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L'Italia vuole una gigafactory per produrre batterie delle auto elettriche

L'Italia ha sottoposto a Bruxelles un piano per accedere a circa 600 milioni di fondi europei

L'Italia vuole una gigafactory per produrre batterie delle auto elettriche
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Antonio Monaco
Antonio Monaco
Pubblicato il 11 giu 2021

L'Italia ha sottoposto lo scorso aprile a Bruxelles un piano per accedere a circa 600 milioni di fondi europei previsti dal Recovery Plan al fine di poter realizzare, entro il 2030, una "Gigafactory" da 37 GWh sul proprio territorio dedicata alla produzione di batterie, un’infrastruttura strategia per la mobilità elettrica, e capace di impiegare una forza lavoro di 500 persone. Il Governo italiano, tuttavia, punterebbe ad aumentare queste risorse fino a oltre un miliardo di euro.

Le intenzioni, secondo quanto riportato dalla Reuters, sarebbero quelli di istituire un grande partenariato pubblico-privato con una partecipazione detenuta dal gruppo Stellantis, che dovrebbe svolgere un ruolo di primo piano. Al vaglio, tuttavia, ci sarebbero anche altre opzioni e il progetto dovrà comunque ottenere l'autorizzazione della Commissione europea in relazione alla normativa sugli aiuti di Stato. 

Stellantis, società nata a inizio anno dalla fusione tra i gruppi PSA e Fiat Chrysler Automobiles, non ha rilasciato commenti in merito ma si sarebbe resa disponibile al progetto ed i suoi vertici avrebbero già incontrato più volte negli ultimi mesi il Ministro della Transizione Energetica, Roberto Cingolani. A uno di questi incontri avrebbe anche partecipato la dirigenza di ACC, la joint venture di PSA e TotalEnergies finalizzata proprio alla realizzazione di batterie per auto elettriche.

Stellantis, ricordiamo, ha attualmente due progetti gigafactory in Europa – a Douvrin, in Francia e a Kaiserslautern, in Germania – con investimenti complessivi di 5 miliardi di euro, ed ha già più volte confermato che a questi se ne aggiungeranno altri, sia in Europa sia negli Stati Uniti. Il prossimo 8 luglio, Stellantis terrà il suo primo "Electrification Day" dove potrebbe essere proprio affrontato il il tema della produzione delle batterie. 

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Commenti Regolamento
V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Melfi, Pomigliano che io sappia si rifornivano dall'Ilva.
Il collegamento al mare ce l'hanno ma importare acciaio da lontano non sta in piedi economicamente. Per ora lo importano e continueranno così fino ad esaurire il ciclo di vita dell'impianto industriale (10 anni?) ma nel lungo termine la vedo dura che si possano produrre oggetti metallici in quelle aree.

Secondo me è improbabile che Stellantis decida di fare un nuovo grande investimento in quella zona, infatti stanno allestendo una fabbrica di furgoni in Polonia e Germania, vicina a due acciaierie.

Cassino continuerà ad esistere perché si sta orientando su prodotti da piccoli numeri, molto premium. Ma proprio per quel motivo non giustificherebbe una grande produzione di batterie.

B
Braketheballs #PETALOSO 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma Cassino non è al sud, è ben collegata via mare e via terra, non ha mai avuto quel problema, quello che dici è riguarda più Melfi che Cassino ed Atessa

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Senza acciaierie nel sud è improbabile che tra 10 anni si produrranno ancora auto.

C
CiKappa 01 Jan 1970 @ 00:00

Io ho terminato una call che mi ha permesso di migliorare le mie skills, ma a breve dovrò streammare un videocorso per una case history aziendale con il mio team...che vomito XD

d
deepdark 01 Jan 1970 @ 00:00

Capirai, lo 0.qualcosa della produzione nazionale.

Q
Qubit ❌Not ᵛᵉʳᶦᶠᶦᵉᵈ 01 Jan 1970 @ 00:00

Non sono d'accordo.
Credo che la tua sia pigrizia culturale, a te non cambia nulla e ti lamenti nonostante puoi continuare a chiamarla Fabbrica di batterie.

Q
Qubit ❌Not ᵛᵉʳᶦᶠᶦᵉᵈ 01 Jan 1970 @ 00:00

Si, anche pizza.

