Scatta la corsa al pieno nei distributori Eni: code e carburante esaurito
L'entrata in vigore del tetto massimo a 1,99 euro per la benzina e 2,19 euro per il diesel ha scatenato l'assalto alle stazioni di servizio del marchio in tutta Italia.
L’introduzione del tetto ai prezzi dei carburanti da parte di Eni ed Enilive ha generato – come era prevedibile – un’immediata corsa al rifornimento nelle stazioni di servizio su tutto il territorio nazionale. A partire dalle ore 8:00 di lunedì 28 settembre, la decisione della compagnia di fissare un prezzo massimo di 1,99 euro al litro per la benzina e di 2,19 euro al litro per il gasolio self ha spinto migliaia di automobilisti ad affollare gli impianti per usufruire di un risparmio medio stimato in circa 17 centesimi al litro rispetto ai listini di mercato. L’elevata domanda concentrata in poche ore ha provocato code ai distributori e un rapido esaurimento delle scorte in diverse città italiane.
Pompe a secco a Napoli e Trento
L’impatto della misura è apparso evidente in maniera trasversale in tutto il Paese, da nord a sud. A Napoli, la corsa alle pompe è scattata all’alba. Nella stazione Eni di via Cristoforo Colombo, vicino all’incrocio con via Marina, l’impianto ha erogato oltre 2.000 litri di benzina in appena tre ore e mezza. Il gestore si è visto costretto ad affiggere gli appositi cartelli con la scritta “esaurito”, sottolineando come un afflusso così imponente non si registrasse dai tempi dei grandi scioperi di categoria. Code ed attese analoghe si sono verificate anche nei distributori collocati nelle aree periferiche del capoluogo campano.
Una dinamica del tutto simile ha interessato la città di Trento, dove la richiesta eccezionale di carburante ha determinato il blocco di alcuni impianti a metà mattinata. Presso la stazione Eni di viale Verona, intorno alle 10:00 la benzina risultava completamente terminata, costringendo i clienti a spostarsi verso il distributore della tangenziale o verso altre stazioni. La situazione si è risolta grazie all’arrivo di un’autobotte per il riempimento dei serbatoi dell’impianto.
Code a Brescia e Bologna
Afflussi sostenuti e lunghe file si sono registrati anche in Lombardia e in particolare in provincia di Brescia, dove diverse stazioni Eni hanno visto incolonnate numerose vetture in attesa della propria svolta. Sono diverse le macchine in fila anche presso i distributori Eni a Bologna, ma non si registrano finora problemi di esaurimento delle scorte.
La situazione a Milano e Roma
Nelle grandi metropoli come Milano e Roma la situazione è rimasta complessivamente più fluida, dato che non si è registrato il “tutto esaurito”. In diversi quartieri, comunque, gli automobilisti hanno atteso in coda fin dalle prime ore del mattino per fare il pieno a prezzo agevolato.
Price cap anche per IP e trattative con Q8
Non solo Eni. Anche IP (Italiana Petroli), marchio di proprietà di Sogar che gestisce 4.575 stazioni in Italia, ha annunciato a partire da oggi l’applicazione del tetto massimo di prezzo, che è prevista progressivamente a partire dalla rete a proprio marchio. Socar ha inoltre annunciato che valuterà le modalità per estendere l’iniziativa alle stazioni a marchio Esso e agli altri operatori che si riforniscono attraverso IP.
La strategia di Palazzo Chigi punta ora a Q8. Se la compagnia kuwaitiana, che possiede quasi tremila impianti nel nostro Paese, aderisse all’iniziativa, oltre la metà dei distributori italiani avrebbero un prezzo calmierato. L’obiettivo del governo è trasformare la scelta di un singolo operatore in un effetto a catena, capace di alleggerire la situazione dei rincari sui prezzi dei carburanti.