Cerca

Carburanti, anche IP abbassa i prezzi: quanto si risparmia con il price cap

Eni e IP introducono un limite ai prezzi di benzina e diesel. Coinvolti potenzialmente fino a 8.500 punti vendita, ma restano gli interrogativi su concorrenza e disponibilità

Carburanti, anche IP abbassa i prezzi: quanto si risparmia con il price cap
Vai ai commenti
Redazione
Redazione
Pubblicato il 28 set 2026

Da oggi Eni e IP introducono un limite ai prezzi di benzina e diesel, con un risparmio stimato di circa 17 centesimi al litro sulla rete Eni. Il caro carburanti spinge i principali operatori a intervenire sui prezzi alla pompa con un tetto massimo sulla rete di distribuzione: dopo l’inziativa di Eni anche IP, controllata dal gruppo energetico azero Socar, ha infatti avviato un’iniziativa analoga. Una doppia mossa che amplia le possibilità di risparmio per gli automobilisti e riporta al centro dell’attenzione il costo dei rifornimenti per famiglie e imprese.

Per Eni il limite è fissato a 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio, con validità iniziale di 30 giorni e possibilità di proroga fino al 31 dicembre, in funzione dell’andamento del mercato e degli approvvigionamenti. Il meccanismo riguarda sia il self service sia il servito. Per IP, invece, l’applicazione del tetto è prevista progressivamente a partire dalla rete a proprio marchio. Socar ha inoltre annunciato che valuterà le modalità per estendere l’iniziativa alle stazioni a marchio Esso e agli altri operatori che si riforniscono attraverso IP.

Benzina e diesel, quanto si risparmia

L’intervento arriva in una fase di forte pressione sui prezzi dei carburanti. A incidere è anche la riduzione dello sconto sulle accise del gasolio, scattata il 26 settembre e passata da 12 a 6 centesimi al litro, considerando anche l’IVA. Secondo i dati dell’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy riportati il 27 settembre, il prezzo medio self service sulla rete stradale nazionale era pari a 2,159 euro al litro per la benzina e 2,377 euro per il diesel. In autostrada, le medie raggiungevano rispettivamente 2,254 e 2,459 euro al litro.

Rispetto ai livelli medi rilevati sulla rete stradale, il tetto Eni determina quindi una riduzione indicativa di circa 17 centesimi al litro per entrambi i carburanti. Le ricadute economiche cambiano in base ai consumi e alla frequenza dei rifornimenti. Secondo le stime del Centro Studi Unimpresa, una famiglia con due automobili potrebbe risparmiare fino a 80 euro al mese. Per le piccole imprese che utilizzano furgoni e veicoli commerciali leggeri, il beneficio è stimato tra 12 e 37 euro settimanali per veicolo, al netto dell’IVA.

Le stime per privati e flotte aziendali

Un pieno settimanale da 50 litri consente, secondo le elaborazioni di Unimpresa, di risparmiare circa 8,45 euro per un’automobile a benzina e 9,35 euro per una diesel. Considerando i primi 30 giorni di applicazione, il vantaggio stimato è compreso tra 36 e 40 euro per automobile. Nel caso di una proroga fino al 31 dicembre, il risparmio potrebbe salire a circa 115-127 euro per veicolo, mantenendo invariati i consumi e le condizioni di prezzo considerate nella stima.

L’effetto può essere più consistente per le attività professionali che dipendono quotidianamente dai rifornimenti. Un artigiano con un furgone e consumi di 80 litri alla settimana potrebbe risparmiare circa 12,26 euro settimanali, al netto dell’IVA. Per un’attività commerciale o di distribuzione locale con consumi di 120 litri, il risparmio stimato sale a 18,39 euro, mentre per un corriere dell’ultimo miglio che utilizza 240 litri settimanali raggiunge 36,79 euro.

Per una flotta di dieci furgoni, il beneficio potenziale è di circa 245 euro a settimana e può superare i 3.300 euro nell’ipotesi di prosecuzione della misura fino alla fine dell’anno. Si tratta di stime, non certo di risparmi garantiti: il risultato effettivo dipenderà dai prezzi applicati nei singoli impianti, dai volumi acquistati e dalla durata del provvedimento.

Fino a 8.500 distributori interessati

L’estensione del price cap alla rete IP modifica il quadro della distribuzione rispetto alla sola iniziativa Eni. La compagnia guidata dal gruppo Eni dispone di 3.847 stazioni di servizio in Italia, con vendite medie retail indicate in circa 600 milioni di litri al mese. Ai quasi 4.000 punti vendita Eni ed Enilive si aggiungono i circa 4.500 impianti IP. Secondo le stime riportate da Adnkronos, il perimetro potenzialmente interessato dalle due iniziative arriva così a circa 8.500 distributori, pari a quasi il 39% dei circa 22.000 impianti presenti in Italia. La copertura effettiva dipenderà tuttavia dalle modalità di applicazione del provvedimento IP e dall’eventuale coinvolgimento delle reti Esso e degli altri operatori collegati alla sua filiera.

Effetti sulla concorrenza

La riduzione dei prezzi è accompagnata dalle preoccupazioni delle associazioni di categoria per le possibili conseguenze sul mercato. La Figisc-Confcommercio ha evidenziato il rischio che una misura di questa portata alteri gli equilibri della distribuzione, mettendo in difficoltà gli operatori che non dispongono di condizioni analoghe per contenere i prezzi.

Il confronto riguarda anche la sostenibilità economica dei gestori e la capacità delle reti di garantire la disponibilità del prodotto in caso di aumento della domanda. Prezzi sensibilmente più bassi potrebbero infatti concentrare i rifornimenti su un numero limitato di impianti, con possibili criticità per le scorte e la logistica.

A questo proposito viene richiamato il precedente francese di TotalEnergies, che ha introdotto un tetto ai prezzi poi prorogato più volte. La misura ha suscitato contestazioni da parte dei gestori indipendenti, che hanno presentato un esposto all’autorità antitrust francese, e in alcune stazioni la forte domanda ha contribuito a creare difficoltà nelle disponibilità di carburante.

La sfida dei prossimi mesi

L’intervento di Eni e l’iniziativa annunciata da IP aprono una nuova fase per il mercato italiano dei carburanti. Per gli automobilisti, il tetto rappresenta un’opportunità di contenere il costo dei rifornimenti in un periodo caratterizzato da prezzi elevati. Per le imprese che utilizzano veicoli commerciali, anche una riduzione limitata del prezzo al litro può tradursi in un risparmio significativo su base mensile. Il punto centrale sarà capire se il price cap resterà un intervento temporaneo oppure se potrà incidere più a lungo sugli equilibri della distribuzione, in un mercato dove il costo del carburante continua a pesare tanto sui bilanci familiari quanto su quelli delle attività professionali.

Commenti Regolamento