Audacious IV: il mostro da 750 CV che fa tremare i puristi Audi
Nasce la Audacious IV: carrozzeria in fibra di carbonio stile Gruppo B, motore V8 da 750 CV e zero schermi a bordo. Il ritorno dell'auto analogica costa 350.000 sterline.
Prendete la sagoma muscolosa di un’icona dei rally anni ’80, spogliatela di ogni fronzolo digitale e trapiantatele sotto il cofano un V8 aspirato capace di urlare fino a 10.000 giri. È questa la ricetta della IV, l’ultima creazione firmata Audacious. Un’operazione che a prima vista potrebbe sembrare l’ennesimo restomod, ma che a Edimburgo hanno concepito con un’ossessione quasi maniacale per la guida pura e analogica.
L’idea alla base è un’elettrizzante fusione meccanica: vestire la meccanica di una Audi RS4 di generazione B7 (quella prodotta tra il 2006 e il 2008) con le forme inconfondibili della Quattro a passo corto. Un’operazione di chirurgia automobilistica che non vuole però cannibalizzare la storia. Il fondatore del marchio, Mac Zaglewski, lo ha messo subito in chiaro: chi possiede un’Audi Quattro originale in condizioni da concorso stia tranquillo, non verrà toccata. I clienti potranno sì scegliere di convertire una carrozzeria dell’epoca, ma solo partendo da esemplari stanchi e logorati, destinati altrimenti all’oblio. Per tutti gli altri, e si stima saranno l’80% degli acquirenti, Audacious realizzerà scocche ex novo interamente in fibra di carbonio.
Il tradimento al 5 cilindri? Una scelta di pura guida
La vera provocazione, per i puristi del marchio di Ingolstadt, sta sotto il cofano. L’Audi Quattro storica deve la sua leggenda al propulsore a cinque cilindri, ma Audacious ha deciso di virare con decisione sul V8 da 4,2 litri della RS4 B7. Una scelta dettata non dal caso, ma dalla ricerca del perfetto punto d’incontro tra raffinatezza moderna e coinvolgimento d’altri tempi.
Zaglewski voleva un’auto da usare davvero, godibile e al 100% manuale. Una filosofia che ha sbarrato le porte all’impiego del moderno 2.5 turbo della RS3 attuale. Sulla carta sarebbe stato il successore naturale del vecchio cinque cilindri, ma portava con sé troppi compromessi: l’impossibilità di montare un cambio manuale ad aste e bilancieri, un telaio meno rigido, sospensioni non all’altezza e soprattutto una trazione integrale Haldex troppo sbilanciata sull’asse anteriore. La RS4 B7, al contrario, offre un differenziale centrale Torsen con una sana e divertente prevalenza di coppia al posteriore.
I numeri, poi, parlano da soli. La gamma motori prevede quattro livelli di elaborazione, tutti legati rigorosamente al cambio manuale a sei marce della RS4. Si parte da una versione d’accesso sovralimentata con compressore volumetrico da 600 CV, per salire al pacchetto Stage Two che, grazie a componenti interni rinforzati e a un sistema di raffreddamento e alimentazione rivisto, tocca quota 750 CV. Ma la chicca per gli amanti della meccanica pura sarà la variante aspirata, un propulsore senza sovralimentazione capace di spingersi fino al limite dei 10.000 giri al minuto.
Piuma da Gruppo B e abitacolo brutalista
Anche la bilancia conferma il carattere della IV. Le vetture allestite partendo dalle scocche Quattro originali fermeranno l’ago tra i 1.400 e i 1.450 kg, mentre le varianti con carrozzeria integrata in carbonio scenderanno ad appena 1.200 kg. Forme e proporzioni strizzano l’occhio alla celebre Quattro da rally di Gruppo B, condite con dettagli aerodinamici che ricordano la spietata 90 IMSA GTO. Nessun logo con i quattro anelli in vista, però: la vettura sfoggia orgogliosamente i badge stilizzati di casa Audacious.
Salendo a bordo, il contrasto con le auto moderne è netto. L’abitacolo è stato completamente svuotato della dotazione digitale della RS4 per abbracciare un’estetica brutalista e minimale, fedele allo spirito degli anni ’80. Plancia, comandi e strumentazione sono stati disegnati da zero. Unici superstiti dell’era moderna? I leggendari sedili contenitivi wingback con regolazione elettrica presi in dote dalla RS4.
Esclusività da 350.000 sterline
Ogni esemplare sarà unico. Il programma di sartoria meccanica ed estetica promosso dall’azienda scozzese permetterà di cucire l’auto su misura del proprietario, modificando non solo verniciatura e pellami, ma persino la taratura degli ammortizzatori e l’erogazione del motore in base all’uso (pista o strada). Il primo esemplare mostrato all’esordio è una versione stradale da 750 CV vestita nell’iconica tinta Zermatt Silver.
Dall’officina di Edimburgo usciranno in tutto appena 50 unità. Tempi di attesa? Circa tre anni dal momento dell’ordine alla consegna delle chiavi, con i primi fortunati clienti che riceveranno la propria vettura verso la fine del prossimo anno. Il prezzo rispecchia l’artigianalità del progetto: si parte da un listino di 350.000 sterline (circa 420mila euro), al quale andranno poi aggiunti i costi dell’auto donatrice (se richiesta), l’IVA, il trasporto e le inevitabili personalizzazioni.