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Car of the Year 2027, ecco le 7 finaliste (e non c'è neanche una cinese)

Il comitato di Car of the Year svela le sette finaliste per il 2027. Un'elezione tutta elettrica che fa discutere, tra grandi escluse e il solito no alle cinesi

Car of the Year 2027, ecco le 7 finaliste (e non c'è neanche una cinese)
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Riccardo Mantica
Riccardo Mantica
Pubblicato il 30 ott 2026

Sette auto. Sessantaquattro giurati da tutta Europa. E un vincitore che vedrà la luce solo l’8 gennaio 2027, al Salone di Bruxelles. Il comitato organizzatore del Car of the Year ha chiuso il primo turno di consultazioni e sfornato la rosa delle finaliste: BMW iX3, Cupra Raval, Hyundai Ioniq 3, Kia EV2, Renault Twingo, Volkswagen ID Polo e Volvo EX60.

Al via c’erano 38 candidate, vagliate dagli esperti in rappresentanza di 25 Paesi. Regole d’ingaggio spietate: solo modelli 100% nuovi, mai valutati prima, in produzione di serie, testabili dalla giuria e a listino entro l’anno di riferimento. Risultato? Appena nove auto tra quelle ammissibili conservavano un motore termico sotto il cofano, anche solo come supporto.

I grandi esclusi

Due bocciature degne di nota. La prima è la Skoda Epiq. Interpreta a meraviglia la nuova piattaforma MEB+ di casa Volkswagen. L’altra è la Honda Prelude. Ha avuto per lo meno il merito di riaccendere la fiammella per le coupé accessibili e le motorizzazioni “self-charging".

La concorrenza, va detto, era feroce. Il cimitero degli illustri esclusi di questa edizione è affollato: fuori Toyota RAV4 e Mazda CX-5, fuori le Mercedes elettriche (Classe C, GLB, GLC), fuori la Porsche Cayenne Electric, la Skoda Peaq, l’Audi A2 E-tron, la Lexus ES e persino la Polestar 5. In un’annata meno affollata, probabilmente ciascuna di loro avrebbe staccato il biglietto per la finale.

La muraglia cinese si ferma di nuovo prima del traguardo

Niente da fare nemmeno a questo giro per i costruttori cinesi. In griglia di partenza c’era un esercito: BYD, Changan, Denza, GAC, Leapmotor, MG, Xpeng e Zeekr. Eppure nessuna è riuscita a piazzare la zampata decisiva.

A oggi, la BYD Seal nel 2024 resta l’unica vettura di un brand 100% cinese ad aver centrato la shortlist (anche se auto prodotte in Cina ma vendute da marchi occidentali ci arrivano ormai con regolarità).

Un’elezione 100% elettrica: cortocircuito o specchio dei tempi?

Resta da affrontare l’elefante nella stanza. Ha senso che il premio automobilistico più importante d’Europa presenti una finale fatta solo ed esclusivamente di auto elettriche, quando nei concessionari del Continente solo una vettura su quattro vendute è a batteria? Lo stacco tra la realtà e la giuria sembra clamoroso.

Un po’ più di spazio per le ibride e plug-in avrebbe magari fatto bene al premio. Bisogna però fare i conti con la realtà. La quota di mercato delle EV in Europa sta crescendo in fretta quest’anno, e il concorso giudica le novità appena lanciate, non l’immatricolato complessivo. Si giudica quello che l’industria ci mette sul piatto oggi. Regolamento alla mano, c’è poco da discutere. Ma una cosa è certa. Le auto che stanno migliorando più in fretta al mondo, quelle che spingono davvero sull’acceleratore dell’innovazione, oggi sono quasi tutte elettriche. E la maggior parte di loro si gioca il titolo qua.

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