Cassazione boccia la clausola che limita la possibilità di scegliere la carrozzeria
Per i giudici la franchigia differenziata viola la libertà contrattuale del consumatore.
Dopo un incidente o un atto vandalico, la prima reazione di molti automobilisti è chiamare il meccanico o carrozziere di fiducia. È non solo il professionista che conosce la macchina, ma anche e soprattutto quello che dà garanzie sul lavoro e che, sostanzialmente, ci si fida farà un prezzo onesto. Le compagnie assicurative, però, hanno da tempo sviluppato reti di carrozzerie convenzionate, orientando i propri clienti verso queste strutture attraverso una franchigia più alta per chi sceglie di rivolgersi altrove. Una penalizzazione economica (che si aggiunge ai rincari degli ultimi anni sulle polizze assicurative) che, secondo la Corte di Cassazione, rappresenta una clausola abusiva.
La sentenza, accogliendo il ricorso di un carrozziere, ribalta la decisione della Corte d’appello e apre a potenziali ricadute su migliaia di polizze attive in Italia.
La vicenda che ha portato a questa sentenza
Un automobilista, dopo aver subito atti vandalici sulla propria vettura, si era rivolto a una carrozzeria di fiducia anziché a una delle strutture convenzionate con la sua compagnia. Risultato? Una franchigia del 20% a suo carico. Il carrozziere aveva impugnato la clausola in tribunale, ottenendo inizialmente ragione in primo grado, salvo poi vedersi ribaltare la decisione in appello. La Suprema Corte ha ora ristabilito il principio stabilendo che una simile previsione contrattuale va esaminata nel contesto dell’intero testo del contratto, non isolatamente, per verificare se determini un “significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi” a danno del contraente più debole, come previsto dall’articolo 33 del Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005).
I giudici precisano che occorre anche verificare se la clausola sia stata liberamente negoziata dall’assicurato o semplicemente imposta, e se nei fatti limiti “la possibilità per il consumatore di esplicare pienamente la propria autonomia contrattuale nella fondamentale espressione rappresentata dal libero accesso al mercato“. Il fascicolo torna ora alla Corte d’appello per un nuovo esame nel rispetto di questi criteri.
La posizione di Federcarrozzieri
Netta la soddisfazione di Federcarrozzieri. Il presidente Davide Galli ha definito la decisione “importantissima“, sottolineando come le clausole contestate producessero un paradosso: la stessa compagnia pagava in modo diverso lo stesso danno a seconda di chi lo riparava. Secondo Galli, i prezzi imposti dalle reti convenzionate vengono sistematicamente fissati al ribasso, con effetti negativi non solo per i consumatori ma anche sulla qualità delle riparazioni.
Per comprendere meglio la vicenda ricordiamo che per le compagnie assicurative le reti convenzionate offrono garanzie standardizzate, tempi certi e prezzi verificati, riducendo il rischio di perizie gonfiate (non un fenomeno inventato, ma reale) o lavori non conformi. La franchigia differenziata, quindi, non sarebbe una penalizzazione ma una compensazione del maggiore rischio associato a riparazioni sulle quali le compagnie non hanno alcun tipo di controllo.
Immagine | senivpetro – Freepik
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