Ferrari Luce, prime anticipazioni sulla BEV: registrati più di 60 brevetti
In questa fase alla Casa modenese non mancano le idee. L’a.d. Benedetto Vigna ha confessato cosa accadrà dopo il lancio della Ferrari Luce
La data da cerchiare in rosso sul calendario è lunedì 25 maggio. A Roma calerà il velo sulla Ferrari Luce, la prima auto del Cavallino 100% elettrica e ci sarà molto di cui parlare, in una netta divisione tra puristi contrari e progressisti green favorevoli al cambiamento filosofico. Sul piano tecnico e, probabilmente, anche sotto l’aspetto estetico la Ferrari a zero emissioni non deluderà, tuttavia il lancio di una EV, dopo il primo SUV, sottende una strategia molto più ampia di quella che appare oggi.
Da sempre la Ferrari ha puntato sull’esclusività, a costo di ottenere fatturati più bassi, ma l’epoca del limite a ribasso sembra giunta al termine. Il futuro rischia di avvicinare una clientela nuova che potrà scegliere tra una miriade di modelli. Già negli ultimi anni la gamma della Casa modenese si è allargata a dismisura rispetto al passato.
L’amministratore delegato Vigna ha annunciato, durante la conference call, i risultati di un primo trimestre 2026 non indimenticabili, con diversi segnali di rallentamento della crescita, in particolare sul fronte della marginalità operativa. Le consegne sono calate del 4,4% a 3.436 unità a causa del “previsto cambio di modelli”.
Le prospettive di Ferrari
Benedetto Vigna ha annunciato: “La Ferrari Luce è molto più di un nuovo modello ed è molto più che elettrica. È la perfetta concretizzazione dello scopo che ci motiva ogni giorno in Ferrari: ridefinire con audacia i limiti del possibile, fondendo tradizione e innovazione in modo unico. È la convergenza di tantissime tecnologie straordinarie e della passione di tantissime persone".
“Per Ferrari Luce abbiamo registrato oltre 60 brevetti in svariati ambiti, dai motori elettrici agli inverter, dalla dinamica del veicolo all’integrazione delle batterie nel telaio, dal volante ai display e a un’interfaccia utente più semplice, dai finestrini ai tergicristalli. Non c’è una singola dimensione dell’auto che non sia stata ripensata dal team in modo innovativo. Ancora qualche settimana di pazienza e poi sarà visibile a tutto il mondo – ha sottolineato Vigna -. Anche la tecnologia più innovativa è priva di significato senza uno scopo. Il nostro è quello di creare emozioni. È da qui che siamo partiti quando abbiamo immaginato per la prima volta Ferrari Luce e crediamo di esserci riusciti. C’è grande attesa e curiosità da parte dei clienti, sia storici sia potenziali. E non vediamo l’ora di iniziare questo nuovo capitolo alla fine del mese".
Chi sale e chi scende
Purosangue, 12Cilindri, SF90 XX e F80 hanno trascinato il Cavallino, mentre 296 e Roma Spider, ormai prossime alla fine del loro ciclo di vita, hanno rallentato. Discorso diverso per 296 Speciale, Amalfi e 849 Testarossa che, da poche settimane, hanno cominciato il viaggio verso i garage degli acquirenti. Per Ferrari si tratta di una fase di transizione, tuttavia pesano le tensioni internazionali e la crisi in Medio Oriente.
Nonostante le attività commerciali siano proseguite senza interruzioni, il contesto sfavorevole ha avuto un impatto negativo. Sebbene un quadro generale dell’automotive non idilliaco la Casa Modenese ha marcato una crescita dei ricavi del 3% a 1,848 miliardi di euro (+6% a cambi costanti), di cui 1,5 miliardi dalla vendita di automobili e parti di ricambio (+1%; +4% al netto dei cambi) e 218 milioni da sponsorizzazioni e altre attività (+14%). Un brand come Ferrari riesce a compensare anche l’aumento delle spese di marketing e l’imposizione dei dazi sulle importazioni negli Stati Uniti.
Le stime sul 2026 non sono a ribasso e indicano ricavi a 7,5 miliardi di euro, EBITDA a 2,93 miliardi, utile operativo a 2,22 miliardi, utile per azione a 9,45 euro e flussi di cassa per almeno 1,5 miliardi. “Il mix di prodotto ulteriormente arricchito e la domanda costante di personalizzazioni hanno contribuito ai solidi risultati del primo trimestre. Con tali performance e con un portafoglio ordini che si estende ulteriormente verso la fine del 2027, confermiamo la nostra guidance per il 2026”, ha concluso Vigna.