F1, da Miami prime modifiche al regolamento 2026. Funzioneranno?
Analizziamo le correzioni al regolamento che entreranno in vigore dal prossimo Gran Premio che si terrà a Miami
Le modifiche approvate il 20 aprile, durante il summit virtuale tra FIA, team e motoristi sono dei veri e propri “correttori di rotta” per tentare di mettere una pezza ai difetti emersi nelle prime tre gare di questa nuova era tecnologica e di questo nuovo regolamento che, per usare un eufemismo, è assai poco apprezzato.
La FIA ha deciso di intervenire subito prima di Miami (1-3 maggio) per evitare che le gare diventino troppo simili a una partita a scacchi elettrica e che ci siano situazioni di potenziale pericolo fra una monoposto in piena accelerazione e una che sta rallentando perché in fase di ricarica (avete presente Bearman a Suzuka?).
Vediamo le principali novità:
- addio al “Clipping” infinito (più potenza, meno calcoli) in qualifica. Nelle prime gare abbiamo visto le auto “piantarsi” a metà rettilineo perché finivano l’energia elettrica (il cosiddetto clipping);
- la potenza di picco del “super clipping” è stata alzata da 250 kW a 350 kW;
- il calo di velocità a fine rettilineo durerà solo 2-4 secondi invece che metà del dritto. Per i piloti significa molto meno “lift and coast” (alzare il piede per ricaricare) e più possibilità di attaccare fino in fondo alla staccata.
Qualifiche: meno batteria, più manico?
Ci si è accorti (ma va…) che in qualifica il tempo è troppo influenzato da come la batteria distribuisce l’energia, quasi più del talento del pilota. La modifica: è stato ridotto il limite di ricarica in qualifica (da 8 MJ a 7 MJ).
L’impatto: le auto avranno meno “aiutino” elettrico costante durante il giro secco. Questo costringe i team a mappare il motore in modo più aggressivo e i piloti a gestire meglio l’aderenza meccanica, rendendo il giro di qualifica più “sporco” e spettacolare.
Gara: gestione variabile del Boost extra
Da Miami limitato a +150 kW. La Federazione Internazionale ha pertanto stabilito che il pulsante del boost, ovvero la funzione che sprigiona l’intera potenza elettrica su richiesta, non potrà più essere attivato liberamente.
I piloti potranno farne uso soltanto quando il moto generatore MGU-K starà già erogando un minimo di 150 kilowatt. E non finisce qui: nelle zone rettilinee, in combinazione con l’aerodinamica attiva, le monoposto potranno scatenare tutti i 350 kilowatt a disposizione. Nelle sezioni guidate, invece, il limite massimo sarà bloccato a quota 250 kilowatt.
Gara e sicurezza nelle partenze: un aiuto “elettronico” tutto da verificare
Uno dei rischi maggiori visti finora è lo scarto di velocità tra chi “azzecca” la partenza e chi rimane quasi fermo per problemi software o stallo. La modifica prevede l’introduzione di un sistema anti-stallo elettronico evoluto e una nuova segnaletica luminosa posteriore che lampeggia in modo specifico se l’auto ha un problema di potenza al via.
E l’impatto verrà testato proprio a Miami. Serve a evitare tamponamenti catastrofici in griglia, avvisando istantaneamente chi segue se l’auto davanti non sta accelerando come dovrebbe. Risultato globale delle modifiche in qualifica e in gara: tempi sul giro più lenti. Il deficit si sentirà soprattutto in accelerazione. La FIA stessa ammette che “sarà più spettacolare, nonostante tempi leggermente più lenti”. Traduzione: spettacolo sì, cronometro no.
Capitolo visibilità sotto la pioggia
Le nuove auto 2026 sollevano molta acqua, e le luci attuali non bastavano. La modifica prevede semplificazione e potenziamento della segnaletica luminosa posteriore. L’impatto è una maggiore sicurezza nei “muri d’acqua”. I piloti potranno reagire più velocemente alle frenate di chi precede, riducendo i rischi nei weekend meteorologicamente instabili come spesso accade a Miami.
Nessuno riesce a prevedere esattamente il risultato di questa serie di correttivi di un regolamento sbagliato in partenza. Quindi tutto quello che avete letto deve essere vagliato dalla realtà “fattuale”. Il Gran Premio di Miami dirà se queste correzioni funzionano. Ma una cosa è certa: finché non si ammetterà che il problema è la filosofia di partenza e si metterà mano lì, non basteranno tutti i megajoule del mondo. Servirebbe un “reset” vero. Impossibile a campionato in corso e, forse, sino a quando non ci sarà un nuovo ciclo regolamentare.