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Ferrari Luce, i segreti della batteria della prima elettrica del Cavallino

Le caratteristiche tecniche della Ferrari Luce sono destinate a cambiare il mercato green del lusso. Le soluzioni innovative offrono performance elevatissime.

Ferrari Luce, i segreti della batteria della prima elettrica del Cavallino
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Davide Russo
Davide Russo
Pubblicato il 26 mag 2026

L’obiettivo dei tecnici di Maranello era quello di partorire un’auto diversa dalle altre. II risultato estetico lascia molto a desiderare, tuttavia la chiave del progetto è la batteria innovativa con capacità di scarica fino a 830 kW. L’elettronica avanzata e l’affidabilità in ogni condizione attirerà l’interesse dei collezionisti dal portafoglio pesante che amano le sfide.

La Ferrari Luce apre una nuova era a Maranello, diventando un laboratorio di tecnologia a partire dalla batteria che è stata sviluppata in casa e che dispone di alcune caratteristiche tecniche davvero evolute. Del resto come potrebbe non essere rivoluzionaria dopo anni di progettazione e 60 brevetti depositati. Parliamo di una vettura ad altissime prestazioni con un powertrain da oltre 1.000 CV che ha richiesto un approccio inedito per la Casa modenese.

Com’è fatta la batteria

Il pacco batteria da 122 kWh si compone di 210 celle in serie ed è capace di garantire una capacità di scarica fino a 830 kW. L’architettura a 800V non rappresenta una novità nell’industria dell’Automotive 2.0, ma offre la possibilità ricaricare fino a una potenza di picco di 350 kW. Sarà possibile recuperare 70 kWh in 20 minuti, ovvero il tempo di una sosta rilassata all’autogrill. Le celle della batteria sono state sviluppate in collaborazione con SK on e sono del tipo pouch (a sacchetto) con una capacità da 159 Ah.

Scendendo nella sfera chimica, spicca un anodo in grafite e un catodo in nichel-manganese-cobalto ad alto contenuto di nichel. Il pacco batteria è caratterizzato da 15 moduli (13 nel pianale e 2 sotto i sedili posteriori), ognuno con 14 celle. Ci sono quattro motori, uno per ogni ruota, il che si traduce in una gestione della trazione totale, mentre l’asse posteriore è sterzante. I due motori davanti raggiungono i 30.000 giri/minuto, mentre quelli posteriori si fermano a 25.500 giri/min. Con una potenza di 1.050 CV i tecnici hanno dovuto studiare bene la dissipazione del calore.

Ogni coppia di celle condivide un dissipatore in alluminio per asportare il calore. Inoltre, tra ciascun mini-modulo vi è uno strato isolante che distribuisce la compressione e crea una barriera termica. Il raffreddamento della Ferrari Luce è affidato a un insieme di connessioni idrauliche e di tre piastre, di cui due fissate al pianale e una più piccola per raffreddare i moduli superiori. Ogni piastra è progettata con all’interno dei canali multipli per gestire il processo in una sola unità e per garantire quindi uniformità di temperatura necessaria per prevenire l’invecchiamento delle celle e per poter garantire le massime performance.

Innovazioni all’avanguardia

La soluzione battezzata e-Box è posta dietro il secondo piano dei moduli. Contiene l’elettronica di potenza che include il BMS, i fusibili, i relè e vari sensori. Il sistema si occupa dei flussi di potenza e della comunicazione sulla linea CAN. Non manca un fusibile principale che interrompe la corrente in tre millisecondi in caso di cortocircuito superiore a 2000 A.

Le sei file di moduli fissate nel pianale permettono una super rigidità tramite le piastre di compressione dei moduli. L’obiettivo raggiunto era quello di avere una densità energetica vicina ai 280 Wh/l. Con il programma Ferrari Forever i clienti che sceglieranno la Luce avranno la possibilità di una garanzia a vita sui componenti elettrici, batterie comprese, per ridurre il rischio di obsolescenza tecnologica. I 15 moduli potranno essere sostituiti singolarmente e il pacco potrà essere aggiornato qualora arrivino tecnologie o celle più efficienti nei prossimi anni.

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