F1, Antonelli vicino a firmare per Ferrari: il retroscena svelato da Montezemolo
L’ex presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo, ha ammesso che l’astro nascente italiano della F1 era a un passo dalla Rossa.
Kimi Antonelli rischia di diventare il più grande rimpianto della storia recente del Cavallino. A soli 20 anni il bolognese è vicinissimo alla conquista del suo primo riconoscimento iridato nella massima categoria del Motorsport. La Mercedes lo ha cresciuto sotto l’ala protettiva del manager austriaco Toto Wolff, determinato a lanciarlo quanto prima nel circus.
Il passaggio di Lewis Hamilton dalla squadra della Stella a tre punte alla Ferrari ha aperto le porte ad Antonelli, nonostante una stagione in F2 non esaltante. Il suo inserimento in Mercedes era apparso un azzardo, tuttavia per Kimi il 2025 ha rappresentato un anno di rodaggio in vista del definitivo salto di qualità avvenuto al volante della W17 E Performance. L’italiano sta surclassando il teammate inglese, estraendo tutto il potenziale da una monoposto straordinaria. I due piloti della Mercedes hanno approcci differenti al volante. Kimi tende ad accorciare la curva, ritardando l’ingresso per poi imprimere alla vettura un movimento molto rapido nella fase di rotazione. George Russell non riesce a conservare quella stabilità e velocità nei tratti misti che facevano la differenza con la precedente gen di monoposto.
Kimi a un passo dalla Ferrari
“C’era già un accordo per portare Antonelli in Ferrari, ma Maurizio Arrivabene disse ‘no’”, ha rivelato Montezemolo nel corso di una lunga intervista con gli spagnoli di AS dove ha parlato anche dei suoi piloti migliori. Per l’ex numero 1 del Cavallino Michael Schumacher era il numero uno, un gradino sopra anche a Niki Lauda e Fernando Alonso. Ayrton Senna, invece, ha rappresentato per l’avvocato bolognese un sogno proibito, sebbene sia stato vicinissimo a vestire la tuta rossa prima del drammatico epilogo di Imola nel 1994 al volante della Williams FW16.
Kimi Antonelli, con lo stesso numero del compianto pilota brasiliano, potrebbe diventare campione già al termine di questa annata, mentre Leclerc e Hamilton sono in un mare di guai. “Oggi la Ferrari non vince, ma non è nemmeno competitiva – ha confessato Montezemolo – In F1 bisogna avere un’organizzazione perfetta e un leader forte. Enzo Ferrari è stato il top di sempre, ma quando ero lì al mio fianco emergeva Jean Todt. Oggi, visto dall’esterno, credo che manchi leadership. È qualcosa di lampante”.
La preoccupazione regna sovrana
Per il bene di Kimi Antonelli, probabilmente, la porta in faccia ricevuta in Ferrari, a causa di una scelta dell’ex team principal Arrivabene, potrebbe averlo salvato dalla mediocrità. Riportare il Cavallino sul tetto del mondo potrebbe rappresentare un obiettivo futuro per l’italiano, ma se dovesse arrivare un giorno a Maranello dovrà esserci una organizzazione all’altezza di un giovane campione dalle grandi ambizioni.
Charles Leclerc, prodotto dell’Academy Ferrari, sta seriamente rischiando di diventare un predestinato incompiuto. Lewis Hamilton, male che vada, se ne andrà dall’Italia con una pensione dorata. La Formula 1 all’epoca delle grandi sfide, delle vittorie sudate e di una Rossa capace di imporsi sul mondo appare sempre più un ricordo sbiadito nella memoria degli appassionati. Per Montezemolo il più forte di tutti oggi “è Max Verstappen”, senza dimenticare Lando Norris, blindato da McLaren e già nel firmamento dei cavalieri del rischio.