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F1 Miami 2026: Antonelli vince ancora, ma la questione è un’altra

Mentre Antonelli consolida il primato, il paddock scopre che Miami è il vero inizio della stagione.

F1 Miami 2026: Antonelli vince ancora, ma la questione è un’altra
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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Pubblicato il 4 mag 2026

Kimi Antonelli ha vinto il Gran Premio di Miami. Nel terzo appuntamento della stagione ha conquistato il terzo trionfo consecutivo (dopo quello a Shangai e a Suzuka). Adesso ha venti punti di vantaggio su Russell e comanda il Mondiale attirando sempre più le aspettative di chi pensa che possa anche conquistare il titolo. Ma mentre in Italia si celebra il dominio del diciannovenne italiano, la stampa internazionale è concentrata su questioni ben diverse. La vera gara di Miami non è stata la battaglia in pista tra Antonelli e Norris, bensì il confronto silenzioso tra quello che la F1 sognava di essere nel 2026 e quello che effettivamente è diventata.

Un regolamento che cambia continuamente è un problema

Partiamo dai dati concreti. Antonelli ha vinto una gara complicata, senza il dominio assoluto di Shanghai o Suzuka. Ha dovuto difendersi da Norris, ha avuto problemi di downshift, ha corso il rischio di perdere. È stata una gara vera, combattuta, e questo è da molti considerato importante. Ma molte testate, tra cui Sky Sports e Motorsport.com, discutono se il mese di pausa (per cause di forza maggiore) ha cambiato la F1.

In questo periodo Mercedes ha visto sciogliersi la sua superiorità schiacciante. Ferrari ha portato undici aggiornamenti sulla SF-26. McLaren è tornato dalla pausa con una suite completa di upgrade e ha vinto la Sprint il sabato. Red Bull ha avuto un balzo di performance con la nuova power unit. In sostanza, quello che Vasseur aveva suggerito a Suzuka (“il mese di pausa dividerà i team, non li avvicinerà”) si è trasformato in realtà. I team con risorse hanno portato aggiornamenti significativi. Gli altri no.

Ma c’è un tema ancora più importante che viene fuori dal GP di Miami, e la stampa internazionale lo sottolinea ripetutamente. Il regolamento è stato corretto. Durante la pausa, la FIA ha introdotto una serie di “correzioni”: riduzione della ricarica in qualifica, aumento del super-clip a 350kW, limitazione del Boost Mode, nuove regole di deployment del MGU-K.

Quello che colpisce è la consapevolezza che il regolamento 2026 ha bisogno di continui aggiustamenti per funzionare. Non è un prodotto maturo, è una sorta di versione beta permanente. Sky Sports ha notato che gli ultimi problemi di partenza di Antonelli potrebbero essere legati a un problema di clutch lever feeling, non di pura capacità di guida. Timo Glock ha suggerito che al diciannovenne manca la sensibilità per percepire quello che accade al rilascio della frizione. È un dettaglio tecnico minore, ma rivela qualcosa di più profondo. I driver stanno ancora imparando a gestire un regolamento che cambia ogni due settimane.

La domanda che in molti si fanno è: questa Formula 1 funziona davvero? Per rispondere ci si domanda se la gara sia stata interessante. In molti rispondono di sì. E la risposta è affermativa perché Norris e Antonelli si sono battuti, perché c’è stato un finale incerto. Ma era interessante grazie alla competizione tra piloti, o grazie al regolamento che finalmente permette sorpassi artificiali e battaglie artificiali? Quando Norris dice che la macchina sembrava più normale da guidare, sta dicendo in realtà che prima di Miami non lo era. Il regolamento dovrebbe rendere il 2026 normale, e invece lo rende speciale solo quando viene aggiustato ogni due settimane.

Formula1.com ha osservato che il Gran Premio di Miami segna il vero inizio della stagione. Non Melbourne, non Shanghai, non nemmeno Suzuka. Miami, quando tutti gli aggiornamenti sono stati portati, quando la FIA ha finito di fare correzioni d’emergenza, quando il paddock ha capito come vivere nel 2026. E in questo senso, il dibattito internazionale non celebra il fatto che Antonelli ha vinto. Celebra il fatto che il campionato è finalmente iniziato.

La “questione” Russel

E poi c’è la questione di Russell. Ancora una volta secondo nel campionato, ancora una volta accreditato come favorito pre-stagionale, ancora una volta superato dal compagno di squadra. Russell ha detto che Miami non gli si addice e che questi circuiti gli tolgono tutte le qualità. Lui, che ha vinto a Melbourne con dominio e che era stato presentato come il candidato naturale al titolo, adesso ammette che non può competere con Antonelli su certi tracciati. Motorsport.com ha notato che questo “è forse la prima volta che Antonelli ha davvero il vantaggio tecnico su Russell nel 2026”.

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