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Stop al taglio delle accise sul gasolio: da oggi scattano i rincari al distributore

La mancata proroga dello sconto fiscale fa salire il prezzo del diesel di 4,9 centesimi al litro, che corrisponde a un incremento di 2,44 euro per un pieno di 50 litri.

Stop al taglio delle accise sul gasolio: da oggi scattano i rincari al distributore
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Andrea Tomelleri
Andrea Tomelleri
Pubblicato il 8 nov 2026

Il taglio delle accise sul gasolio è ufficialmente terminato. Senza alcuna proroga in Gazzetta Ufficiale, è infatti scaduto ieri 7 novembre il provvedimento d’urgenza varato dal Governo lo scorso 28 ottobre per alleggerire la pressione sui costi energetici sostenuti dagli automobilisti italiani. A partire da oggi, l’aliquota fiscale di accisa sul diesel torna ad attestarsi sul livello ordinario di 672,90 euro per mille litri, annullando il beneficio di 40 euro per mille litri applicato nell’ultimo periodo grazie al meccanismo delle accise mobili. L’applicazione della tassazione ordinaria comporta un incremento immediato di 4,88 centesimi di euro al litro IVA compresa, che si traduce in un aumento di circa 2,44 euro per un pieno medio da 50 litri.

La misura è costata oltre 38 milioni per 11 giorni

L’ultima misura straordinaria di riduzione delle accise, durata appena 11 giorni dal 28 ottobre al 7 novembre, è costata alle casse dello Stato circa 38,7 milioni di euro, finanziati interamente mediante l’utilizzo di quota parte dell’extragettito IVA generato dai rincari del petrolio. L’esecutivo ha scelto di non attivare lo strumento delle accise mobili per prolungare la misura, preferendo evitare un ulteriore aggravio sui saldi di finanza pubblica. Nel corso della visita al salone Eicma a Milano, la premier Giorgia Meloni ha tuttavia assicurato che l’attenzione sul dossier dei carburanti resta massima, confermando l’impegno costante per individuare soluzioni idonee a calmierare i listini alla pompa in tutta Italia. Queste le parole di Meloni:

Ci stiamo lavorando, su poche cose lavoro come su questo.

Prezzi ancora alti, ma greggio in discesa

Gli ultimi rilevamenti ufficiali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy evidenziano un quadro di persistenti rincari sui listini nazionali dei carburanti. Il prezzo medio nazionale del gasolio self-service si attesta a 2,224 euro al litro (mentre sulla rete autostradale raggiunge 2,277 euro), a fronte dei 2,001 euro registrati per la benzina. Ciononostante, l’associazione Adusbef sottolinea come il netto deprezzamento del greggio Brent – sceso di oltre il 16% rispetto ai picchi di ottobre – potrebbe favorire un rapido calo dei listini alla pompa, compensando la fine dello sconto fiscale.

Confermati i sostegni per settori specifici

Per mitigare le ricadute economiche sui settori produttivi primari, restano attive le misure straordinarie predisposte dal Ministero dell’Agricoltura ed erogate tramite l’agenzia Agea. Le aziende agricole ed ittiche possono richiedere fino al 20 novembre un contributo a fondo perduto pari al 20% delle spese sostenute per i carburanti acquistati tra giugno ed ottobre, attingendo ad un fondo totale di 60 milioni di euro, a cui si affianca la compensazione del credito d’imposta al 17,40% utilizzabile entro il 31 dicembre per circa 90 milioni di euro complessivi.

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