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Ferrari lancia Hypersail, il suo primo monoscafo ad alta velocità

Lo spirito racing di Ferrari si conferma anche nell’Hypersail, monoscafo oceanico volante di 100 piedi che nessuno si immaginava

Ferrari lancia Hypersail, il suo primo monoscafo ad alta velocità
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Davide Russo
Davide Russo
Pubblicato il 22 apr 2026

Ferrari e la vela, un binomio inatteso ma molto stimolante per chi ha fatto la storia nelle sfide su asfalto. Alla Milano Design Week la Casa modenese ha svelato la livrea del monoscafo basato su innovazione, aerodinamica e ricerca progettuale. Dopo un lungo processo creativo in cui il linguaggio stilistico ha incontrato la tecnologia più avanzata nel mondo della vela off-shore, è nato un progetto orientato alle massime prestazioni.

Il Presidente del Cavallino, John Elkann, ha una visione opposta a quella di Enzo Ferrari. L’erede dell’impero di Gianni Agnelli sta espandendo a dismisura la gamma con modelli innovativi, tra cui la prima vettura full electric della storia, allargando gli orizzonti commerciali del brand. Il mondo dei motori sta viaggiando a velocità talmente elevate che risulta difficile valutare negativamente l’operato di chi si apre più strade, tuttavia nessuno avrebbe mai immaginato una Rossa protagonista tra le onde. Cavalcare l’hype in diversi ambiti, alla lunga, potrebbe trasformarsi anche in un autogol.

Sintesi di ingegneria e stile

Ferrari Hypersail prende vita come piattaforma di open innovation, in cui competenze trasversali si sono combinate per raggiungere un obiettivo ambizioso. Al progetto hanno lavorato Matteo Lanzavecchia e Marco Guglielmo Ribigini, del Ferrari Design Studio, guidato da Flavio Manzoni, e l’architetto navale Guillaume Verdier. Il team ha provato a ridefinire i canoni del mondo nautico con lo spirito tecnico ed estetico delle supercar della Casa modenese. Una spinta verso l’innovazione senza tradire troppo il DNA che caratterizza anche i gioielli che corrono in pista.

Design all’avanguardia

Ogni volume del monoscafo prende vita dall’interazione tra vento, acqua e velocità. Così è nata un’imbarcazione oceanica off-shore con elementi aerodinamici e ingegneristici estremi. Il Ferrari Design Studio, diretto da Flavio Manzoni, ha collaborato con il progettista Verdier e il team di ingegneri della Casa modenese per tradurre vincoli aerodinamici, idrodinamici e strutturali in opportunità estetiche.

I più attenti avranno notato rimandi stilistici alle Ferrari Monza SP1/SP2, mentre l’esterno del coachroof sulla coperta richiama l’architettura della Hypercar 499P, vincitrice del campionato mondiale Endurance 2025. L’obiettivo era raggiungere massima efficienza con soluzioni all’avanguardia. Sono stati usati a tal proposito dei pannelli solari, integrati nella coperta e nelle murate. Dopo uno studio avanzato sull’esposizione solare che avrà Hypersail, durante la sua navigazione, le superfici sono state dotate di un grip specifico. I pannelli sono calpestabili e arricchiti con sistemi di fissaggio tecnici, clip e trattamenti dedicati.

Massima libertà di movimento

L’equipaggio viaggerà su una livrea Giallo Fly, una delle anime cromatiche di Ferrari. Il colore venne adottato per la prima volta sulla 275 GTB. L’Hypersail è prodotta in carbonio sia per motivi estetici che di peso. Il contrasto tra il Grigio Hypersail e il Giallo Fly crea un mix spettacolare, applicato alla cabina, ai foil e alle linee della murata. Durante la Design Week, dal 22 al 26 aprile, il progetto Hypersail ha esposto il Cavallino a una luce diversa con un’esclusiva installazione scultorea a firma del Ferrari Design Studio sulla terrazza principale di HIGHLINE Milano, con vista su piazza del Duomo.

Flavio Manzoni, Chief Design Officer di Ferrari, ha dichiarato: “Hypersail ha rappresentato per il Ferrari Design Studio un’opportunità inattesa; un obiettivo sfidante, per la sua complessità, che ha permesso di estendere la nostra ricerca creativa ad un contesto diverso da quello consueto. In realtà, il Design Studio non è nuovo ad operazioni di questo tipo. Già in passato, l’esperienza maturata in progetti di vetture da competizione, per citare un settore ad altissimo contenuto tecnologico, ha favorito l’esplorazione di un ambito più complesso, in cui misurarsi e ampliare le nostre competenze”.

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