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Gasolio, scattano le accise mobili: taglio di 4,9 centesimi fino al 7 novembre

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che riduce il prezzo del gasolio di 4,9 centesimi al litro grazie all'extragettito Iva.

Gasolio, scattano le accise mobili: taglio di 4,9 centesimi fino al 7 novembre
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Andrea Tomelleri
Andrea Tomelleri
Pubblicato il 28 ott 2026

Il Governo ha approvato il ripristino del taglio delle accise sul gasolio da autotrazione per un periodo temporaneo di undici giorni, a partire dal 28 ottobre al 7 novembre 2026. Il decreto interministeriale, firmato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e dal ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale con l’obiettivo di ridurre i prezzi alla pompa. La misura ridetermina l’aliquota di accisa sul diesel nella misura di 632,90 euro per mille litri. L’intervento del governo è stato considerato necessario nonostante le iniziative di limitazione del prezzo attuate dalle singole compagnie.

A quanto ammonta lo sconto sul gasolio

L’intervento stabilisce una riduzione delle accise pari a 4 centesimi al litro che, considerando l’Imposta sul Valore Aggiunto (Iva), si traducono in uno sconto effettivo alla pompa di circa 4,9 centesimi al litro (4,88 centesimi). Il testo del provvedimento chiarisce la ratio normativa: “Al fine di compensare le maggiori entrate dell’imposta sul valore aggiunto rispetto all’ultima previsione, derivanti dall’aumento del prezzo internazionale, espresso in euro, del petrolio greggio, per il periodo dal 28 ottobre 2026 al 7 novembre 2026, l’aliquota di accisa sugli oli da gas o gasolio è rideterminata nella misura di 632,90 euro per mille litri“.

La copertura finanziaria

Per finanziare la misura sono stati stanziati 38,7 milioni di euro. La copertura è garantita da quota parte del maggior gettito Iva incassato a settembre (circa 170 milioni), attivando il meccanismo dell’accisa mobile. Alla scadenza del 7 novembre, l’esecutivo potrà valutare una proroga sulla base dei dati dell’extragettito Iva di ottobre. L’intervento giunge a oltre tre settimane dalla scadenza del precedente sconto del 6 ottobre, all’interno di un piano di tagli  che da marzo è costato allo Stato circa 2,7 miliardi di euro.

La rilevazione dei prezzi

Secondo i dati dell’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), il prezzo medio della benzina ‘self service’ si attesta a 2,015 euro al litro sulla rete ordinaria, mentre il gasolio registra 2,261 euro al litro. In autostrada i prezzi salgono a 2,041 euro per la verde e 2,304 euro per il diesel.

In parallelo, Eni ha prorogato il proprio ‘price cap’ fino al 31 dicembre 2026, riducendo il tetto sul gasolio a circa 2,20 euro al litro e mantenendo la benzina a 1,99 euro. Anche Q8 ha confermato il calmiere fino a fine anno.

La presa di posizione del Codacons

La misura è stata accolta da critiche severe da parte del Codacons. L’associazione dei consumatori ha dichiarato:

Col nuovo taglio delle accise disposto oggi dal governo il risparmio su un pieno di gasolio sarà di appena 2,44 euro. Si tratta di un mini-taglio tardivo, visto che la misura era attesa dallo scorso 6 ottobre, quando è scaduto il precedente sconto fiscale, e assolutamente insufficiente considerati i prezzi dei carburanti alla pompa ancora a livelli elevatissimi.

L’associazione ha poi aggiunto:

Una elemosina che non risolverà l’emergenza caro-carburanti, anche perché il taglio interesserà solo il gasolio, mentre resta esclusa la benzina nonostante i prezzi alla pompa si mantengano per la verde abbondantemente sopra i 2 euro al litro. Si doveva e si poteva fare di più, sia perché gli automobilisti non possono contare solo sulle iniziative private dei marchi petroliferi che hanno avviato sconti e price cap, sia perché il caro-carburanti sta provocando effetti a cascata sui prezzi al dettaglio danneggiando doppiamente le famiglie.

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