I numeri che proiettano Antonelli nella storia della F1: ecclissato Hamilton
Kimi Antonelli sta oscurando il vincitore del maggior numero di GP nella storia della F1. Confrontiamo i record dell’italiano con quelli di Hamilton al secondo anno nel circus.
Lewis Hamilton è stato uno dei rookie più forti di tutti i tempi, riuscendo a lottare per il titolo mondiale sino all’ultima sfida del campionato 2007. Lewis debuttò a 22 anni, 4 anni in più di Kimi, e con più esperienza nelle categorie propedeutiche alla Formula 1, essendo cresciuto sotto l’ala protettiva di Ron Dennis. Dopo aver perso il titolo per un solo punto a vantaggio di Kimi Raikkonen, erede di Michael Schumacher in Ferrari, e concluso in graduatoria a pari merito con Fernando Alonso, nel 2008 salì sul tetto del mondo al volante della McLaren MP4-23, dopo un testa a testa al cardiopalma con Felipe Massa.
Tornando ai giorni nostri Kimi Antonelli, vincitore per la quarta tappa di fila a Montreal, ha ottenuto dei record sin qui, nel campionato 2026, da far tremare i polsi ai mostri sacri del Motorsport. Complice un problema tecnico alla W17 del compagno di squadra, Antonelli ha vinto senza patemi il quarto Gran Premio di fila, diventando l’unico pilota italiano della storia con un ruolino di marcia del genere. Dopo il successo a Suzuka era già diventato il leader del Mondiale più giovane della storia (19 anni 7 mesi 4 giorni), battendo il record di Hamilton (22 anni 4 mesi 6 giorni, Spagna 2007).
Il migliore di tutti
Con il trionfo a Montreal è diventato il primo pilota nella storia a conquistare i suoi primi 4 GP in sequenza. L’ultimo ad aprire una striscia di successi più ampia era stato Max Verstappen, tra il Giappone 2023 sino a Jeddah 2024, con 9 trionfi ma dopo diversi anni nel circus. Dopo la vittoria in Canada, con 43 punti di vantaggio in classifica piloti dopo 5 round, ha il più elevato gap della storia della F1, superando quello di 41 di Vettel su Hamilton nel 2011. Non per alzare la pressione ma Seb, ai tempi della RB, conquistò in scioltezza il titolo a fine anno.
Già dopo Suzuka Kimi era diventato il 10° pilota nella storia a conquistare i primi 2 GP “back-to-back”, il primo da Leclerc nel 2019 e il primo driver italiano con 2 vittorie consecutive dal 1953 (Ascari in Olanda e Belgio). Con la P1 di Montreal ha già superato le tre affermazioni di Giancarlo Fisichella e ha nel mirino i 5 trionfi di Alboreto e Farina. Antonelli è destinato a diventare il pilota italiano con più trionfi nella storia della F1 (Ascari è a quota 13) se dovesse continuare a dimostrare ferocia agonistica, costanza da fuoriclasse e una velocità ineguagliabile dai competitor.
Il confronto con il passato
Lewis Hamilton, vincitore al secondo anno in F1 con McLaren, dopo 5 round aveva vinto una sola gara (GP d’Australia d’apertura). Jacques Villeneuve, autore di un magnifico duello con Michael Schumacher nel 1997, al suo secondo anno si aggiudicò sulla Williams 2 GP nelle prime 5 uscite stagionali. Nell’era moderna sono gli unici ad aver vinto il titolo al secondo anno. Volgendo lo sguardo agli anni ’70, senza considerare le primissime battaglia agli albori della F1 dove si affermò Fangio nel 1951 con Alfa Romeo, Emerson Fittipaldi riuscì a spuntarla con la Lotus al suo secondo anno completo nel circus, con 2 vittorie nei primi 5 GP del campionato 1972.
Antonelli non sta solo facendo impazzire George Russell in pista, ma sta riscrivendo i libri di storia della massima categoria dell’automobilismo. Al termine della sfida in Canada il bolognese ha dichiarato:
Non è stato il modo in cui volevo vincere, sinceramente: è stato un peccato per George, alla fine sarebbe stata una battaglia molto dura. Anche se alla fine in quello stint avevo un po’ più di passo. Ho fatto qualche errore di troppo, come un bloccaggio in curva-10, e non è stato l’ideale. Io, comunque, ero attaccato, poi lui ha avuto il problema tecnico e mi sono ritrovato da solo, da quel momento ho cercato di portare la macchina a casa.