Q
Qubit ❌Not ᵛᵉʳᶦᶠᶦᵉᵈ 01 Jan 1970 @ 00:00

Credo che Gigafactory sia piu semplice di Fabbrica di batterie.

i
il Gorilla con gli Occhiali 01 Jan 1970 @ 00:00

E qui sbagli.

R
Ratchet 01 Jan 1970 @ 00:00

Quindi queste fabbriche producono giga?

A
Andrea 01 Jan 1970 @ 00:00

Non immediato siccome Ducato sta andando forte in Turchia… ma nel futuro prossimo sicuramente chiude qui come negli altri stabilimenti “inutili all’elettrico”…

L
Luca Lindholm 🌹 01 Jan 1970 @ 00:00

Capisco... sembra un taglio forte in vista, in effetti.

:|

A
Andrea 01 Jan 1970 @ 00:00

Nel mio caso specifico, lo stabilimento produce solo ed esclusivamente cambi (jeep e ducato).
Come era logico, col futuro elettrico bisognava “evolversi”.
Da quando si parlava di fusione, tutto interrotto è lasciato a morire.
Ora si stanno facendo dei tagli ovunque… dal personale ai macchinari…
Zero investimento dai big Stellantis in questi stabilimenti…

L
Luca Lindholm 🌹 01 Jan 1970 @ 00:00

Interessante... può spiegare meglio?

La ringrazio.

A
Andrea 01 Jan 1970 @ 00:00

E intanto, oggi sulla bacheca al caffè hanno messo il comunicato che nei prossimi mesi si valuterà il futuro di molti stabilimenti italiani…
Quest’anno abbiamo fatto 2 settimane di cassa oggi mese quando andava bene… ma nessuno ne ha parlato… solo stabilimenti di carrozzeria fanno notizia, ma per tutti gli altri di “officina” non frega nulla.

L
Luke 01 Jan 1970 @ 00:00

Certo, le tasse che però sono una percentuale del profitto e non tutto il profitto ovviamente. Quindi non si riesce a recuperare tutto l'investimento fatto. Questo se l'azienda paga le tasse nella nazione da cui ha ricevuto l'incentivo, ma sappiamo benissimo che spesso pagano le tasse nei paradisi fiscali e quindi lo stato che ha investito non rivedere nemmeno un euro.

G
Giorgio Cremaschi 01 Jan 1970 @ 00:00

Appunto che ti dicevo che è intraducibile.

L
Luke 01 Jan 1970 @ 00:00

Per fortuna che ha studiato economia e storia sui numeri de La Stampa. Immagino che li avrà anche letti tutti.
Le politiche liberiste sono proprio quelle che hanno dato maggiori aiuti statali alle aziende private e fatto tagli nel settore pubblico e purtroppo si sta andando avanti in questa direzione. Invece di investire in campi di pubblica utilità (istruzione, sanità, ricerca, trasporti pubblici, infrastrutture pubbliche) si gettano soldi in imprese private che poi, ovviamente, si tengono i profitti prodotti con gli investimenti dei cittadini che pagano le tasse.
Io da cittadino voglio pagare le tasse per avere in cambio dei servizi, non per foraggiare la multinazionale di turno.

L
Luca Lindholm 🌹 01 Jan 1970 @ 00:00

Beh, ci sono le tasse.

O meglio... ci sarebbero le tasse... siamo in Italia.

L
Luca Lindholm 🌹 01 Jan 1970 @ 00:00

Ehm... no.

Ma proprio no.

L
Luca Lindholm 🌹 01 Jan 1970 @ 00:00

Eh, Lei non mi sembra abbastanza resiliente... trovi un job che la triggeri di più, oppure fondi una startup oppure ancora diventi un freelance...

L
Luca Lindholm 🌹 01 Jan 1970 @ 00:00

Su Reddit, qualche settimana fa, un utente sfatò tutti i miti che in Italia non fosse possibile fare impresa, avviandone una con nemmeno 3000€, con procedure standard già previste pure dagli altri paesi.

L'Italia è una Repubblica fondata sul luogo comune, punto.

L
Luke 01 Jan 1970 @ 00:00

Nessun incentivo ad aziende private può avere introiti maggiori dell'incentivo, perché i profitti vanno all'azienda privata. È solo per questo che secondo me non vanno dati incentivi di questo tipo, non è una questione di principio, ma solamente pratica.

