), porterà a qualcosa di concreto, è presto per dirlo. Se dovesse fallire, da qui al 2035 Stellantis potrebbe seriamente trovarsi sull'orlo della bancarotta.

T
Tizio 01 Jan 1970 @ 00:00

Perfetta come nuova Panda elettrica.

F
Firebrand81 01 Jan 1970 @ 00:00

Io da anni vorrei solo comprarmi una LeapMotors T03 a 10k€ come fanno in Cina, e avrei risolto i miei problemi automobilistici per i prossimi 20 anni.

T
T. P. 01 Jan 1970 @ 00:00

fichissimo!!!
troppo per loro!!!
sembra più un prodotto Tesla, in effetti...

T
Tizio 01 Jan 1970 @ 00:00

Tiri via tutto, e lasci solo Leap Motors e Maserati (con tecnologia congiunta Leap/Maserati).
Sarebbe perfetto.

L
LuFranco78 01 Jan 1970 @ 00:00

la politica fa l'opposto di quello che penso io, per cui no di sicuro.
Le grandi industrie in Italia non hanno futuro perchè non sono sostenibili e non hanno mercato. Ripeto: dobbiamo puntare su altro tra cui le nostre eccellenze: il territorio, l'artigianato e l'industria del lusso. Cose che gli altri non ci possono copiare nè rubare

M
Maurob 01 Jan 1970 @ 00:00

La politica ti ha abbagliato. I soldi si fanno industrializzando e non si possono industrializzare i settori di cui parli.

T
T. P. 01 Jan 1970 @ 00:00

speriamo poi sviluppino qualcosa di serio in proprio!

T
Tony bresaola 01 Jan 1970 @ 00:00

1,5 miliardi per il 20%…
Il futuro è la Cina… partita chiusa anche in questo settore…

K
Kar Tar 01 Jan 1970 @ 00:00

Ovviamente i brevetti rimarranno in Cina un po' come fa l'America con i suoi chip

F
Firebrand81 01 Jan 1970 @ 00:00

Inizia così, e poi diventa che Stellantis fra 15 anni sarà ricordata solo come "ah, quella catena di concessionari dove puoi comprare le Leapmotors".

G
Ginomoscerino 01 Jan 1970 @ 00:00

i dati finanziari parlano...

S
Sparda 01 Jan 1970 @ 00:00

I bilanci parlano di utili record. Auguri a vederli fallire nel breve termine

H
Hankel 01 Jan 1970 @ 00:00

forse è un po' meno tragica di come la descrivi

f
fabio 01 Jan 1970 @ 00:00

E' un processo ciclico il passaggio da produttore a consumatore. Purtroppo siamo nati nel periodo "sbagliato", anche grazie a chi ha governato negli ultimi decenni, che ha pensato solo al rendiconto immediato, e soprattutto personale.

R
Robby 01 Jan 1970 @ 00:00

Fabbriche ferme dove producono la 500 elettriche ,no se le compra più nessuno, parchi pieni di auto invendute a prendere polvere! per non parlare della nuova 600 elettrica con un prezzo di partenza dir poco vergognoso , ne venderanno 2 in tutta Italia! dove previdi tu questi Record? mah

G
Ginomoscerino 01 Jan 1970 @ 00:00

finchè i bilanci restano positivi durano e se ora che ci sono poche vendite fanno record li vedrai a lungo

R
Robby 01 Jan 1970 @ 00:00

Quanto dureranno ancora quelli di Stellantis?

T
Tizio 01 Jan 1970 @ 00:00

Considerando le STLA Small e Medium conviene proprio prendere tecnologie da altri partner e lo sanno bene.

M
Markk 01 Jan 1970 @ 00:00

Le auto elettriche per come sono realizzate oggi sono intasate da spyware e backdoor governativi (illegali). Non vi ricordate dell'italiana Hacking Team che con il suo software, fra le tante cose, iniettava materiale p.edo nei device di persone prese di mira da governi? (Fonte:codice sorgente https://github.com/hackedteam/rcs-common/blob/master/lib/rcs-common/evidence/file.rb#L17)

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

Magari è una causa persa, l'economia, le risorse umane e la formazione tecnica cinesi sono già molto superiori a quelle europee. Possiamo al massimo specializzarci in alcuni settori strategici, come fa Taiwan con i semiconduttori

L
LuFranco78 01 Jan 1970 @ 00:00

Facendo altro debito per rincorrere la tecnologia con 10 anni di ritardo? Anche no. Quanti soldi possiamo investire noi per contrastare o pareggiare gli investimenti Cinesi o Americani?
Le Isole Samoa hanno solo il turismo ambientale, noi abbiamo oltre all'ambiente, la storia, la cultura e la religione.
Poi ovviamente noi abbiamo il nostro fantastico artigianato e l'industria del lusso che non morirà mai, ma credo che investire su tecnologie per prodotti di largo consumo sia uno spreco di risorse inutili. Non abbiamo gli strumenti, i mezzi e siamo in ritardo di 10 anni

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

E perché "chiuderemo baracca"? Geely non ha mica chiuso Volvo o Aston Martin, e Tata non ha chiuso Jaguar o Land Rover. Diventeremo una specie di Seat o di Dacia e continueremo a vendere auto, almeno formalmente, europee

P
Palux✔♛ 01 Jan 1970 @ 00:00

"le compreremo" perché studiarle dopo averle comprate e quindi migliorarle od altro...è un processo che non esiste? esiste da sempre. poi "basta" poter economicamente sostenere la cosa in occidente.

w
wcanarro 01 Jan 1970 @ 00:00

in pratica dovremmo diventare come le isole Samoa che vivono di turismo. No grazie. Magari iniziare a investire in tecnologie di ogni tipo sarebbe la soluzione

L
LuFranco78 01 Jan 1970 @ 00:00

siamo diventati i cinesi dei cinesi stessi
Per questo dico sempre che dobbiamo puntare fortemente su ambiente, territorio e cultura perchè in ambito industriale stiamo scomparendo e se vogliamo sopravvivere l'unica opportunità che abbiamo come Italia è di utilizzare la nostra cultura, il nostro territorio e la nostra storia visto che è unica e inimitabile.
Vendere prodotti di largo consumo non possiamo più farlo. E' una guerra impari.

J
Jotaro 01 Jan 1970 @ 00:00

E bravo pinoc...chio.

p
pinoc 01 Jan 1970 @ 00:00

Ed ecco la conferma dell'inversione: prima si portava la tecnologia in Cina per produrre a bassi costi e loro in qualche modo copiavano. Ora hanno in mano anche lo sviluppo tecnologico, non in tutti i campi ovviamente, ma di sicuro non porteranno le loro tecnologie in Europa per produrle.
Fintanto che ci sono i soldi le compreremo, quelle tecnologie, poi chiuderemo baracca.