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F1: cos’è l'ADUO e perché potrebbe cambiare il campionato 2026

Sono tanti i nuovi concetti e termini che stiamo imparando a conoscere di questo strano e “rivoluzionario” campionato di F1.

F1: cos’è l'ADUO e perché potrebbe cambiare il campionato 2026
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Mariano Froldi
Mariano Froldi
Pubblicato il 28 apr 2026

E spesso ad esperti del settore (e semplici tifosi), viene il mal di testa a cercare di immagazzinare concetti e termini che sembrano creati per rendere complicate cose che dovrebbero essere relativamente semplici (tipo una gara automobilistica). Fra queste novità una sembra tutto sommato la “meno peggio”: si chiama Aduo ed è una delle novità più importanti delle regole 2026 della Formula 1.

Dietro questo acronimo si nascondono le parole Additional Development and Upgrade Opportunities, cioè “Opportunità aggiuntive di sviluppo e aggiornamento”.  E’ un modo per evitare monopoli devastanti per lo spettacolo (ad esempio si pensi all’imbarazzante dominio 2014-21, dove vinceva quasi sempre Mercedes) e permettere a chi è indietro di avere gli strumenti per risalire la china. Si badi bene, non è automatico che si possa migliorare. Ma ti vengono dati dei “bonus”, lato Power Unit, per migliorare il motore a combustione interna se ha “carenza” di cavalleria. Bonus che vengono stabiliti con tutta una seria di parametri. Ma andiamo per ordine.

Come funziona?

La FIA misura ogni stagione la prestazione del motore a scoppio di ogni produttore rispetto al più veloce del momento (il cosiddetto “benchmark”). Se un motore è tra il 2% e il 4% più lento (indicativamente 10 cavalli), il costruttore riceve un aggiornamento extra da usare nella stagione in corso e uno nella stagione successiva. Se è più lento del 4% (indicativamente una ventina di cavalli), riceve due aggiornamenti extra per ogni anno. 

Questi aggiornamenti permettono di lavorare di più sul banco prova e di omologare pezzi nuovi che altrimenti non sarebbero permessi. Non si tocca la parte elettrica e non si penalizza chi è primo: si dà solo una mano a chi è indietro per far sì che tutti possano lottare.

È un po’ come il sistema di “penalità” che esiste già per l’aerodinamica (meno tempo in galleria del vento per chi vince), ma al contrario: invece di rallentare i forti, si aiuta chi fatica. L’obiettivo è chiaro: mantenere la Formula 1 competitiva e interessante per i tifosi, senza che un motore super-potente renda inutili tutte le altre macchine.

Perché è importante?

I nuovi motori 2026 sono molto diversi da quelli attuali: più piccoli, più leggeri, con carburante sostenibile al 100% e una parte elettrica molto più potente. Svilupparli è complicato e costoso. Senza l’ADUO, chi sbaglia i primi calcoli rischierebbe di restare indietro per 4-5 anni. Grazie a questo meccanismo, invece, anche Audi o Honda (o chiunque altro sia in difficoltà) avranno la possibilità concreta di recuperare.

In poche parole, l’ADUO è la risposta della FIA alla domanda: “Come facciamo a evitare che la Formula 1 diventi noiosa per colpa di un solo motore dominante?”. Come scrivevo in premessa, fra le tante storture di questo ciclo regolamentare è, forse, la più “normale”, visto che, tra l’altro, come ben sanno gli appassionati di F1, da tempo sono vietati test liberi e ci sono pochissime possibilità di sviluppare la PU (ci sono deroghe per affidabilità e basta).

Wolff contro l’ADUO

Ora, qui le cose si fanno interessanti… perché di recente il Team Principal Mercedes, Toto Wolff, ha tuonato contro l’ADUO, di cui potrebbe beneficare il diretto concorrente in classifica, cioè Ferrari. Difatti, se una cosa abbiamo capito dalle prime tre gare, è che Ferrari ha un’ottima monoposto, ma un motore semplicemente discreto. Difficile quantificare il “debito” di cavalli rispetto a Mercedes, ma da quanto abbiamo potuto apprendere si oscilla dai 20 ai 30 cavalli. Ad oggi determinanti per garantire a Mercedes doppiette a ripetizione.

Ora, che Wolff metta le mani avanti, a suo parere difatti non sarebbe giusto concedere a qualcuno di “stravolgere” i valori in campo (ma tu guarda!) è pacifico: non vorrebbe che il divario che attualmente ha Mercedes venga colmato da qualcuno. D’altro canto, Ferrari sa bene che se può migliorare un motore “basico” (questa unità endotermica è un ripiego rispetto al motore che si era pensato e che al banco ha dato seri problemi di affidabilità) le prospettive per il campionato sono decisamente migliori rispetto a quelle attuali, già comunque discrete.

Chi segue la Formula Uno di quest’ultimo decennio, sa bene quanto Wolff sia un abile manovratore sopratutto dietro le quinte. Il suo obiettivo, e non è certo un demerito, è quello di ottenere sempre il massimo per il proprio team. Quello che ogni TP deve fare. Solo che lui lo fa meglio.

Tuttavia, giova ricordare un piccolo particolare. L’ADUO, nel suo funzionamento dettagliato, è stato approvato da tutte le squadre. Senza se e senza ma. Quindi… che si metta l’anima in pace. Ferrari può contare almeno su un “bonus” sicuro (probabilmente su due bonus totali) per il proprio motore a scoppio. Sviluppi che non vedremo nel prossimo gran premio a Miami, ma molto più avanti, presumibilmente da fine giugno ai primi di luglio.

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