L
Luca Lindholm 🌹 01 Jan 1970 @ 00:00

Ah sì?

Strano... eppure mi pareva che il debito pubblico fosse aumentato esponenzialmente, in rapporto al PIL, a partire dal 1980 sia in Italia che negli USA (e anche in altri paesi, in misura minore) PROPRIO per le politiche liberiste di Reagan/Craxi ("Reaganomics") e a seguito della terribile seconda crisi petrolifera del 1979-'80!

Cosa c'entri lo statalismo, lo sa solo lei e molti italiani che continuate a cianciare senza nemmeno aver letto un libro di storia!

Dia retta a me, si vada a leggere tutti i numeri de La Stampa del Novecento: le si aprirà un mondo.
L'intero archivio di tale giornale si trova online: 150 anni di storia, giorno per giorno, completamente gratuito.

l
lucas 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma infatti bisognerebbe finanziare lo sviluppo di batterie che non rischiedano certi materiali. Probabilmente batterie inferiori, su cui non conviene investire in ricerca a paesi come la Cina, ma che prodotte in europa avrebbero un loro perchè.

l
lucas 01 Jan 1970 @ 00:00

Orpo! preparo subito una negriera!

l
lucas 01 Jan 1970 @ 00:00

Pagamento ''aereo'' o ''etereo'' a me suona bene.... ci vorrebbe D'annunzio...
Senza contare che può essere abbreviato: Paga 'Eter'? Paga 'aero'?

M
Massimo 01 Jan 1970 @ 00:00

l'italiano non piace lavorare..
se vai in giro nei paesi dove l'economia va bene vedi che è pieno di giovani a lavorare..
qua a 40anni sei ancora giovane.. e ti devi ancora godere la vita e non la puoi sprecare lavorando..

l
lucas 01 Jan 1970 @ 00:00

Gli han detto che c'è la promozione coi Giga...

l
lucas 01 Jan 1970 @ 00:00

Il problema è che manca la cultura dell'impresa temo. Inoltre c'è molta più gente allergica a responsabilità e disciplina che vive meglio da impiegata, nonostante abbia un percorso di studi brillante.
Poi c'è anche tutto il resto.

L
Luca Lindholm 🌹 01 Jan 1970 @ 00:00

Il punto è che non dovevano essere chiuse quelle già costruite...

B
Braketheballs #PETALOSO 01 Jan 1970 @ 00:00

ottimo sarebbe farla sorgere nel triangolo Cassino - Atessa - Pomigliano, in modo da integrarsi bene con fabbriche e indotto FCA della zona, dato che in Piemonte mi pare già ne dovrebbe sorgere un’altra.

L
Luca Lindholm 🌹 01 Jan 1970 @ 00:00

Parliamone.

Andiamo a vedere le modifiche alle aliquote fiscali...

- IRPEF: max 72% (fino al 1988) -> max 43% (dal 2005)
- IRES/IRPEG: 52% (fino al 1997) -> 24% (dal 2016)
- flat-tax di soli 100k € annui per patrimoni anche miliardari dall'estero
- IRAP regionale al 2-3%
- Cuneo fiscale al 40% circa, come in molti altri paesi occidentali (In Francia addirittura al 60%)

...diceva?

S
Simone 01 Jan 1970 @ 00:00

prossima generazione europa ha senso?

B
BlackLagoon 01 Jan 1970 @ 00:00

*nuculiari si dice, gnurant!

L
Luke 01 Jan 1970 @ 00:00

Certo, ma è il mercato che si deve adattare. Non devono essere gli stati (cioè i cittadini con i soldi delle tasse) a pagare le aziende. Se vogliono incentivare il passaggio all'elettrico dovrebbero finanziare la ricerca universitaria nel settore e dare detrazioni a chi acquista auto elettriche (questo in Italia già viene fatto), non dare soldi ad aziende private che fanno solo i propri interessi.

B
BlackLagoon 01 Jan 1970 @ 00:00

Il linguaggio serve per comunicare. Farlo nella maniera più efficiente ed efficace possibile, raggiungendo quante più persone possibile, è lo scopo ultimo. L'inglese è la lingua de-facto del mondo oramai.

Poi, che dietro ogni idioma ci sia una storia e, perché no, anche dell'arte, è un altro discorso.

