Dreame, dai robot aspirapolvere all'hypercar con i razzi: fa lo 0-100 in 0,9 secondi
Il produttore di robot aspirapolvere debutta nell'automotive con un progetto che mescola tecnologia aerospaziale, guida autonoma e batteria allo stato solido.
Dreame non è più solo un produttore di robot aspirapolvere. L’azienda cinese ha presentato ufficialmente la sua prima vettura, la Nebula Next 01 Jet Edition. Un debutto che segue l’intenzione del marchio cinese di voler costruire un’hypercar elettrica capace di sfidare la Bugatti Chiron. In occasione del CES 2026 di Las Vegas Dreame aveva mostrato un primo concept con quattro motori elettrici e oltre 1.900 CV. Ora la Jet Edition alza ulteriormente il livello.
Specifiche tecniche clamorose
DREAME NEXT|The Nebula NEXT 01 JET Edition
Speed reimagined.
Peak beyond limits.
April 27th at San Francisco.
A new era landed. @Dreame_USA #Dreame #DreameNEXT #WeDefineNEXT pic.twitter.com/VPIGdXwq09
— Dreame Global (@DreameGlobal) April 28, 2026
Il motore è impressionante. È composto da due booster a razzo con propellente solido, una soluzione progettata per portare la vettura da 0 a 100 km/h in 0,9 secondi. Dreame lo descrive come un adattamento di una tecnologia aerospaziale all’uso civile, con una risposta di 150 millisecondi e una spinta massima di 100 kilonewton. Il controllo elettronico di precisione dovrebbe mantenere il sistema entro limiti di sicurezza accettabili. La batteria è allo stato solido a base di solfuri, con densità energetica superiore a 450 Wh/kg e autonomia dichiarata (nel ciclo CLTC) superiore ai 550 km. La tecnologia è ancora in fase di preparazione per la produzione di massa.
Steer-by-wire e guida autonoma
La Dreame Nebula Next 01 Jet Edition adotta uno sterzo completamente elettronico senza collegamento meccanico tra volante e ruote (steer-by-wire). Questo sterzo ha tempi di risposta inferiori al millisecondo. Il sistema gestisce simultaneamente in modo coordinato fino a 14 parametri dinamici. In questo modo le manovre sono molto precise anche in contesti complessi. La guida autonoma si basa su un’architettura a tre sistemi basata su modelli VLA e testata in condizioni estreme come nebbia fitta e cantieri stradali. Il sensore di punta è il LiDAR DHX1 da 4.320 linee con capacità 4K a colori, rilevamento fino a 600 metri e identificazione di piccoli ostacoli come coni stradali a 300 metri.
Sarà prodotta?
Dall’annuncio alla produzione effettiva manca ancora molto e restano diverse domande aperte. Al di là di non aver comunicato la data di commercializzazione (e quindi il prezzo), c’è l’incognita di una tecnologia per il motore, i booster a razzo, che non ha precedenti su un veicolo stradale civile. Dati impressionanti ma che, come spesso accade con i concept più estremi, potrebbero essere ridimensionati dalla produzione di serie.
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