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Castle Tour 2026: un viaggio nella storia con Automobile Club Roma

Ventotto equipaggi a bordo di vetture d’epoca hanno attraversato la Tuscia nel primo itinerario organizzato dall’Automobile Club Roma. Un viaggio tra collezionismo, cultura e valorizzazione del territorio, da Bracciano a Santa Severa.

Castle Tour 2026: un viaggio nella storia con Automobile Club Roma
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Redazione
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Pubblicato il 27 set 2026

Non solo raduni e concorsi di eleganza. Il motorismo storico può diventare anche uno strumento per raccontare un territorio, mettendo in relazione le automobili con luoghi, storia e cultura. È questa la formula scelta dall’Automobile Club Roma per la prima edizione del Castle Tour, andata in scena attraverso alcuni dei luoghi storici più significativi del Lazio. Ventotto equipaggi hanno partecipato a un itinerario che ha attraversato borghi, laghi, castelli e dimore storiche, accompagnando un patrimonio automobilistico altrettanto significativo. Le vetture, infatti, hanno rappresentato diverse epoche dell’automobilismo, dagli anni Trenta agli anni Ottanta, trasformando il tour in una sorta di viaggio nella storia dell’auto.

Dalla Tuscia al mare

La partenza è avvenuta a Bracciano, con l’esposizione delle vetture davanti al Castello Orsini-Odescalchi. Dopo la visita alla dimora storica e una sosta sulle sponde del Lago di Vico, la carovana ha raggiunto Vignanello, dove gli equipaggi hanno visitato il Castello Ruspoli e il suo giardino rinascimentale. La prima giornata si è conclusa a Civita Castellana. Domenica il percorso è proseguito attraverso i paesaggi della Tuscia fino alla costa, con arrivo al Castello di Santa Severa, dove si sono svolte la visita guidata e la cerimonia conclusiva. Una formula permette di unire la cultura automobilistica con il patrimonio storico e paesaggistico regionale.

Un parco auto attraverso cinquant’anni di storia

A rendere particolarmente interessante il Castle Tour è stata anche la selezione delle vetture. Tra gli esemplari presenti figuravano alcune automobili rare e fortemente rappresentative della storia dell’automobile italiana e internazionale. Dalla Fiat 508 Spyder del 1934, legata anche alla storia della Capitale come vettura di servizio degli esattori comunali, alla Lancia Artena Viotti dello stesso anno. Dagli anni Cinquanta arrivavano invece la Jaguar XK120 FHC, la Cisitalia Berlinetta, la Lancia Aurelia B52 Cabrio Farina, la Fiat Topolino e la Fiat 1100/103D. Tra le vetture più riconoscibili anche la Lancia Aurelia B24 Convertibile del 1958, diventata un’icona del cinema italiano grazie a Il sorpasso di Dino Risi, e l’Alfa Romeo Giulia Spider del 1963.

Il valore del motorismo storico

Secondo i dati dello studio “Il motorismo storico nel Lazio”, curato dalla Fondazione Filippo Caracciolo, nella sola Capitale si contano circa 189.500 auto storiche, per un valore complessivo indicato in 7,4 miliardi di euro. A livello regionale il parco supera invece le 415.000 unità, mentre la spesa annuale legata a eventi, raduni e manifestazioni viene stimata in circa 174 milioni di euro. Numeri che aiutano a comprendere come il motorismo storico coinvolga una filiera più ampia del semplice collezionismo: dagli eventi al turismo, dalla ricettività alle professionalità specializzate nel restauro e nella conservazione delle vetture.

È proprio su questa dimensione che l’Automobile Club Roma intende costruire il futuro del Castle Tour. L’obiettivo dichiarato è infatti trasformare l’iniziativa in un appuntamento stabile, modificando ogni anno il percorso e coinvolgendo progressivamente altri Automobile Club. La prima edizione ha quindi tracciato una strada che ACI Roma punta a proseguire nei prossimi anni, con nuovi itinerari e nuove dimore storiche da inserire in un percorso di valorizzazione del patrimonio regionale. La Regione Lazio ha infatti istituito nel 2017 la Rete delle Dimore Storiche, che secondo i dati riportati dall’Automobile Club Roma è passata dai 97 beni inizialmente accreditati agli attuali 213 complessi monumentali. Il Castle Tour punterà così a creare un collegamento tra due patrimoni: quello rappresentato dalle automobili storiche e quello costituito da castelli, ville, palazzi e giardini. Una prospettiva che potrebbe diventare il vero elemento distintivo della manifestazione: non semplicemente portare le auto d’epoca in luoghi prestigiosi, ma utilizzare il viaggio e la passione automobilistica come occasione per scoprire luoghi suggestivi e, allo stesso tempo, mantenere viva la cultura del veicolo storico.

 

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