L
Luke 01 Jan 1970 @ 00:00

Sono 70 anni che gli stati vanno avanti con questa politica dell'investire soldi pubblici in aziende private per creare posti di lavoro e guarda a cosa ha portato: aumento esponenziale del debito pubblico. Quei soldi non verranno mai recuperati da quell'investimeno. Lo stato li recupererà dalle tasse di tutte le altre aziende e dei cittadini.
Gli investimenti di uno stato dovrebbero limitarsi alle cose di pubblica utilità (salute, istruzione, ricerca, trasporti...).
Se proprio volessero investire nel settore delle batterie potrebbero finanziare la ricerca nelle università.

B
BlackLagoon 01 Jan 1970 @ 00:00

E io che credevo fossimo già il Congo d'Europa da diversi anni

D
Davide 01 Jan 1970 @ 00:00

Gigafactory è un nome commerciale. Usarlo come nome comune è alla stregua di aprire un supermercato e dire "ho aperto un esselunga", quando invece è un negozio privato normale

G
Gennaro Di Sarno 01 Jan 1970 @ 00:00

Ci volgiono anni per realizzare impianti del genere

G
Giorgio Cremaschi 01 Jan 1970 @ 00:00

Next è piano e Generation è ripresa?

S
Simone 01 Jan 1970 @ 00:00

piano di ripresa europeo

i
il Gorilla con gli Occhiali 01 Jan 1970 @ 00:00

L'Italia sta ritornando a dominare.

S
Simone 01 Jan 1970 @ 00:00

ma allora anche pasta.."farina di diversa estrazione lavorato in forme diverse"

S
Simone 01 Jan 1970 @ 00:00

"appoggio la carta"..sai che fatica, però suona male.
L'inglese ti riempie la bocca e ti fa bello alle orecchie dell'altro

S
Simone 01 Jan 1970 @ 00:00

e perchè? Perchè ti fa pensare a un lavoro poco gratificante?

S
Stefano T. 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma "gigafactory" non è la traduzione inglese di fabbrica di batterie. Per esempio è più comodo dire "contactless" che l'equivalente in Italiano perchè in una parola hai riassunto tutto. Ma gigafactory non è una traduzione, è solo un termine di marketing.

G
Giorgio Cremaschi 01 Jan 1970 @ 00:00

Intendevo per altro.

G
Giorgio Cremaschi 01 Jan 1970 @ 00:00

Succede tutto nel 2030.
Non so il motivo.

L
LeoX 01 Jan 1970 @ 00:00

Guarda che di Terre Rare non ne abbiamo in Ita bro.

G
Giorgio Cremaschi 01 Jan 1970 @ 00:00

Il nome non mi piace

L
LeoX 01 Jan 1970 @ 00:00

Azz 2030? Con scioltezza proprio.

G
Giorgio Cremaschi 01 Jan 1970 @ 00:00

Non trattare male il Congo.
Ora tocca all'Italia essere il Congo.

S
Simone 01 Jan 1970 @ 00:00

andrebbe fiero uguale anche da spazzino

G
Giorgio Cremaschi 01 Jan 1970 @ 00:00

In Europa è pieno così.

G
Giorgio Cremaschi 01 Jan 1970 @ 00:00

Traducimi Next Generation EU
Mica facile.

t
tupamaro 01 Jan 1970 @ 00:00

ehh sai...se riescono a infilarci due o tre inglesismi perfettamente inutili in ogni singola frase provano degli orgasmi multipli...

G
Giorgio Cremaschi 01 Jan 1970 @ 00:00

Il mio papà fa l'operatore ecologico.
Ne va molto fiero.

S
Simone 01 Jan 1970 @ 00:00

è lo stesso discorso di contactless, lockdown ecc...di fatto è che dirlo in inglese fa più figo. L'80% delle persone pronuncia parole in inglese che non sa neanche scrivere perchè non ha mai studiato inglese.
Un gradino sotto questo discorso c'è l'aver cambiato il nominativo di alcuni lavori tipo "bidello" ora "operatore scolastico, "spazzino" ora "operatore ecologico", "inserviente" ora "operatore socio sanitario", "maestra" ora "insegnante scuola primaria" ecc..
Secondo alcuni c'era discriminazione e razzismo verso alcune tipologie di lavoro e di fatto averne cambiato il nome ha palesemente discriminato questi lavori.

