Rapper girano un video e bloccano la superstrada: cosa rischiano per i reati commessi
Il tratto Milano-Meda è rimasto bloccato per la registrazione di una clip musicale non autorizzata da parte di tre rapper. Rischiano fino a due anni di reclusione.
Un improvviso videoclip ha paralizzato la Milano-Meda, causando code lunghe chilometri. Tre rapper hanno deciso senza alcun permesso di girare un filmato, con tanto di riprese aeree per mostrare il traffico creato volutamente. Una bravata che è finita sotto i riflettori, proprio come le consuete manifestazioni di protesta delle associazioni ambientaliste.
La Lega e Fratelli d’Italia hanno chiesto l’intervento della giustizia, auspicando che gli inquirenti facciano un’indagine approfondita su quanto è avvenuto. Con una arteria trafficatissima del capoluogo meneghino e flussi veicolari in tilt si sono verificati chiari rischi per la sicurezza. Nel giro di pochi minuti sulla SS35 tra Milano e Meda, all’altezza di viale Rubicone, si è creato il panico quando diverse decine di motorini hanno bloccato la circolazione delle auto, causando numerosi disagi agli utenti della strada che si trovavano nell’ora di punta ad affrontare il tratto.
Chi c’è dietro al video
Se il rapper 351Bratan voleva trovare un modo per far parlare di sé, oggi mezza Italia ha conosciuto il suo nome, ma non la sua musica. In zona Affori, alle porte della città di Milano, Omar Ramo in arte 351Bratan, insieme a Dariè Baby e un collega, accompagnato dalla carovana di motorini, ha esultato sui suoi profili: “Siamo noi la notizia”. Il candidato a sindaco di Milano Carmelo Burgio, per Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, ha definito la vicenda “inaccettabile”.
Il cantante 32enne di origini marocchine, membro della crew 351, ha cantato vestito di bianco in mezzo alla carreggiata con i suoi amici alle spalle che componevano la scenografia. Surreale che sia stato utilizzato anche un drone per immortalare la scena. Le volanti della Questura sono arrivate tra le 18 e le 19.30, quando ormai il videoclip era stato ultimato ed era già tutto finito. Le indagini non dovrebbero essere così difficili da condurre, data anche la notorietà dei soggetti coinvolti e rei confessi.
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I reati commessi dai responsabili
Il decreto Sicurezza, ossia il decreto-legge 48 dell’11 aprile 2025, convertito nella legge 80 del 9 giugno 2025, disciplina la materia specifica del blocco stradale. Il D.L. 113 ha ripenalizzato il blocco stradale: dal 1999 al 2018, invece, era trattato solo come un illecito amministrativo sulla base del decreto legislativo 30 dicembre 1999 n. 507, che a sua volta aveva modificato il decreto legislativo 66/1948, noto come “decreto Scelba” dal nome dell’allora ministro dell’Interno.
La legge oggi stabilisce che chiunque deponga o abbandoni congegni o altri oggetti di qualsiasi specie in una strada ordinaria oppure ostruisca o ingombri un’arteria compie un reato di natura penale. Nel 2025 c’è stata l’introduzione di nuove fattispecie relative ai blocchi effettuati con il proprio corpo ed è stata disciplinata anche la fattispecie specifica per i blocchi stradali compiuti da più persone riunite (bastano due individui). In questo caso la pena prevista è la reclusione da sei mesi a due anni.