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Blocco sulla Milano-Meda, espulso dall’Italia il trapper 351 Bratan dopo la bravata

Non è rimasta impunita l’azione che ha messo a repentaglio la sicurezza degli automobilisti in transito sulla Milano Meda lo scorso 18 settembre.

Blocco sulla Milano-Meda, espulso dall’Italia il trapper 351 Bratan dopo la bravata
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Davide Russo
Davide Russo
Pubblicato il 28 set 2026

La città meneghina, sulla SS35 tra Milano e Meda, era rimasta paralizzata per diversi minuti a causa di un video musicale non autorizzato. Con tanto di riprese aeree per mostrare il traffico creato volutamente in una fase cruciale del giorno, Nicolae Novacenco in arte 351Bratan, insieme a Dariè Baby e un collega, accompagnato da un nutrito gruppo di motorini, hanno bloccato la strada per girare un videoclip.

La bravata, finita sotto i riflettori dei social, ha avuto un impatto ben diverso rispetto alle manifestazioni di protesta che in passato avevano portato a blocchi simili. Diverse parti politiche si sono subito attivate per richiamare l’attenzione della giustizia per una indagine che, visti i diversi contenuti pubblicati online, ha portato alla facile identificazione del responsabile. Il trapper è stato espulso dall’Italia e rimpatriato in Moldavia. A darne notizia è stato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, in un post su X.

L’annuncio sui social

“In considerazione della sua pericolosità sociale, gli è stato revocato il permesso di soggiorno ed è stato imbarcato sul primo volo diretto nel suo Paese di origine”, ha dichiarato il ministro. Stoppare il flusso di veicoli su una arteria trafficatissima del capoluogo lombardo non è stata una idea geniale. Nel giro di poco, all’altezza di viale Rubicone, si è creato il panico quando diverse decine di motorini hanno bloccato la circolazione, determinando disagi in un orario di punta.

Al ragazzo moldavo è stato revocato il permesso di soggiorno per motivi di pericolosità sociale e quindi si è decisa l’espulsione. Il trapper 351Bratan voleva trovare un modo per lasciare un segno e far conoscere la sua musica, ma ha commesso un grave errore.

Il commento del presidente Fontana

Sulla questione che risale al 18 settembre si è esposto anche il presidente della regione Lombardia, Attilio Fontana, che ha scritto sul suo profilo Facebook:

Bloccare la Milano-Meda, una delle principali arterie di ingresso e uscita da Milano, fermando lavoratori e famiglie per girare un video è stato un atto inaccettabile. Bene il Ministero degli Interni e Matteo Piantedosi con il provvedimento di revoca del permesso di soggiorno per motivi di pericolosità sociale e rimpatrio immediato. Per chi non rispetta le regole e mette a rischio gli altri, questa è l’unica risposta.

L’avvocato del trapper, Matteo Politano, ha spiegato che ricorrerà al Tar. Secondo il legale, il provvedimento sarebbe sproporzionato rispetto alla bravata e sarebbe stato emesso sull’onda dell’esposizione mediatica della vicenda.

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