L
LeoX 01 Jan 1970 @ 00:00

Perché "pane di forma rotonda cotto al forno con condimento sopra" è troppo mainstream

c
carlo 01 Jan 1970 @ 00:00

pizza ??

D
DarkSide 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma è già in progetto a Ivrea nell'ex area Olivetti 🧐

J
Jhon Fred O'Caan 01 Jan 1970 @ 00:00

Tutto vero, il problema è che gigafactory non aggiunge nessuna comodità di pronuncia o velocità rispetto "fabbrica di batterie". Non è come Scottex > carta da cucina oppue Shuko > pesa elettrica tedesca o Schutzkontakt e così via.

Q
Qubit ❌Not ᵛᵉʳᶦᶠᶦᵉᵈ 01 Jan 1970 @ 00:00

No. il brand recall è una pratica che per il consumatore “generalmente è un neologismo più semplice ed associativo” e di pregio per l’azienda che ne ha dato importanza e notorietà.
Altrimenti non esisterebbe shuko, scottex, pizza, Moka… (posso farti mille esempi).
Quando sento si sti commenti non posso dire nemmeno “nemmeno nel secolo scorso” perché è un processo sempre accaduto.

P
Paolo Giulio 01 Jan 1970 @ 00:00

Da imprenditore, a meno che non ci siano (come ovvio sarà) enormi interessi politici e "aiuti", fare impresa in itaGlia è IMPOSSIBILE.
Troppa burocrazia e costo del lavoro ingestibile...

t
tupamaro 01 Jan 1970 @ 00:00

Gigafactory ??
Ma come casso parlate ??

d
deepdark 01 Jan 1970 @ 00:00

Nel frattempo che costruisci le tue centrali nucleari siamo finiti sott'acqua da un pezzo. Poi mi spieghi dove troviamo 10-20 miliardi di euro per costruire UNA centrale eh! E mi spieghi anche dove troviamo i soldi per smantellarla.

T
T. P. 01 Jan 1970 @ 00:00

su wikipedia riporta lunapark e su youtube c'è un breve video in cui lo dice...

anche io ricordavo casinò ma forse è usata in un episodio non citato... :(
o forse è frutto di un cambio di traduzione! :(

J
Jhon Fred O'Caan 01 Jan 1970 @ 00:00

Nì, in linea teorica sì, ma è l'UE che sta obbligando la transizione verso l'elettrico.

S
Stefano T. 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi stanno venendo due gigapa**e così a sentire questo termine usato a sproposito

R
R4gerino 01 Jan 1970 @ 00:00

'Fabbrica' fa tanto schifo come termine?

L
Luke 01 Jan 1970 @ 00:00

Non capisco per quale motivo un'azienda privata come Stellantis debba prendere fondi europei per costruire una fabbrica. Non possono usare i propri soldi visto che poi si terranno i profitti dell'investimento?

S
Super Rich Vintage 01 Jan 1970 @ 00:00

Esiste già in Germania esiste Vulkangruppe che ha dato fuoco alla rete elettrica della Gigafactory Tesla.

G
Ginomoscerino 01 Jan 1970 @ 00:00

tra quanto nascerà un movimento no Gigafactory?
per fare compagnia ai no TAV e ai no ILVA e ai no nucleare e ai no [aggiungi ciò che ti pare]

G
Giorgio 01 Jan 1970 @ 00:00

Aspettiamo le batterie al grafene nell'anno duemila settordici così poi sbanchiamo 🤙🏻

G
Giulk since 71' Reload 01 Jan 1970 @ 00:00

Si ma con calma, che fretta c'é?

B
BlackLagoon 01 Jan 1970 @ 00:00

perché? E' così comodo andare a fare la spesa al discount lì nel Congo.

A
Anto.b93 01 Jan 1970 @ 00:00

*casinò

l
lucas 01 Jan 1970 @ 00:00

Sarebbe bello se anche le materie prime venissero dall'Europa...

R
Raffaele Iunco 01 Jan 1970 @ 00:00

Ahahahahahahhaaahahahahhahahahh il grande Bender !!!!!

T
T. P. 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi costruirò un enorme luna park tutto mio con blackjack e squillo di lusso!
Anzi, senza il luna park...
[cit.]
https://www.youtube.com/watch?v=-AIER0ASu5s